Habel Felix, la Liuteria 2.0 di Pescara tra Innovazione Tecnologica e Arte Liutaria

Articolo di Mariangela Cutrone

Liuteria 2.0 a Pescara è il progetto creativo del liutaio Habel Felix che dopo anni di studio e ricerca nel mondo della liuteria ha voluto fondere in esso la sua visione di liuteria moderna in contrapposizione a quella "conservatrice-tradizionalista". Quotidianamente crea strumenti musicali, in primis violini, violoncelli e contrabbassi utilizzando materiali di alta qualità, scelti accuratamente e in grado di soddisfare tutti i parametri che sono importanti in fase di progettazione ed esecuzione dello strumento. 

Habel Felix costruisce i sui strumenti cercando di interpretare i modelli dei Grandi Maestri del '700 aggiungendo ad essi uno stile e un tocco personale. Nella creazione di essi utilizza strumentazioni moderne funzionali sia per la progettazione che per le misurazioni acustiche e messa a punto. 

Con Liuteria 2. 0 Habel Felix persegue il concetto di sostenibilità ecologica non utilizzando più legni di specie minacciate di estinzione sostituendoli con materiali equivalenti. I suoi strumenti musicali sono frutto di uno studio di ricerca, sperimentazione e passione che non devono mai mancare in questo lavoro. Ce lo racconta in questa accurata intervista.

Com’è nata la sua passione per il mondo della liuteria e in particolare del violino?​

Ero piccolino e rimasi affascinato dal suono del violino che mio zio stava suonando. Avevo circa sei anni e mi promisi che anche io avrei suonato quello strumento. Cominciai a studiarlo ma poi abbandonai. Nel frattempo mi sono appassionato al lavoro del legno. Ho così fuso il mondo della musica con la passione per il legno creando questo progetto chiamato Liuteria 2.0 che mi permette appunto di dedicarmi a queste due passioni.

Come il concetto di “tradizione” si sposa con il progresso in Liuteria 2.0 come allude il nome?​

Secondo me “tradizione” e “progresso” sono concetti che possono ben coesistere.  Ad esempio analizziamo i grandi musicisti come Stradivari e Guarnieri che cambiavano continuamente. Erano in continua evoluzione e con loro anche i violini che suonavano. Già da allora c’era voglia di rinnovamento nel mondo della liuteria anche se si avevano a disposizione pochi mezzi. Oggi invece siamo fortunati a poter contare su strumentazioni tecnologiche a bassissimo costo.  Credo che considerare Liuteria 2.0 una “liuteria classica” alludendo a qualcosa di statico sia un vero e proprio “tradimento”. Con questo progetto sono in continua evoluzione. Non la smetto mai di studiare, ricercare e migliorare.

Nel mondo della liuteria la tecnologia serve in ogni fase di costruzione di un violino. Il processo di costruzione comincia con la scelta del materiale misurando la sua elasticità, i metri al secondo, la velocità di trasmissione del suono. È un metodo molto semplice. Successivamente si monitora la lavorazione del tavolo a fondo. Io mi baso sulle figure di vibrazione che si formano mettendo in vibrazione le tavole armoniche. Questo aiuta a monitorare il processo di costruzione e quello che sto concretamente facendo. Sono fasi e dinamiche che in modo empirico non sono facili da esprimere e misurare.

Che tipo di materiali utilizza per la creazione dei suoi violini?​

Per i miei strumenti utilizzo i classici materiali della liuteria come il legno di abete della Val Di Fiemme e l’acero dei Balcani, scelti non solo per l’estetica ma soprattutto per le proprietà fisiche e acustiche misurate per velocità di trasmissione del suono. Un altro materiale molto utilizzato è l’ebano. È  diffuso soprattutto per le tastiere dei violini. Con la scelta dei materiali ci tengo a perseguire il concetto di eco- sostenibilità.

Uno strumento di Liuteria 2.0 che caratteristiche ha?​

È uno strumento creato con metodo e ben ottimizzato. Tutta la creazione di esso è appunto volta ad ottimizzare lo strumento per ottenere un suono udibile minimizzando eventuali perdite al fine di ottenere un risultato completo. Le mie creazioni sono pezzi unici in quanto hanno alla base materiale organico. Non possiamo mai dominare un violino fino all’ultima fibra. Le mie creazioni non saranno mai uguali. Ciò che ci tengo ad ottenere è che siano tutte di alta qualità.

​Un ”buon violino” per reputarsi tale come deve essere secondo Liuteria 2.0?

Deve essere completo, ottimizzato in tutti gli aspetti del suono, in tutta la sua varietà. Deve essere facile e articolato da suonare. Il timbro in particolare deve essere modellabile e completo. 

Bisogna riuscire a fare emergere varie qualità e sfumature del suono. Naturalmente successivamente ci pensa il musicista a far emergere determinati suoni rispetto ad altri facendolo diventare uno strumento universale.


Il momento più emozionante di questo lavoro è quando metti le corde per la prima volta allo strumento che crei e senti il suono che produce. Mi emoziono ogni volta. Altrettanto emozionante è assistere al momento in cui il musicista lo prova. Lavoro per sentire suonare i miei strumenti. Tutto il resto rispetto a questo determinato momento diventa secondario. In quel momento è come se lo strumento mi parlasse per la prima volta.


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