La Scarpetta di Venere: calzature artigianali ispirate alle forme e ai colori della natura

Articolo di Lucia Ioanna Bertsia

Parlare di artigianalità, oggi, sembra quasi un atto di ribellione. In un’epoca frenetica, totalmente improntata sull’avere tutto e subito, tendiamo a dimenticare lo sforzo, la fatica e l’impegno che si celano dietro un prodotto finito, qualsiasi esso sia. Tutto scorre veloce, e noi non facciamo più i conti con il valore della creazione.

L’artigianato, invece, è rispetto della persona e massima cura dei dettagli. La macchina non sostituisce, ma accompagna la creatività e la capacità umana. È, soprattutto, rispetto del tempo. È il prodotto stesso a dettare le sue regole e le tempistiche necessarie per venire alla luce.

Con questa filosofia, La Scarpetta di Venere porta avanti una tradizione familiare appartenente a un periodo storico in cui l’artigianalità era il ritmo naturale della vita, non l'eccezione.

L’azienda, il cui punto vendita aperto al pubblico è situato a Sirolo, nasce grazie a due fratelli, Alice e Gian Luca Vitelli. Con grande intraprendenza e coraggio, i due hanno deciso di tracciare un nuovo percorso per l’attività di famiglia, ricominciando esattamente da dove i loro genitori avevano lasciato.

Così, l’evoluzione ha dato forma a un brand nel quale le donne possono sentirsi sé stesse, uniche e autentiche, indossando calzature che sono state progettate partendo da un disegno su misura e realizzate a mano, una per una. Scarpe che portano in sé la poesia della natura, che rubano i colori ai paesaggi e si lasciano ispirare dalla bellezza di una fioritura estiva, proprio come racconta il nome stesso del brand.

Il team di ItalianBees è stato accolto direttamente nel laboratorio di produzione dell'azienda, lo spazio in cui nasce ogni singola creazione. Qui, Alice e Gian Luca hanno raccontato la propria storia.

Ci raccontate la storia dell’azienda "La Scarpetta di Venere"?

“La Scarpetta di Venere nasce nel 2009 da un sogno condiviso, il mio e quello di mio fratello Gian Luca. Desideravamo, e tuttora è ciò in cui speriamo, di portare avanti con successo la tradizione di famiglia del fare scarpe artigianali, proprio in questa azienda che i nostri genitori hanno costruito alla fine degli anni ‘70.

L’attività prende il nome dall’omonimo fiore, Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus), un’orchidea selvatica dai petali rossastri e dal labello giallo a forma di scarpa. È da qui che traiamo la nostra ispirazione: dalla natura, dai fiori e dalle piante che ci circondano. Tra l’altro l’azienda è stata costruita proprio sui campi che nostro nonno coltivava e dove un tempo allevava gli animali.”

Qual è la vostra filosofia e quali invece i valori etici e professionali che vi contraddistinguono?

"Le nostre calzature artigianali raccontano una storia e veicolano un messaggio importante, che rappresenta i valori più profondi della nostra famiglia, a partire dalla cura e dal rispetto del tempo.

Vogliamo far comprendere al cliente che, per realizzare un prodotto fatto a mano, il tempo è necessario. Ci sono fasi di lavorazione precise, tempi di asciugatura da rispettare e gesti antichi, come l’intreccio, eseguito interamente a mano.

Un altro grande valore che ci contraddistingue è l’autenticità. Ci teniamo tantissimo, e questo si riflette anche nella nostra filiera; l’intera rete dei nostri fornitori, infatti, si sviluppa in un raggio di appena 30 chilometri dall'azienda. Infine, la sostenibilità, sia delle persone che dei materiali utilizzati.”


Come riesce la vostra realtà a preservare l'unicità e il valore del singolo pezzo all'interno del proprio processo?

“L’unicità è in assoluto il valore che ci rappresenta di più. Le nostre scarpe sono in edizione limitata, e già da questo si percepisce la nostra volontà di non standardizzarci.

Realizziamo calzature che spesso non seguono le mode e che sono completamente personalizzate. Il nostro obiettivo è creare prodotti che rispondano a un’esigenza di comodità e al desiderio delle donne di sentirsi particolari.

Questo è uno dei principi fondamentali su cui studiamo ogni singolo modello e attorno al quale creiamo tutte le nostre collezioni. L’unicità, d’altronde, risiede anche nelle fasi di produzione, poiché le scarpe vengono realizzate una per una, a partire dal taglio fino ad arrivare al montaggio.”

Se si dovesse tracciare la genesi di una vostra calzatura, quali sono, nello specifico, tutte le fasi del processo produttivo che portano alla realizzazione del prodotto finito?

“Una scarpa nasce dal tempo e dalla cura in ogni passaggio. Tutto parte da un’idea concreta che prende forma, per poi passare al disegno e al modello, che viene tracciato su cartone. Successivamente selezioniamo il pellame, il tacco e gli accessori, elementi a cui prestiamo una particolare attenzione.

Il passo successivo è la giunteria, una fase in cui ogni singolo dettaglio è fondamentale. In seguito, avviene il montaggio, che viene eseguito al 100% all'interno della nostra azienda e che curiamo personalmente. Infine, applichiamo il fondo e procediamo alla ripulitura della scarpa.”

Quali obiettivi avete per il futuro?

“Il nostro obiettivo per il futuro è indubbiamente crescere, senza però perdere la nostra autenticità. Abbiamo già cominciato lo scorso anno a portare La Scarpetta di Venere all’estero, dando voce ai nostri valori davanti a una platea più ampia. Continueremo a farlo, per riuscire a diventare un punto di riferimento per quante più persone possibili.”

Quello che Alice e Gian Luca custodiscono nel loro laboratorio è un patrimonio di famiglia che sfida la fretta del presente. In ogni singola calzatura che viene cucita e rifinita a mano c'è la memoria dei gesti del passato, la pazienza dell'attesa e il rispetto profondo per ciò che è e deve rimanere autentico.

Mentre il mondo fuori continua a correre, La Scarpetta di Venere sceglie di camminare a un ritmo diverso. Un passo dopo l'altro, con la stessa silenziosa determinazione dell'orchidea selvatica che cresce tra i prati, il brand dimostra che il valore di un prodotto risiede nell'impronta che si sceglie di lasciare nel tempo.

Una storia tutta italiana che, partendo dalle radici di un campo di famiglia, è oggi pronta a fiorire ovunque nel mondo, portando con sé l'eleganza della lentezza.


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