Come la linfa che scorre per nutrire e provvedere alla rigenerazione naturale delle piante, così una piccola bottega a Montemarciano, in provincia di Ancona, regala nuova vita alla materia dimenticata. LaboratorioLinfa riflette un’impronta green che si traduce nel recupero di un materiale di per sé nobile, il legno, sottraendolo alla condizione di scarto.
Il volto dietro questo progetto è Raul Sciurpa, designer, illustratore e modellista. Ciò che lo ha spinto a fondare una realtà dall’identità ecologica è il profondo rispetto che nutre per la natura e la volontà di incidere sul cambiamento.
D’altronde, la sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità che condiziona il nostro presente e modella il nostro futuro; una consapevolezza che deve accendere in noi l’urgenza di agire.
Linfa è riutilizzo delle risorse, valorizzazione del residuo che si trasmuta in forma nuova. È questo e molto altro: è il fuoco, il sangue che scorre e che anima le mani e la visione di chi crede che, in natura, nulla svanisca davvero.
Per questo Raul esplora e sfrutta il potenziale di molteplici materie organiche. La cera d’api, ad esempio, viene purificata per estrarne una pasta grezza ideale per stuccature e ritocchi, ma anche cere cromatiche che assecondano le venature del legno. Da un unico elemento allo stato puro nascono così soluzioni specifiche per nutrire, proteggere e lucidare.
Allo stesso modo, il laboratorio recupera oli d’oliva irranciditi o giunti a scadenza, oli di mandorle e di cocco, nobilitandoli con essenze d'arancia. Il risultato è un trattamento che, oltre ad avere effetti rigeneranti sulle superfici lignee, coinvolge i sensi.
Di questa continua ricerca tra natura e design ne parla lo stesso Raul Sciurpa ai microfoni di ItalianBees.
Com’è nata l’idea di fondare Laboratorio Linfa?
"La nascita di Laboratorio Linfa risale al 1999 quando, da giovani universitari e aspiranti designer, io e Luigi Cuppone ci confrontammo sulla tematica della progettazione sostenibile.
Al tempo, la sensibilità ambientale non era spiccata come oggi, motivo per cui le tecniche rispettose verso l’ambiente scarseggiavano; noi, però, sentivamo l’urgenza di contribuire, nel nostro piccolo, al cambiamento.
È iniziato così un percorso di crescita e maturazione, prima come collettivo di designer autonomi e poi come associazione culturale di promozione, culminato infine nella fondazione dei nostri laboratori: il mio a Montemarciano e quello di Luigi a Orte."
Quanto è difficile – e quanto è gratificante – lasciarsi guidare dal materiale anziché imporre la propria idea al legno?
"Dal mio punto di vista, avere dei vincoli progettuali è la parte più stimolante, che sprona un designer a cercare soluzioni più interessanti e complete. Farsi guidare dalla materia disponibile, in questo caso il legno, è alla base del nostro lavoro.
Nello specifico, recuperiamo materiale di scarto, non più idoneo agli standard costruttivi o alla commercializzazione, collaborando con diverse realtà industriali.
Sta a noi, poi, valorizzare il legno che – nonostante tutto – mantiene intatto il suo carattere nobile. Il nostro compito è rendere il consumatore più incline a optare per un design che rispetti il ciclo infinito della natura, migliorando la percezione di ciò che già esiste e trasformando il limite in valore."
Quali sono le fasi del processo produttivo che porta alla realizzazione di un pezzo
firmato Linfa?

“Tutto parte dal dialogo con le aziende che producono scarti di lavorazione, così da intercettare il materiale prima che diventi definitivamente un rifiuto. Una volta trasportato in laboratorio, ogni singolo pezzo richiede studio e comprensione, prima di approdare a un progetto esecutivo.
Spesso sono necessari trattamenti preliminari – come squadrature o piallature – ma il principio resta invariato: è sempre il concept a dover assecondare le caratteristiche del materiale, per quanto imprevedibili esse siano, e mai il contrario.
Dal canto nostro, cerchiamo di evitare per quanto possibile l’utilizzo di colle e collanti. La nostra idea di progettazione circolare è infatti quella di ottenere mobili che possano essere disassemblati in qualsiasi momento, per generare nuovi prodotti o per essere reimmessi con facilità verso il fine ciclo vita.
Il cliente, a sua volta, è consapevole del fatto che qualsiasi superficie legnosa deve essere curata per avere una maggiore durabilità. Per questo, insieme al prodotto finale, consegniamo un kit di manutenzione composto da materiali di origine organica e biologica, come le cere naturali."
Quali prodotti realizzate e qual è, secondo lei, il vostro articolo di punta?
“La nostra produzione è estremamente varia: dai piccoli complementi di arredo ai mobili su misura, fino ai grandi allestimenti in spazi estesi dove è necessario creare delle vere e proprie ambientazioni.
Il nostro prodotto di punta è senza dubbio quello che definiamo patchwork di legni di recupero. Abbiamo messo a punto un sistema che permette di reimpiegare anche il più piccolo frammento di scarto per dar vita a progetti artistici e decorativi.
Realizziamo, ad esempio, grandi pannellature a parete o a pavimento che riproducono temi astratti o figurativi legati alla natura, riproponendoli in un elemento di arredamento di pregio."
Quali sono i
prossimi passi per Laboratorio Linfa?
“Più si va avanti e più ci rendiamo conto che il settore dell’artigianato artistico e quello della progettazione sostenibile sono sottovalutati e trascurati da un sistema produttivo che si sta dirottando verso la digitalizzazione.
Di conseguenza, il nostro obiettivo per il futuro è continuare a resistere come realtà, restando fedeli al nostro metodo e con l’ambizione di rendere il modello dell’economia circolare sempre più capillare e concreto."
Una sfida che Raul accoglie con entusiasmo e dedizione, portandola fuori dalla bottega anche grazie a laboratori aperti a ogni età. A un pubblico di bambini, il designer riesce a rivolgersi con semplicità, trasmettendo il valore della manualità e della libera espressione; ai ragazzi delle scuole medie e superiori, invece, propone un’immersione nella progettazione, partendo dal brainstorming per stimolare una creatività orientata a obiettivi concreti.
Il raggio d'azione è talmente vasto da coinvolgere chi, in età pensionistica, desidera riscoprire la propria impronta creativa. Con percorsi formativi più strutturati, infine, Raul ispira e guida universitari e aspiranti designer, proprio come lo era quel ragazzo che, davanti a un pezzo di scarto, scelse di non vedere una fine, ma la possibilità di riscriverne il destino.


Laboratorio Linfa: la bottega che riscrive il destino del legno di scarto