Nadia Vola ha uno studio d’arte a Francavilla al Mare in Abruzzo. Nata e cresciuta a Torino si è trasferita per seguire l’amore e, dopo avere continuato a coltivare per anni l’arte solo come passione, ha infine deciso di aprire un suo spazio dove dipinge tele su commissione o per sua ispirazione. Tra le tecniche che preferisce usare c’è l’acrilico, perfetto da stendere su ogni superficie; nella realizzazione dei ritratti si definisce “pignola” perché per lei è importante che il soggetto ritratto si riconosca nell’opera che lo raffigura. Ha partecipato alla realizzazione di diversi murales, dimostrando una grande capacità di adattamento e progettazione. Il suo è uno stile che gioca sulle zone di colore, non sfuma ma usa le scale cromatiche ottenendo così un risultato di grande effetto.
Ciao Nadia, vuoi parlarci del tuo studio d'arte a Francavilla al Mare?
Salve a tutti, Sono Nadia Vola e sono un'artista; vivo e lavoro a Francavilla al Mare nel mio studio d’arte. Sono originaria di Torino, dove ho vissuto e ho studiato, formandomi al liceo artistico e, in seguito, frequentando per qualche anno l'Accademia di Belle Arti. Dopodiché, per amore, mi sono trasferita in Abruzzo, a Francavilla al Mare, e ho continuato a coltivare quello che adesso è il mio lavoro. Un lavoro che è rimasto solo una passione fino a quando non ho iniziato a esporre insieme ad altri due pittori dentro la galleria Auchan. Dopo il covid, però, abbiamo dovuto lasciare gli spazi che ci avevano assegnato e allora ho pensato di aprire questo studio d'arte per proseguire quell'esperienza da sola.
Che genere di opere realizzi all'interno del tuo studio?

Io realizzo opere su tela, sia su commissione che per mio conto. Inoltre, mi piace la decorazione e infatti lavoro anche su altre superfici come il legno, il vetro e la stoffa. Ho realizzato alcuni murales, per cui ho imparato a lavorare anche su grandi superfici.
Quali tecniche usi per i tuoi lavori e quali preferisci?
Per i miei lavori utilizzo quasi esclusivamente l’acrilico perché trovo che sia un materiale molto versatile, facile da usare su qualsiasi superficie e senza problemi. L’acrilico, per esempio, può essere applicato sul legno o sulla ceramica e alcuni acrilici polimerici possono essere utilizzati anche sul vetro. È un materiale molto versatile, si asciuga velocemente e ti permette di intervenire senza perdere tanto tempo. Poi uso anche altri materiali, come le matite, l’acquerello, il carboncino, l’olio forse un po’ meno, ma bene o male conosco un po’ tutte le tecniche pittoriche. Però l’acrilico è sicuramente quello che mi è più affine.
Quali sono le fasi del tuo lavoro?
Per realizzare le mie opere, solitamente, prima di tutto le immagino. Poi passo alla fase di progettazione vera e propria e per questo uso il tablet, uno strumento che mi dà modo di vedere subito come potrà essere il prodotto finito e che mi offre la possibilità di apportare velocemente delle modifiche, nel design e nella selezione dei colori. Dopo avere terminato la fase di progettazione, riproduco l’opera sulla tela. La tecnica che scelgo di utilizzare per questo passaggio dipende soprattutto dalla grandezza del supporto. Se ho una tela grande solitamente uso il proiettore, se ho una tela media posso usare la griglia strutturale o la quadrettatura, oppure la carta carbone: faccio una stampa e riporto l’immagine con la carta carbone. Inoltre, spesso, la scelta dipende da cosa sto facendo: se si tratta di un quadro su commissione tendo a preferire tecniche che mi assicurino di ottenere la perfetta somiglianza del soggetto rappresentato con la sua versione dipinta; se invece si tratta di lavori realizzati per mio conto, posso anche lavorare a mano libera e senza vincoli. Ciò che però caratterizza il mio stile è la suddivisione dell’opera in zone di colore o, se preferite, di sfumature. Quindi procedo suddividendo le immagini in zone di colore creando le ombre dal più scuro al più chiaro, senza sfumare, ma dividendole nettamente utilizzando diverse scale di colore. Gli americani lo chiamano lavorare a blocchi di colore o blocchi di sfumature.
Ci sono progetti in cantiere per il futuro?

I progetti sono sempre un po' in evoluzione, non ho un calendario predefinito ma ho diversi lavori in attivo e diverse commissioni a cui sto lavorando. Per l'estate mi piacerebbe organizzare qualche laboratorio o workshop e per questo al più presto ho intenzione di contattare qualche stabilimento balneare per lavorare insieme. Poi in estate ci sono sempre molti concorsi, per cui sicuramente parteciperò ad alcuni di essi. E per il resto c’è l'attività, la vita di uno studio d'arte e di un artista, senza una tabella di marcia predefinita. È tutto un po' un work in progress e ci si deve adattare, sempre.
Ironia ed entusiasmo si traducono in tele piene di vita e di colore, ma anche sapientemente sudiate nei minimi dettagli. L’organizzazione del lavoro e la strutturazione di ogni singola opera raccontano lo studio e la passione che sono a monte del successo dello spazio d’arte di Nadia Vola.





Lo studio del colore nelle opere di Nadia Vola