Dietro l’artigianato ci sono storie di mani esperte e passione quotidiana che si fanno preziosi. Farenga Gioielli, nel cuore di Foligno, è un laboratorio orafo che custodisce una storia di famiglia, fatta di manualità e creatività. A fondare questa realtà, nel 1978, dopo una lunga esperienza tra Valenza e Milano, è stato Armando Farenga, maestro orafo capace di trasformare il metallo prezioso in creazioni uniche. Oggi al suo fianco lavora la figlia Claudia, cresciuta tra banchetti da lavoro e disegni di gioielli. Insieme portano avanti un modo di fare gioielleria che mette al centro il cliente, l’unicità del pezzo e la capacità di dare nuova vita anche ai gioielli che non si usano più. Un percorso umano e professionale che ha dato forma a una realtà storica, tra memoria familiare, tecnica orafa e il desiderio di custodire il vero spirito del Made in Italy.
Claudia, raccontaci di Farenga Gioielli
Farenga Gioielli nasce a Foligno nel 1978, grazie all’esperienza orafa di mio padre, Armando. Possiamo dire che sia partito davvero da poco, quasi da nulla, con soltanto il talento delle sue mani e una formazione costruita con sacrificio e dedizione. La voglia di fare era grande e il desiderio di realizzare cose belle per le persone è sempre stato il motore.
Io sono cresciuta in negozio, accanto ai banchetti dove nascevano i gioielli. La mia infanzia è piena di ricordi luminosi: osservavo mio padre mentre lavorava e intanto imparavo a disegnare da chi quel mestiere lo conosceva davvero. Dopo il diploma ho scelto di continuare a studiare a Firenze, seguendo un percorso universitario con indirizzo specifico nella gioielleria.
Da quel momento io e mio padre siamo diventati una vera squadra: quando arrivano le nostre clienti sono io ad accoglierle, ascoltare le loro idee e trasformare i loro desideri in un disegno. Poi mio padre entra in scena con la sua straordinaria abilità artigianale e dà forma al gioiello reale. Seguire il processo creativo del cliente è una delle parti più emozionanti del nostro lavoro: vedere un’idea nascere sulla carta e diventare un oggetto prezioso è qualcosa che non smette mai di sorprenderci.
Armando, la storia di questo posto è la tua storia.
Io ho incontrato l’oro quasi per caso. La mia famiglia si trasferì a Valenza in Piemonte quando avevo dodici anni e poco dopo entrai a lavorare in una fabbrica di oreficeria. Da quel giorno non ho più smesso di lavorare questo metallo. L’oro è diventato il mio mestiere ma anche la mia passione.
Dopo circa diciannove anni di esperienza a Valenza ricevetti una chiamata importante: andare a lavorare in un grande negozio di Milano, in via Montenapoleone. Lì passavano personaggi straordinari del mondo dello spettacolo e della cultura: ricordo Maria Callas, Charles Aznavour, Vittorio De Sica, Fanfani e anche la famiglia Moratti. Era una gioielleria molto prestigiosa e quell’esperienza mi fece crescere moltissimo. Dopo circa cinque anni però sentii il bisogno di cambiare: ero diventato capo laboratorio e non avevo più possibilità di crescita.
E così un po’ per l'ambizione umana un po’ per amore ho scelto di venire a Foligno dove ho aperto il primo laboratorio, nel 1978, in via Garibaldi 78! Questo lavoro mi ha regalato tante soddisfazioni, ho fatto mostre internazionali e portato le mie collezioni in giro per il mondo raccogliendo molti consensi. All’inizio non fu semplice.
Quando sono arrivato qui un orafo con le mie capacità e la mia competenza nel settore non c’era e quindi le richieste arrivavano ma io non avevo grandi risorse economiche per comprare materiali e pietre. Così per realizzare i primi ordini fusi i gioielli che avevo regalato a mia moglie. È stato un gesto di coraggio da parte mia ma anche di fiducia e sostegno per il mio lavoro da parte sua!

È cambiato qualcosa con il tuo arrivo, Claudia?
Io sono praticamente cresciuta in laboratorio, ricordo mio padre che lavorava al banco e la domenica fondeva l’oro con il cannello come si faceva una volta, oppure contava i diamanti sul tavolo da lavoro (una volta da bambina ne feci cadere alcuni nella moquette!). Questo mondo però mi ha sempre affascinata, non credo sia solo perché ci sono nata, visto che mia sorella maggiore ha scelto tutt’altra strada. Per me è qualcosa che viene da dentro.
Con il passare degli anni l’attività è cambiata, soprattutto perché sono cambiate le richieste del mercato e dei clienti. Con il mio arrivo abbiamo introdotto un approccio più orientato al dialogo con chi entra in negozio, e anche lo stesso negozio è stato rinnovato, pur mantenendo lo spirito originario voluto da mio padre.
Io ho sempre cercato di rispettare la sua visione, perché quello che ha costruito è ammirevole. Il nostro rapporto professionale è fatto di confronto continuo e di idee condivise. Io metto su carta il desiderio del cliente, lui lo trasforma in un gioiello ancora più bello di come lo avevamo immaginato.
Che cosa realizzate nel vostro laboratorio
La nostra specificità e anche la nostra particolarità è accompagnare il cliente a rinnovare il suo gioiello. Perché un gioiello, più di qualsiasi altro oggetto al mondo, è naturalmente portatore di unicità e di valore anche emotivo: è simbolo di occasioni importanti, sottolinea momenti felici che anche grazie a questo simbolo durano nel tempo e possono essere tramandati.
Un gioiello a un certo punto può passare di moda ma è comunque lo scrigno di un ricordo e riportarlo a un nuovo splendore ci consente di aiutare quel momento a rinnovarsi nel tempo adattandosi alla persona che lo indosserà. Il nostro lavoro consiste proprio nel dare nuova vita a questi ricordi.
Ridisegniamo forme, aggiungiamo o togliamo elementi e studiamo proporzioni più contemporanee, mantenendo però l’anima originale del pezzo. È un processo molto personale, è uno scambio con il cliente perché quel gioiello non dovrà essere bello per tutti ma dovrà essere speciale per la persona che lo indosserà. Naturalmente realizziamo anche gioielli completamente nuovi, partendo da un foglio bianco e da un dialogo approfondito con il cliente. Dal disegno iniziale alla creazione finale seguiamo ogni passaggio con grande cura artigianale.
Le lavorazioni sono tutte interne?

Sì, tutto avviene all’interno del nostro laboratorio, tranne l’incastonatura. Quando un cliente ci affida un gioiello da rinnovare oppure un progetto nuovo, seguiamo direttamente tutte le fasi della lavorazione, dall’idea iniziale al risultato finale. Scegliamo i metalli, valutiamo le gemme e possiamo utilizzare anche l’oro o le pietre già possedute dal cliente.
Da alcuni anni utilizziamo anche un laser ad alta precisione, che ci permette saldature con snodo, meno rigida di quella normalmente utilizzata. Inoltre, facciamo incisioni immediate su fedi e piastre. Tecnologia e manualità convivono ogni giorno nel nostro banco orafo.
Cosa desiderate per il futuro?
Il futuro di Farenga Gioielli cambierà in base a chi vorrà continuare questa storia di famiglia. È un’attività nata in famiglia che richiede una dedizione totale e un’attenzione costante alla singola esigenza di ogni cliente. Il nostro desiderio è che qualcuno delle nuove generazioni senta lo stesso richiamo che abbiamo sentito noi, così come è stato per mio padre che di questo mestiere ha fatto la sua vita e la sua più grande passione e così come è stato per me.




