Azienda Agricola Casotti, la produzione di basilico nel territorio del pesto genovese

Articolo di Emanuele Cavo

Nel cuore delle alture del quartiere di Voltri a Genova, dove il mare incontra i monti, nasce una delle eccellenze agroalimentari più amate al mondo. Oggi su Italian Bees esploriamo la storia e i segreti dell’Azienda Agricola Casotti, una realtà a conduzione familiare che rappresenta un pilastro nella produzione del Basilico Genovese DOP.

La storia dei Casotti è un esempio del legame indissolubile con il territorio. Da tre generazioni questa famiglia coltiva la terra con dedizione, rifiutando le moderne tecniche fuori suolo per abbracciare esclusivamente il metodo tradizionale. Sergio Casotti, che da oltre trent'anni lavora in azienda, ci accompagna in un percorso che parte dalla sapiente cura del terreno fino ad arrivare alla raccolta dei profumatissimi bouquet.

Cosa rende unico il basilico di questa azienda situata nel ponente di Genova? La risposta risiede nel perfetto equilibrio tra rispetto della tradizione e innovazione sostenibile. Attraverso tecniche come la sterilizzazione del suolo a vapore — pratica adottata dai Casotti sin dal 1988 — e l'utilizzo di lotta biologica integrata con insetti predatori, l’Azienda Agricola Casotti garantisce un prodotto d'eccellenza, libero da patogeni e nel pieno rispetto del terreno e del territorio locale.

Dalla semina alla trasformazione per il pesto di alta qualità, scopriremo insieme come la passione per il basilico si tramuti in un prodotto simbolo della cultura ligure e genovese.


Buongiorno, qual è la storia dell’azienda Agricola Casotti?

Mi chiamo Sergio Casotti e faccio parte dell’azienda agricola di famiglia, Azienda Agricola Casotti. Sono coadiuvante familiare da trentadue anni. Siamo sulle prime alture del quartiere di Voltri e siamo specializzati nella produzione del Basilico Genovese DOP, sia quello fresco che serve al consumo dell’utente finale sia quello da trasformazione che viene prodotto dagli artigiani e produttori di pesto alta qualità. 

Nell’azienda siamo io, mio padre e due persone che ci aiutano con cui collaboriamo soprattutto nella parte buona della stagione, da aprile ad ottobre. Mentre d’inverno, per ovvi motivi dovuti ai costi energetici, la produzione tende a ridursi un po’.

Come funziona la produzione del vostro basilico?

La nostra azienda sono tre generazioni che produce basilico, coltivato in maniera tradizionale. Noi coltiviamo in suolo, senza fare fuori suolo, flusso e reflusso e l’aeroponico. Facciamo una produzione tradizionale DOP, come il disciplinare del Basilico Genovese DOP prevede.

La nostra produzione è specializzata in più stadi. Dopo una sterilizzazione a vapore del terreno, il basilico viene seminato e fatto crescere per una ventina di giorni in estate e per quarantacinque o cinquanta d’inverno. Poi iniziamo a raccogliere i bouquet. Quando il basilico diventa più rado, lo facciamo crescere e lo utilizziamo per reciderlo e darlo ai trasformatori .

Qual è il vostro rapporto con il terreno e con il territorio circostante?

Il nostro ciclo produttivo inizia con una sterilizzazione a vapore del terreno. Per rigenerare il terreno e non dover fare dispendiosi lavori, oltre che poco rispettosi per l’ambiente, la via migliore è la sterilizzazione con il vapore, che si fa con il vapore saturo a 180 gradi che disinfetta il terreno da tutti i patogeni che ne vengono dalla coltura precedente ed è quella più ecologica possibile. Dal punto di vista produttivo, durante le colture utilizziamo anche degli insetti predatori che ci aiutano a contenere gli insetti dannosi per il basilico. Il vapore lo facciamo dal 1988, gli insetti da una decina d’anni

La nostra azienda produce basilico da tre generazioni, una coltura particolarmente evocata in quest’area del ponente genovese, intorno alla zona di Pra’. È particolarmente apprezzata dal consumo locale.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?  

Per il prossimo futuro noi pensiamo di continuare a lavorare come abbiamo fatto fino ad ora, mantenendo la tradizione e un livello qualitativo al quale abbiamo abituato il nostro consumatore negli ultimi trent’anni. Speriamo di riuscirci.


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