Le origini della grappa risalgono al Medioevo, tra Friuli, Trentino e Veneto. Nata come "bevanda povera" per i contadini, nel tempo si è evoluta in un prodotto prestigioso e riconosciuto a livello internazionale. Durante la guerra, gli Alpini la utilizzavano per scaldarsi nelle rigide notti invernali, trasformandola in un vero e proprio simbolo identitario del loro corpo.
In Valle Oropa, territorio che ha recentemente ospitato un grande raduno degli Alpini, sorge la Cascina La Noce, una distilleria che produce quotidianamente grappe e liquori artigianali seguendo le antiche ricette della tradizione.
Ho fatto visita ad Andrea e a suo padre Gigi, che mi hanno mostrato come nasce questa bevanda tanto amata, svelandomi i segreti di una distillazione che unisce sapientemente sapere artigianale e amore per il territorio biellese.
La Cascina La Noce nasce da una scelta di cuore: da dove è iniziato tutto?
"La Cascina La Noce nasce dalla mia grande passione per l’agricoltura. Dopo aver concluso gli studi come perito chimico industriale e aver lavorato nella pasticceria di famiglia, ho sentito il desiderio di creare qualcosa di profondamente mio.
Ho acquistato un terreno in Valle Oropa, un luogo che custodisce le mie radici, e ho iniziato a costruire quella che oggi è la Cascina. Ho lavorato duramente la terra fino a realizzare le mie coltivazioni di piccoli frutti (mirtilli, lamponi, more e ribes nero), ma anche di meli, susini, ciliegi e castagni.
Una piccola parte del nostro raccolto viene venduta al dettaglio, ma la produzione principale riguarda marmellate, confetture e biscotti secchi. La materia prima per i nostri distillati proviene invece da selezionati produttori vitivinicoli del territorio, da Viverone a Grignasco, e viene successivamente arricchita con la nostra frutta in infusione"
Come avviene l’intero processo di distillazione della grappa?

"La produzione della grappa inizia dall'impiego della vinaccia, ovvero il residuo solido dell'uva (bucce e vinaccioli) rimasto dopo la spremitura. Per ottenere un prodotto eccellente, la materia prima deve essere conservata meticolosamente: i viticoltori devono garantire una fermentazione ottimale e un successivo stoccaggio al riparo dall’aria, per evitare alterazioni.
Il nostro processo inizia caricando la vinaccia nella tramoggia, per poi trasferirla nell'alambicco, lo strumento cuore della distillazione. Aggiungiamo quindi una percentuale precisa di feccia (il deposito naturale delle botti), ideale per arricchire il distillato. È fondamentale rispettare i disciplinari di produzione in questa fase: una proporzione errata rischierebbe di trasformare legalmente la grappa in un altro distillato, come il brandy.
Attraverso una manica dedicata, la vinaccia cade nell'alambicco dove viene bagnata con la feccia; questo passaggio garantisce l'umidità necessaria e conferisce al prodotto finale il suo profilo aromatico unico. L’alambicco viene poi scaldato a legna fino a raggiungere gli 85°C, temperatura in cui l'alcol inizia a evaporare.
I vapori alcolici salgono verso il "duomo" (il cappello dell'alambicco) e raggiungono le sfere di Egrot. Qui avviene una prima condensazione che concentra i vapori, i quali proseguono verso una vasca d'acqua fredda per la condensazione finale. Un misuratore alcolico ci permette di monitorare il processo in tempo reale: quando l'alcol si esaurisce, interrompiamo la distillazione per iniziare una nuova cotta (ciclo).
Al termine del ciclo, l'alambicco viene svuotato della vinaccia esausta che, caricata su un trattore, viene restituita alla terra come concime naturale per i campi, chiudendo così il ciclo della sostenibilità".
Qual è il grado alcolico finale della vostra grappa e come viene regolato?
"I passaggi appena descritti permettono di ottenere una grappa grezza con un grado alcolico molto elevato, intorno ai 70% vol., che deve essere successivamente ridotta al grado di vendita.
Noi la portiamo a 43% vol., una gradazione ideale per esaltare i nostri vitigni, utilizzando esclusivamente acqua di sorgente: pura, non clorata, filtrata e infine imbottigliata.
Da questo processo otteniamo la grappa bianca classica oppure diverse varianti aromatizzate. Per queste ultime utilizziamo erbe officinali che coltiviamo direttamente o erbe spontanee raccolte nelle nostre montagne. Impieghiamo inoltre i nostri piccoli frutti, che vengono messi in infusione per garantire una produzione d'eccellenza di liquori aromatizzati".
La tradizione dolciaria fa parte della vostra storia familiare?
"La nostra produzione di distillati è affiancata da un'eccellente linea di pasticceria secca, curata personalmente da mio padre Gigi, pasticcere con oltre 50 anni di esperienza.
Con grande sapienza, Gigi prepara i biscotti classici della tradizione, tra cui i celebri torcetti biellesi, e altre creazioni arricchite dai prodotti della nostra terra, come quelli alla lavanda e alle noci, utilizzando esclusivamente ingredienti genuini".
Quale futuro attende la Cascina La Noce?

"Immaginiamo un futuro positivo, non solo rispetto all’aumento delle vendite ma anche e soprattutto rispetto alla consapevolezza delle persone.
Sì, consapevolezza riguardo alla qualità di prodotti artigianali e alla loro qualità superiore, fatti in maniera genuina, come si faceva una volta.
Ci piacerebbe esportare i nostri prodotti all’estero, raggiungendo anche località lontane a cui far conoscere il gusto della vera grappa nostrana!":