L’emozione di portare da un artigiano il vecchio ricettario della bisnonna e ritrovarlo pronto per essere arricchito con nuove ricette, è come ricevere un dono due volte.
Questo è possibile grazie ad Andrea, rilegatore artigiano del Trentino, che applica le tecniche tradizionali di rilegatura per restituire funzionalità e valore ai libri antichi.
Andrea, raccontaci di te e di come sei entrato nel mondo della legatoria artigianale.
“Mi chiamo Andrea Andreatta, sono nato in Trentino e sono un rilegatore artigiano. Mi occupo di legatoria, cartotecnica, rilegatura e restauro di libri antichi.
Quasi vent'anni fa sono entrato in un laboratorio di legatoria dove si facevano inserimenti educativi per ragazzi. È stato amore a prima vista: l'amore per la carta c'è sempre un po' stato.
Dopo quattro anni ho deciso di lasciare il lavoro a tempo indeterminato e di spostarmi a Venezia, dove sono “andato a bottega” per imparare le tecniche tradizionali di rilegatura dagli antichi maestri rilegatori. Nel 2013 ho aperto il primo laboratorio; nel 2014 ne ho aperto un secondo, sempre all'interno di Venezia.
Nel 2016 mi sono trasferito in Trentino con la mia famiglia perché Venezia non dava grandi opportunità né dal punto di vista del welfare né dal punto di vista lavorativo. Per quattro anni ho avuto un laboratorio a Pinè, dove ho principalmente offerto dei corsi di legatoria.
Nel 2020 sono riuscito ad aprire la mia bottega in centro a Trento, dove ho potuto approfondire molto le tecniche di riparazione di libri antichi ma anche aprirmi a una clientela molto più ampia.”
Quali prodotti realizzi e qual è il tuo prodotto di punta?

"La mia attività si divide su tre ambiti: la produzione, la formazione e la riparazione. Nel periodo natalizio lavoro più in produzione e creo molti prodotti artigianali personalizzati come scatole, agende, diari, cartelle.
Propongo periodicamente dei corsi di legatoria attraverso cui mi impegno a diffondere e preservare questa arte.
Porto avanti tutto l'anno l’attività di riparazione, che considero un po' il mio prodotto di punta in quanto richiede un alto livello di competenza ed esperienza.
Ogni libro infatti è un intervento a sé ed ha bisogno di lavorazioni specifiche e di soluzioni a problemi diversi. La riparazione e il restauro di libri su commissione è anche il servizio a cui tengo di più e che sento essere più ricercato dai miei clienti."
Quali metodi di lavorazione applichi?
"Principalmente si tratta di distruggere per ricostruire.
In Trentino c'è una frase bellissima, che mio papà mi diceva sempre da piccolo e mi ha sempre affascinato molto: “far e desfar l’è tut en laorar”; un detto che dà valore e nobiltà alla fase di decostruzione, che è la più importante del libro.
Quando mi affidano un libro la prima cosa che devo capire è come posso intervenire, quali materiali posso preservare, quali materiali invece andranno sostituiti, sempre nell’ottica della preservazione della sua funzionalità ed estetica. Con il cliente si cerca di capire se puntare più a un semplice recupero funzionale o se andare a sostituire del tutto i materiali.
La prima fase prevede di sfascicolare il libro con il bisturi a uncino, con cui vado a togliere tutti i punti di cucitura e i singoli fascicoli. I fascicoli andranno puliti e poi ricostruiti. Qualora la carta si fosse deteriorata troppo, ricostruirò anche l'interno.
Dopo aver smontato ogni singolo fascicolo e ogni singola pagina volante, pian piano si cominciano a ricostruire le pagine, i fogli, i fascicoli. Si procede poi con la ricucitura e si va a riallestire la copertina. La copertina, che molto spesso è l’elemento più danneggiato, è sia la prima parte ad essere rimossa sia l'ultima ad essere recuperata e riposizionata."
Quali sono le principali fasi di lavoro?
"Nella produzione dell'oggetto nuovo, quindi cartotecnica e legatoria artigianale, la prima fase consiste in una prima progettazione funzionale assieme al cliente per capire le dimensioni, le funzionalità e gli accessori che deve avere l'oggetto.
Si progetta poi l'aspetto più artistico ed estetico: anzitutto il rivestimento, che può essere in carta, in tela, in pelle, in pergamena - i materiali possono essere tantissimi - e poi si scelgono eventuali preziosi come le decorazioni ad oro oppure inserti a mosaico.
La prima fase di lavorazione pratica è la realizzazione del grezzo: lavorando il cartone si realizza l'oggetto e si controlla che dimensioni e funzionalità siano rispettate. Segue l’applicazione del rivestimento, che a seconda della complessità e della ricercatezza del materiale scelto può essere un passaggio particolarmente lungo.
Nelle riparazioni, la fase di smontaggio è quella più delicata perché è importante smontare il libro senza rovinarlo ulteriormente. La zona più difficile su cui intervenire è il dorso. Il dorso solitamente presenta ancora molti residui di colle che possono avere anche cent'anni e avere delle composizioni chimiche anche molto diverse tra di loro.
La rimozione delle colle può essere di tipo meccanico - quando la colla è sufficientemente secca e dunque non si rischia di asportare anche parti di carta - altrimenti la rimozione è eseguita tramite l’uso della metilcellulosa che riattiva la colla e rende possibile la rimozione con la spatolina.
Successivamente si rimuove il filo di cucitura e, una volta recuperata pagina e fascicoli, si va a cucire.
Solitamente si utilizza un filato sintetico molto resistente, oppure per legature di particolare pregio faccio ancora la cucitura con il filo in lino su supporti in canapa: si cuce a telaio su supporto in fettuccia, in nervo in cuoio, in pelle o in rafia.
Cucito il tomo, lo si blocca utilizzando miscele molto spesso contenenti viniliche e si lascia asciugare.
Si può dire che la fase tecnicamente più difficile è proprio quella dell'incollaggio in quanto questa operazione richiede una certa competenza nella scelta delle quantità e tipologie di colla. Vanno poi calcolati adeguati tempi e modi di asciugatura, che sono il cuore delle tecniche della legatoria artigianale.
Una volta asciugato il tomo si realizza la coperta, che può essere staccata o può essere incartonata direttamente sulla cucitura. Rivestita la coperta, segue una fase molto delicata, l'asciugatura in pressa - con presse in ghisa o a colpo - che tirano fino a diverse tonnellate: è importante avere tanta forza perché la carta ha un ritorno elastico davvero potente e deve potersi asciugare in maniera perfettamente estesa, altrimenti si possono creare delle imperfezioni che possono inficiare l’intero lavoro.
In questa ultima fase è importante rispettare determinati tempi per consentire al libro di respirare e rilasciare tutta l'umidità in eccesso che si è creata applicando le colle: si utilizzano degli spessori in legno assieme a delle carte assorbenti posizionate all'interno del libro per trasferire l’umidità verso l'esterno."
Quali progetti futuri hai per l'attività?
"Vorrei puntare a un e-commerce, ad esempio per la vendita online di agende artigianali e rafforzare la mia presenza sui social.
Parallelamente voglio consolidare la parte relativa alla formazione. Da due anni sono docente presso la Trentino Art Academy, una piccola Accademia di Belle Arti di Trento, dove insegno tecnologia della carta. Questo corso mi permette di insegnare le infinite declinazioni e potenzialità di questo materiale.
Nell'ottica di poter trasmettere la cultura della legatoria, un po' carente in Italia, mi piacerebbe provare a fare un podcast o qualche video da pubblicare online per salvaguardare l’artigianato italiano di qualità e per trasmettere la stessa passione che io e i miei colleghi proviamo per questo mestiere.”



