Lombardia, una nuova legge regionale ridisegna le regole per l’artigianato

Articolo di Redazione

Una bottega vive del lavoro quotidiano, delle competenze di chi la porta avanti e della capacità di trasmettere un mestiere. Per accompagnare le imprese artigiane lombarde, Regione Lombardia ha rinnovato il quadro normativo dedicato al settore con la legge regionale 6 marzo 2026, n. 7, intitolata “Politiche regionali in materia di artigianato”.

Il provvedimento, pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale, riordina una disciplina che nel tempo si era stratificata, con l’obiettivo di rendere le regole più chiare e coordinate. La riforma ridefinisce anche le competenze dei soggetti pubblici coinvolti: alla Regione spettano programmazione, indirizzo e coordinamento; le Camere di commercio curano la gestione operativa della sezione speciale del Registro delle imprese; ai Comuni sono affidate le attività di verifica e controllo sul territorio.

La legge interviene inoltre sulla definizione di imprenditore artigiano e sui requisiti delle imprese, sulle forme giuridiche ammesse e sui limiti dimensionali. L’iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese assume un ruolo centrale per il riconoscimento della qualifica artigiana. Sono disciplinati anche ricorsi e sanzioni, in un quadro pensato per ridurre le incertezze amministrative.

Una parte rilevante del testo guarda alla continuità dei mestieri. Sono previste iniziative per avvicinare i giovani alle professioni artigiane, favorire il loro ingresso nel lavoro e sostenere il passaggio generazionale. La normativa contempla inoltre interventi per facilitare l’accesso al credito, tra cui fondi di garanzia, contributi per l’abbattimento dei tassi e convenzioni con il sistema bancario.

Accanto a questi aspetti, la legge considera la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale, con interventi riferiti anche all’efficientamento energetico, alla gestione dei rifiuti e all’eco-innovazione.

Cambia infine il perimetro del riconoscimento “Qualità artigiana”, esteso a tutte le imprese artigiane e non più circoscritto ad alcuni settori. Tra gli elementi richiamati figurano le materie prime, le lavorazioni, la sostenibilità e il valore complessivo del prodotto.

Per le imprese, il riordino riguarda dunque sia il rapporto con la pubblica amministrazione sia gli strumenti che accompagnano formazione, continuità aziendale e qualità delle produzioni. Temi che toccano da vicino il lavoro quotidiano di chi, in Lombardia, mantiene viva una bottega o conduce un’attività artigiana.


Fonte: Confartigianato Imprese Pavia – “Artigianato, cambia la legge in Lombardia: più semplicità, sostegno e qualità”, 25 marzo 2026.

Consulta la fonte ufficiale: Confartigianato Imprese Pavia – Legge regionale 6 marzo 2026 n. 7


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