In un mondo che corre sempre più veloce, l’abito torna a diventare qualcosa di profondo; un modo per comunicare chi siamo, come ci sentiamo e ciò che vogliamo raccontare di noi stessi.
Ed è proprio quello che riesce a fare Carla Cugno Garrano con il suo brand moda “La ragazza dello Sputnik”. Imprenditrice, moglie e mamma di Camilla, dopo una laurea in archeologia, ha scelto di trasformare la sua sensibilità estetica e umana in un progetto di moda autentico e personale.
Le creazioni di Carla raccontano una visione della moda lontana dalla velocità delle tendenze passeggere; è una moda pensata per durare, emozionare e si rivolge a un pubblico di donne che nel proprio look cercano identità, energia e un modo di esprimere la femminilità che sia personale, non incastrato nella gabbia delle convenzioni sociali.
Le sue collezioni prendono forma attraverso tessuti ecologici, selezionati con attenzione, e una forte attenzione all’artigianalità e al Made in Italy. Ogni capo è il risultato di una ricerca che unisce qualità, sostenibilità e femminilità, con linee capaci di valorizzare tutte le silhouette senza costrizioni. Non si tratta soltanto di vestire, ma di sentirsi accolte, rappresentate e libere di esprimersi. Questa è la filosofia della “Ragazza dello Sputnik”.
Il brand è nato inizialmente come store online; con la sua simpatia e solarità Carla è riuscita in poco tempo a coinvolgere migliaia di followers sui canali social, e con loro condivide non solo le sue splendide creazioni ma anche i piccoli gesti quotidiani, mantenendo sempre un rapporto diretto con il pubblico. Dopo un periodo di pausa e riflessione, la “Ragazza dello Sputnik” approda nell’“Appartamento”, un luogo dove Carla non crea semplicemente abiti ma costruisce esperienze, connessioni e storie da indossare.
Quando nasce il progetto?
"Il progetto “La ragazza dello Sputnik” nasce 14 anni fa, ma rinasce a ottobre 2025. Il mio lavoro nasce come progetto artigianale, si è strutturato ed è diventato un'azienda a tutti gli effetti e dopo una chiusura d'inizio 2024 ho deciso di rivedere un po' le dinamiche produttive perché sentivo che era diventato un progetto molto grande da sostenere e oggi "La Ragazza dello Sputnik" rinasce in una veste nuova e ho deciso di lavorare in maniera più sostenibile, collaborando con delle piccole produzioni e cercando soprattutto di andare in quanto più possibile incontro alle richieste del cliente".
Perché il nome "La Ragazza dello Sputnik?"

"È stata una scelta del tutto casuale che poi negli anni si è rivelata vincente. Io sono sempre stata una grande fan di Murakami, autore giapponese contemporaneo. E quindi già prima di cominciare a cucire, di mettere su questo progetto, che inizialmente era appunto artigianale sui social utilizzavo questo nickname. Quando ho cominciato, ho utilizzato questo nome creando intorno al mio progetto un po' un alone di mistero, soprattutto tra le persone della mia città. E poi mi sono resa conto che era il nome giusto, perché in questo libro "La ragazza dello Sputnik", il titolo del libro di Murakami si parla appunto dell'amore tra due persone che si inseguono e fondamentalmente questo amore non si consuma mai, ma loro vivono proprio nell’ebbrezza dell'inseguimento dell'amore, quindi dell'innamoramento e quando ho iniziato a cucire mi sono resa conto che per me creare aveva un po' lo stesso effetto, quindi mi dava quell'ebbrezza dell'inseguire il progetto nuovo però poi fatto quello, io sentivo l'urgenza di creare nuovamente, quindi mi è sembrato un nome estremamente azzeccato".
Quali sono i prodotti dell'azienda?
"Io mi sono sempre occupata di abbigliamento total look donna. In realtà ho cominciato con le borse quando ero un'artigiana e le borse rimangono ancora ora un prodotto molto richiesto, iconico del mio marchio. Diciamo che adesso lavoro principalmente con dei modelli, che nel corso degli anni, sono stati testati e ritestati e grazie ai feedback delle clienti sono diventati degli iconici che sono principalmente la tuta che è un modellino veramente molto basico, ma estremamente versatile che accoglie tutte le fisicità, quindi è un capo molto inclusivo. Lavoro con il pre-ordine proprio per dare alle clienti la possibilità di scegliere la taglia giusta, il colore giusto, la lunghezza giusta in modo che è così riesca ad accontentare quanto più possibile le richieste di chi supporta il mio progetto. Poi c'è "La Cicala" che è stata una delle prime borse che ho disegnato e realizzato con le mie mani e che nel corso degli anni abbiamo prodotto veramente in tantissimi pezzi e come la tuta è una borsa estremamente versatile, uno zaino che si trasforma e nasce proprio con l'obiettivo di accompagnare le donne durante le loro giornate e supportarle in tutte le esigenze e le necessità."
Dallo store online allo spazio fisico, perché questa scelta?

"Da pochissimo ho aperto le porte di questo spazio che ha l'ambizione di essere
un posto in cui il comune denominatore è la bellezza, almeno quello che io
reputo bello. Infatti, all'interno di questo spazio ho fatto una selezione di
progetti di brand molti dei quali sono artigianali che incontrano il mio gusto,
incontrano i miei valori. Desideravo dopo anni in cui ho lavorato soltanto
online, uno spazio in cui io potessi sentirmi a casa, in cui "La ragazza dello
Sputnik" potesse sentirsi a casa e desideravo uno spazio in cui circondarmi di
bellezza che io sentissi affine, diciamo al mio progetto. Questo
spazio, "l'Appartamento" appunto, nasce anche con l'obiettivo di poter essere un
punto di riferimento per la mia città per organizzare eventi, per passare del
tempo".
Progetti futuri?
Dopo la battuta d'arresto ho imparato a non avere progetti futuri. Mi sono rimessa in discussione. Il mio progetto futuro è il presente, e questo posto.











Moda e identità ne "La Ragazza dello Sputnik"