Maestria e tradizione tra i sassi di Matera nella bottega di Mario Daddiego
Articolo di Francesco Golisciano


Oggi siamo partiti alla scoperta dell’artigianato tra i sassi di Matera. Abbiamo incontrato il maestro d’arte Mario Daddiego nella sua bottega pluridecennale e abbiamo scoperto i suoi lavori in ceramica e in cartapesta fortemente legati alla tradizione locale.


Ciao Mario, grazie per averci accolto nella tua bottega. Racconta ai nostri lettori la storia della tua attività.

Mi chiamo Mario Daddiego. Ci troviamo nella mia bottega situata a Matera, tra gli antichi “sassi”.

La mia attività è tra le più antiche di Matera ed è stata avviata grazie al progetto di reinserimento di realtà artigianali nel territorio dei sassi di Matera. Sono maestro d’arte da 32 anni, ceramista e cartapestaio.

Qual è il tuo prodotto più importante?

Il mio pezzo più importante è una bambola chiamata “La Pupa” realizzata in terracotta e colorata. In origine veniva realizzata in caciocavallo, quindi di colore bianco, e venduta nei giorni di festa per essere data ai bambini nell’età dello svezzamento; ora è realizzata con un costume tipico dell’etnia arbëreshë, ossia il popolo albanese giunto i Italia nel XV secolo.


Cosa realizzi in bottega?

Realizzo ceramiche, prodotti in cartapesta e presepi.

Oltre alla bambola “La Pupa”, realizzo quello che a prima vista figura come un sole, ma in realtà si tratta di un simbolo rinvenuto nell’unica cripta materana di ulto pagano. I pallini sulla figura sono visti come semi di grano e i raggi invece come spighe di grano. Nell'antichità i contadini pregavano per l’abbondanza del raccolto del grano, oggi è un porta fortuna in virtù del collegamento tra luce e prosperità del raccolto.

Un altro pezzo tipico materano è il “cucù”, importato nel IV secolo a.C. nella Magna Grecia dalla Grecia, in particolare dagli Achei. Originariamente era un giocattolo che riproduceva la forma di un gallo, il cui canto annunciava la luce e scacciava le tenebre, quindi era visto come un vero e proprio scaccia guai. I “cucù” di piccola dimensione avevano la funzione di proteggere l’appartamento, invece quelli grandi erano comunemente considerati pegni d’amore.

Poi abbiamo una figura in cartapesta che rappresenta la testa di un leone. Questo pezzo è stato usato per decorare il “carro navalis” in occasione della festa più importante e antica di Matera, la Festa della Bruna.

La tua attività ha ricevuto molti riconoscimenti anche a livello internazionale, parlacene.

I presepi che realizzo sono stati protagonisti di importanti esposizioni in Italia e all’estero. Ho esposto al Quirinale, al Vaticano, all’arena di Verona e in altre parti del mondo.

Inoltre questa bottega è riconosciuta da diverse realtà, come l’OMA, con sede a Firenze, la Fondazione Cologni, l’Osservatorio dei mestieri d’arte. Sono anche Presidente ceramiche e cartapesta del CNA.


Progetti per il futuro?

L’anno prossimo sarò a Betlemme con un presepe da me realizzato.



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