Antica Bottega Amanuense: l’esclusività del tratto manuale per la certificazione e la distinzione estetica

Articolo di Lucia Ioanna Bertsia

“In Te Ipso Veritatem Quaere” è la frase latina incisa sullo stemma del Castello Màlleus, che si erge maestoso nell’affascinante cornice di Recanati. Ideatore dell’intera struttura, oggi sede dell’Antica Bottega Amanuense, è Enrico Ragni – in arte Màlleus – che invita all’introspezione e alla ricerca della verità nel profondo di sé.

È infatti nel silenzio interiore che si nascondono l’essenza delle cose e le risposte ai dubbi che pesano sull’anima. Enrico, maestro calligrafo, è riuscito a rintracciarle dopo un percorso tortuoso.

Il suo cammino creativo ebbe inizio come ingegnere del suono, quando nel 1978 aprì il primo studio di registrazione nelle Marche. L’attività godette di una fortunata ascesa, interrotta bruscamente dalla crisi del 1988 che colpì duramente l’intero settore discografico.

Allo scacco professionale si aggiunse un grave lutto familiare, che lo spinse a confrontarsi con la fragilità della vita. In quel momento di vulnerabilità, ogni certezza sembrava svanire. Enrico decise di isolarsi per dieci giorni, restando in ascolto del solo battito vitale del suo essere.  

Quel ritiro meditativo lo aiutò a reagire; Màlleus ebbe una visione chiara di se stesso mentre apriva il cassetto contenente le partecipazioni del suo matrimonio, scritte da lui a mano.

In quel disordine creativo, si vide nell'atto di estrarre con decisione una cartella specifica: quella che riportava il nome premonitore di Antica Bottega Amanuense. Al risveglio, la direzione da seguire era finalmente tracciata.

Enrico Ragni si fa ora portavoce di un messaggio significativo ai microfoni di ItalianBees, raccontando la storia della sua bottega.

L'Antica Bottega Amanuense è stata fondata in un periodo di radicale trasformazione digitale: perché ha scelto di andare controcorrente, scommettendo sul recupero dell’arte della calligrafia?

“Prima di fondare l’Antica Bottega Amanuense, ho trascorso un periodo molto difficile. Da un lato avevo appena perso mio fratello, a cui ero profondamente legato, e dall’altro la mia carriera da musicista si scontrò con una crisi che colpì il settore della discografia. 

Per ritrovarmi, mi sono chiuso in un eremo per dieci giorni: a tenermi compagnia, solo il mormorio di un ruscello, una torre e una piccola chiesa.

La mia mente fu pervasa da un’immagine filmica che mi riportò all’anno del mio matrimonio. Tra una sessione di studio e l’altra, avevo scritto a mano 160 partecipazioni nuziali che gli invitati apprezzarono particolarmente. Vidi me stesso estrarre una cartella dal cassetto e colpire con fermezza la scrivania. Poi mi svegliai. Erano bastati pochi secondi per leggere, vergato a mano sulla cartella, quello che sarebbe diventato il nome della mia nuova attività.

In fondo l’ho sempre saputo: l’arte della calligrafia è intrisa in me fin dalle scuole elementari, quando guidavo il tratto sul foglio facendo scorrere con cura il pennino. Io ero proprio il ragazzino che preparava l’inchiostro; qualche anno dopo sarei diventato perito chimico.

L’Antica Bottega Amanuense nasce ufficialmente nel 1988. Il momento, per molti, non era dei migliori. In quegli anni erano state tante le innovazioni tecnologiche, a partire dal Macintosh fino alle stampanti e ai primi telefoni.

Io, però, ho scelto di scommettere su quello in cui credevo. Ma lo feci con piena consapevolezza solo dopo aver ricevuto un secondo segno, che sigillò definitivamente il mio destino. Un mio amico di Francoforte, grafico di professione, mi portò in dono una penna a punta piatta, strumento elettivo degli amanuensi. Per me quello era un messaggio inequivocabile, un invito a non guardare più indietro.

Oggi abbiamo la possibilità di riprodurre qualsiasi cosa, ma io mi rivolgo a chi apprezza l’unicità delle cose. Ho scelto di dedicarmi soprattutto agli enti e alle istituzioni, offrendo loro esemplari scritti a mano nati per sopravvivere ai secoli.”

Quali necessità, non solo estetiche ma funzionali e simboliche, hanno guidato la genesi del Castello che ospita la bottega?

“La decisione di realizzare il Castello è maturata quando ci siamo resi conto che la sede precedente, una villa cinquecentesca, non era più in grado di accogliere un’attività in espansione come la nostra.

La struttura è stata edificata impiegando materiali di eccellenza e traendo ispirazione dalle grandi cattedrali medievali europee. Ogni parte del Castello Màlleus parla di perfezione; i volumi si basano sulla sezione aurea e seguono i canoni della geometria sacra.

Il complesso ha un orientamento a 21° est, una scelta tecnica che permette di avere un’illuminazione costante e diffusa, priva di riflessi e calore eccessivo. Varcata la soglia, l’armonia diventa palpabile: è un equilibrio di proporzioni che genera un silenzio operoso, l'atmosfera ideale per la concentrazione degli amanuensi”.

In che modo l'estetica amanuense riesce a rispondere alle necessità comunicative e di marketing di un'impresa moderna?

“Nel tempo, la bottega si è specializzata nella realizzazione di diplomi di laurea; dal 1988 ad oggi, abbiamo dato forma a due milioni di diplomi per i più prestigiosi atenei nazionali. Ci occupiamo anche di attestati d’onore, pergamene commemorative e partecipazioni nuziali impreziosite con timbri in ceralacca.

Riusciamo a dialogare con le necessità del marketing moderno perché offriamo ciò che il digitale non può replicare: l’emozione del tatto e il prestigio dell’esclusività. Le persone riconoscono immediatamente il valore di un esemplare unico, dove ogni dettaglio è personalizzato a mano”.

Come si articola il percorso creativo che porta dalla materia grezza all'opera finita all'interno del suo scriptorium?

“Innanzitutto, non disdegniamo le tecnologie di cui disponiamo e che i nostri predecessori non potevano neppure immaginare.

Il nostro è un lavoro inverso: progettiamo una bozza digitale del documento, curando l’estetica e l’impaginazione. Una volta raggiunta la perfezione visiva, quella struttura viene trasferita sulla carta; il segno grafico prende vita attraverso la scrittura a mano.”

Quali sono i nuovi traguardi, artistici o progettuali, verso i quali intende dirigersi nei prossimi anni?

“Il nostro obiettivo per il futuro è ambizioso: vorremmo diventare i custodi della memoria per l'intero tessuto istituzionale italiano. Parliamo di oltre 11.000 realtà, tra Comuni, Fondazioni e Ordini Professionali, che rappresentano l'ossatura della nostra identità.”

In questo percorso verso il domani, Enrico Ragni ha voluto restituire un senso di giustizia a un mestiere millenario. Se in antichità, infatti, erano esclusivamente i monaci a detenere il monopolio della scrittura e a tramandare i manoscritti, Màlleus ha scelto fin da subito di imprimere una svolta radicale: ogni singola opera in uscita dalla sua bottega sarebbe stata vergata esclusivamente da donne.

Una scelta che non è solo un omaggio alla precisione del tratto, ma un atto di equilibrio che affida il rigore della geometria sacra alla sensibilità femminile. È così che l’Antica Bottega Amanuense continua a scrivere la propria storia, unendo la maestosità del Castello alla grazia di un’arte che ha finalmente ritrovato la sua completezza.


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