Rasicci, l'azienda agricola ultracentenaria devota al vino naturale
Articolo di Alessia Matrisciano

L’azienda agricola Rasicci ha una storia ormai più che centenaria: è stata fondata nel 1918 da Pietro Rasicci, ex emigrante che dopo quindici anni di lavoro in America ha deciso di tornare in Abruzzo per dedicarsi alla coltivazione della vite. Da allora l’azienda è passata di mano in mano, ma sempre rimanendo in famiglia: prima l’ha guidata Americo, figlio di Pietro, e poi dal 2003 se ne occupano i più giovani Emanuele e Pietro

In questi cento anni è stata perseguita un’etica coraggiosa e ammirevole: i Rasicci non sono mai stati interessati ad accrescere a dismisura loro azienda, ma hanno lavorato sulla qualità migliorando costantemente i loro vini. Abbiamo fatto qualche domanda a Emanuele Rasicci, incontrato alla manifestazione Romana “Enotica”, interamente dedicata ai piccoli produttori vinicoli.

Emanuele, quali sono le caratteristiche salienti del vostro vino?

Noi abbiamo sempre prodotto vino biologico, ma dal 2011 siamo passati alla vinificazione naturale, il che vuol dire fermentazioni spontanee, niente filtrazione e pochi solfiti. Questa è la nostra particolarità.

Parlando di vitigni abbiamo il Trebbiano, il Pecorino e la Passerina per quanto riguarda i bianchi e il Montepulciano per quanto riguarda i rossi; quest’ultimo viene utilizzato anche per fare il rosato. Produciamo circa 10.000 bottiglie l’anno con tre ettari di terreno.

Un’altra cosa speciale della nostra azienda è la vista: dalle nostre vigne guardiamo direttamente il Gran Sasso. Abbiamo ogni giorno la possibilità di ammirare un panorama speciale.


Offrite anche ospitalità?

Sì, la nostra non è semplicemente una fabbrica di vino, ma abbiamo anche un agriturismo. Da noi si può dormire, mangiare, rilassarsi nella natura e gustare i nostri prodotti sul posto.

La nostra è un’azienda familiare, quindi da noi si respira una bella atmosfera. In più siamo sempre aperti, si può sempre parlare con qualcuno, che si tratti di me, di mio fratello o di mia moglie.

Chi compra il vostro vino? Esportate all’estero?

I nostri canali di vendita sono principalmente due: il primo, più diretto, è quello dei turisti che vengono a trovarci. Un altro 50% è il mercato giapponese, abbiamo un importatore del Giappone che chiede costantemente i nostri vini.

Come vedi il futuro della tua attività?

Il vino naturale ha un interesse sempre crescente, specialmente da parte dei giovani che sono più sensibili al tema dell’assenza di solfiti rispetto ai loro padri e nonni. Possiamo dire di navigare in buone acque e siamo ottimisti per il futuro!


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