Da oltre trent’anni, a Merate, nel cuore delle Terre Lariane, tra le colline che si specchiano nelle acque del Lago di Como, Marco Casati guida l’Agriturismo Fattoria Laghetto: un luogo che racchiude secoli di tradizione, amore per la terra e storie di famiglia. Insieme a Marco ci sono la moglie Eliana, che cura con dedizione la cucina del ristorante, e il figlio Ludovico che, pur proseguendo gli studi universitari, si dedica attivamente alla vita in fattoria.
Presso la struttura, gli ospiti possono vivere un'esperienza autentica: è possibile visitare i vigneti, assistere alla vendemmia e stare a stretto contatto con gli animali — tra cui capre, pecore, un ariete e una famiglia di daini. Da qualche tempo, inoltre, l'agriturismo offre la possibilità di soggiornare all'interno della tenuta, immergendosi totalmente nella quiete della campagna.
Il vero punto di forza dell’azienda, accanto all’allevamento di suini, ovini e animali da cortile, è la produzione vinicola. Ogni bottiglia a marchio Casati racconta un profondo legame con il territorio, riflettendo il lavoro e le emozioni di chi vive la campagna come una vera e propria casa. L'eccellenza della cantina è stata recentemente confermata dall’Associazione Italiana Sommelier, che ha assegnato il prestigioso riconoscimento “4 Rose Camune” (nell'ambito dell'IGT Terre Lariane) al Merlot Riserva 2020 e al Brut 2022.
Com’è nata la vostra realtà e quale percorso ha seguito in questi trent'anni?
"L’Azienda Agricola Fattoria Laghetto affonda le sue radici nel lontano 1979, anno in cui ho intrapreso questa avventura partendo dai pilastri della tradizione rurale: l'allevamento di vacche da latte e la coltivazione di cereali. Quello che era nato come un impegno legato alla terra si è evoluto costantemente nel tempo, guidato dalla voglia di innovare senza mai perdere la propria identità.
Nel 1993, dopo oltre un decennio di esperienza agricola, abbiamo inaugurato l’agriturismo, segnando l'inizio di una storia che dura ormai da più di trent’anni. Con il passare del tempo, ho scelto di diversificare ulteriormente l'attività introducendo con passione la viticoltura, un settore che oggi rappresenta uno dei nostri fiori all'occhiello.
La nostra è un'azienda dinamica, capace di spaziare in diversi ambiti del settore agricolo, ma il vero cuore pulsante batte in cucina. Qui, a trasformare i frutti del nostro lavoro in piatti indimenticabili, c'è quella che considero la miglior Chef di tutta la galassia: mia moglie Eliana, compagna di vita e di questo lungo viaggio tra i sapori e le tradizioni delle Terre Lariane".
Come si divide il suo tempo tra il lavoro nei campi e l'accoglienza in agriturismo?
"La mia quotidianità è scandita dai ritmi della natura: oltre alla cura dei vigneti, mi dedico con attenzione all’allevamento dei suini e, meteo permettendo, la mia giornata inizia sempre prestissimo, tra i campi e i filari. La campagna ha la priorità assoluta e richiede una presenza costante, fatta di fatica e dedizione.
Con l’arrivo del weekend, l’energia si sposta verso l'accoglienza: l'attenzione si concentra sull'agriturismo, dove lascio temporaneamente gli abiti da agricoltore per affiancare mia moglie in sala. Ricevere gli ospiti, raccontare i nostri prodotti e assicurarmi che si sentano a casa è una parte fondamentale del mio lavoro.
In definitiva, la nostra è una scelta di vita totale: in azienda si lavora, metaforicamente, “otto giorni su sette”, perché la passione per la terra non conosce soste e ogni momento è quello giusto per far crescere la nostra realtà".
Quali sono le eccellenze gastronomiche e i vini che caratterizzano la vostra produzione?
"In linea con la filosofia e la normativa agrituristica, la nostra offerta si fonda sulla valorizzazione dei prodotti propri, garantendo agli ospiti una filiera corta e genuina. Personalmente, mi occupo dell’allevamento di circa venti suini all'anno, dai quali ricaviamo salumi artigianali e tagli di carne di alta qualità, destinati esclusivamente alla nostra ristorazione.
Il vero orgoglio dell'azienda è però la produzione vinicola, che con fierezza porta il cognome di famiglia: Casati. Ogni anno imbottigliamo circa 10.000 bottiglie, frutto di un lavoro meticoloso in vigna e in cantina. La nostra proposta varietale è pensata per esprimere al meglio il potenziale delle Terre Lariane, spaziando tra i rossi come il Marzemino e il Merlot, fino alla freschezza del nostro Sauvignon. Scegliere un vino Casati significa portare in tavola l'essenza stessa del nostro territorio".
In che modo il terroir di Merate influenza l'identità dei vostri vini?
"Ci troviamo a Merate, in un lembo di Brianza che rientra a pieno titolo nell'IGT Terre Lariane, un territorio storicamente e geograficamente vocato alla viticoltura. La qualità dei nostri vini nasce proprio dalle caratteristiche uniche del suolo: i terreni drenanti e la ventilazione costante, garantita dalla vicinanza del Lago di Como, creano un microclima ideale. Queste condizioni permettono una produzione di uva sana e di grande spessore, capace di esprimere profumi e sapori di straordinaria finezza.
Inoltre, la nostra zona gode di una forte vocazione al turismo. Accogliamo quotidianamente molti visitatori stranieri che, oltre ad ammirare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche lariane, ricercano l’autenticità dei prodotti enogastronomici locali. La nostra azienda rappresenta la sintesi perfetta di tutto questo: un luogo dove il paesaggio si trasforma in sapore e dove ogni sorso di vino racconta la storia e la bellezza della nostra terra".
Quali sono le prospettive di crescita e i nuovi traguardi che si è prefissato per il futuro della Fattoria Laghetto?

"Il nostro sguardo è costantemente rivolto al futuro e al miglioramento dell'offerta. Accanto alla consolidata attività di ristorazione, abbiamo già integrato con successo il servizio di alloggio, mettendo a disposizione 12 posti letto per chi desidera un'esperienza di ospitalità autentica e immersiva nel verde.
L'obiettivo principale per i prossimi anni è il potenziamento del comparto vinicolo: il mio desiderio è quello di aumentare le coltivazioni, espandendo la superficie vitata per rispondere alla crescente richiesta dei nostri vini.
Anche se la burocrazia spesso rappresenta un ostacolo e rallenta i tempi di realizzazione, la mia determinazione resta ferma.
Continuerò a investire energie e risorse nello sviluppo della viticoltura, convinto che la qualità del nostro prodotto e il legame con il territorio siano la chiave per continuare a crescere e a innovare".