Il Made in Italy non è solo un’etichetta, ma un sistema unico, fatto di mani che sanno interpretare la materia e di menti che custodiscono segreti secolari. In questo scenario, l’artigianato rappresenta la spina dorsale della nostra cultura produttiva, un valore che ItalianBees si impegna a proteggere e promuovere.
A Parma esiste una realtà che non si limita a confezionare abiti, ma tramanda la passione e il duro lavoro della proprietaria. La storia di Atelier Locale Parma è il racconto di un’identità che ha saputo evolversi senza mai perdere la propria anima.
Com’è nata la sua passione per la moda?
Per Cristina Poldi Allay, nata in una famiglia di imprenditori, il legame con il mondo dell’artigianato e della creazione non è stato un caso.
Come racconta lei stessa “Questa passione che sostanzialmente avevo perché anche la mia nonna era una sarta, quindi sono cresciuta all’interno di queste dinamiche.”
Dopo aver finito i suoi studi in una scuola di ragioneria, intraprende questa strada verso i trent’anni. L’eredità lasciata dalla nonna ha trovato la sua consacrazione in contesti di altissimo livello, ed è qui che Cristina ha affinato occhio e tecnica: “Ho lavorato per parecchio tempo in una maison di moda come la Giorgio Armani. Da lì è nata la volontà e la voglia di fare questo lavoro.”
Cosa significa oggi gestire un Atelier che mette insieme artigianalità e consulenze per i grandi brand?

La struttura è organizzata per rispondere a esigenze diverse, mantenendo sempre altissimo il livello qualitativo.
Il loro core business è sicuramente l’abito da sposa o il rifacimento di vecchi capi. Infatti, sono molte le richieste di dare una seconda vita a vecchi abiti da sposa della propria mamma o della propria nonna, così da poterli indossare, in una veste rinnovata per le proprie nozze.
“Con l'arrivo di Paola, qualche anno fa, all'interno della struttura ho deciso di sviluppare quell'area.” dice Cristina in riferimento all’introduzione nell’industria. L’evoluzione ha segnato una tappa fondamentale con l’incontro tra diverse professionalità, che ha permesso di ampliare gli orizzonti verso il mondo industriale e delle grandi firme.
Paola, cosa l’ha portata all’Atelier di Cristina?
“Lavoravo già per degli stilisti, per una catena, solo che dopo ha chiuso a causa Covid”, racconta Paola.
Arrivata da Cristina, ha subito iniziato con lavorazioni già presenti. Successivamente la sua esperienza permette all’Atelier di fare un passo verso l’azienda industriale. “Lei nasce come campionarista proprio dedita alla creazione dei capi di campionario per grandi aziende o per Maison”.
Oggi, la struttura è un punto di riferimento per i grandi brand che necessitano di trasformare un’idea creativa in un oggetto reale. Il processo è meticoloso: le aziende forniscono il design o i materiali, e l’atelier si occupa della fase più delicata.
È un lavoro di precisione, dove la produzione massiva non trova spazio: “La produzione viene fatta altrove perché noi non siamo così in grande da fare produzione”, ma è proprio questa dimensione contenuta a garantire l'eccellenza del singolo prototipo.
La loro scelta di entrare in questo settore è stata dettata dalla crescente richiesta, da parte delle aziende, del 'fatto a mano' caratterizzato da finiture e lavorazioni specifiche. Nonostante l’industrializzazione del capo, le rifiniture restano infatti manuali.
Per rispondere a queste esigenze e a standard di lavorazione particolari, è stato necessario aggiornare i macchinari presenti: un investimento tecnologico che ha portato a un significativo miglioramento qualitativo.
La formazione ai giovani può salvare il Made in Italy secondo lei?

Nonostante si senta vicina a un traguardo personale, Cristina guarda al futuro con una preoccupazione costruttiva per le nuove generazioni. La sua missione oggi si estende fuori dalle mura dell’atelier, entrando nelle aule scolastiche.
“Spesso, facendo anche della formazione presso le scuole di moda, vedo che nei giovani c'è tanta voglia di fare moda, ma non di imparare quella che è l'arte del fatto a mano, del saper fare e costruire con le mani.”
Comprendere il valore dell'artigianato significa mettere in salvo il Made in Italy. Per un giovane, entrare oggi in un atelier già ben avviato, significa investire in una formazione continua e in una carriera di lungo termine, ricca di soddisfazioni e sviluppo professionale. Così come è stato per la proprietaria dell’Atelier.
La sua volontà infatti è chiara: “Faccio tanta formazione anche nelle scuole, proprio perché ospitiamo anche tanti ragazzi con gli Erasmus, con il lavoro per l'alternanza scuola-lavoro; proprio perché il mio sogno sarebbe quello di riuscire a trovare un paio di ragazze che avessero voglia di impegnarsi in questo tipo di lavoro e di crescere per poi farne il proprio futuro.”
Dopo tanti sacrifici il suo obiettivo è trovare qualcuno che possa mandare avanti la sua tradizione, portando la propria idea e la propria identità.
Qual è la visione per il futuro dell'Atelier e quali sono i traguardi auspicati?

Cristina non nasconde le difficoltà, ma le misura insieme alle gioie che questo mestiere regala. “Fin qui siamo arrivate con dei sacrifici enormi, perché oggi si sa che lavorare in proprio è una fatica.”
La soddisfazione più grande è quando si vedono i capi, realizzati con tanta cura e passione, sfilare sulle passerelle viste da tutto il mondo.
Questa consapevolezza porta Cristina a guardare al proprio percorso con serenità. Per lei, l’Atelier è il traguardo di una vita dedicata alla sua passione: “Sono partita da altre formazioni fino ad arrivare qui e quindi mi considero arrivata; e attendo i tempi della pensione, ormai.”
L’Atelier Locale Parma non è solo un luogo dove si tagliano tessuti, ma uno spazio dove esprimere la propria identità. La sfida per i prossimi anni risiede tutta in quell'incontro tra l'esperienza di chi ha vissuto le grandi Maison e l'energia di chi deve ancora scoprire la magia del 'fatto a mano'. Proteggere questa realtà, supportata dalla rete di ItalianBees, significa garantire che il “saper fare italiano” non resti un ricordo del passato, ma continui a sfilare con orgoglio sulle passerelle di tutto il mondo. Perché, in fondo, un abito non è mai solo un abito: è un cerchio che si chiude, una storia che continua.






Atelier Locale Parma:l'arte di cucire l'eleganza