Il Birrificio Rurale nasce nel 2009 dalla passione di cinque amici — Lorenzo Guarino, Silvio Coppelli, Beppe Serafini, Marco Caccia e Stefano Carnelli — uniti dall’obiettivo comune di produrre birra artigianale di alta qualità. Poco dopo la fondazione, al gruppo si è aggiunto Luca Franceschi, mente creativa del progetto, che ne ha curato il rebranding per consolidarne l'identità.
Originariamente stabilito a Certosa di Pavia, il birrificio ha successivamente trasferito la propria sede a Desio, in provincia di Monza e Brianza, trovando lo spazio ideale per espandersi e crescere. Oggi l'azienda rappresenta una realtà affermata nel panorama brassicolo italiano, con una produzione che spazia dalle birre classiche alle edizioni limitate.
Il successo del Birrificio Rurale risiede nel costante equilibrio tra tradizione e innovazione, con un’attenzione rigorosa al know-how, alla sostenibilità e alla selezione delle materie prime.
Qual è la storia del Birrificio Rurale?
"L’avventura del Birrificio Rurale inizia come una sfida audace: produrre birra artigianale di eccellenza. Il progetto prende vita nel 2009 all'interno di un'azienda agricola a Certosa di Pavia, dove i fondatori inaugurano un microbirrificio operativo inizialmente solo nel weekend. C'è un tocco di romanticismo nelle origini: la produzione avveniva in un vecchio silo per lo stoccaggio dei cereali, riconvertito in un laboratorio dove quegli stessi cereali venivano trasformati in birra.
Il birrificio riscuote subito successo grazie alle prime due creazioni, tra cui spicca Seta, ancora oggi il cavallo di battaglia dell'azienda. Accanto ai classici, lo spazio per la sperimentazione non manca mai, portando a traguardi straordinari. Lorenzo Guarino ricorda con un aneddoto la nascita della Terzo Miglio, che già nel 2010 conquistò la medaglia d'oro al concorso "Birra dell’Anno":
"Io e Beppe stavamo facendo delle prove su Seta, quando gli feci assaggiare la mia American Pale Ale fatta in casa. Mi guardò e disse: ‘Dobbiamo farla!’. Nacque così la Terzo Miglio, un nome con una triplice anima: il nostro terzo sforzo produttivo, la posizione al terzo miglio del Parco Visconteo e il miglio come omaggio al sistema di misura americano, stile di riferimento della birra.”
Il 2013 segna il "grande salto": il trasferimento a Desio in un impianto produttivo più ampio e funzionale. Rispetto alla verticalità limitante del silo originale, la nuova struttura orizzontale ha permesso di incrementare la capacità produttiva e di puntare sull'innovazione, introducendo nuove tecnologie come il confezionamento in lattina".
Cosa rende unica l'offerta del Birrificio Rurale oggi?
"Oggi il Birrificio Rurale offre una vasta gamma di birre in cui convivono tradizione, innovazione e un profondo perfezionismo, vero marchio distintivo dell’azienda. La produzione vanta circa 15-20 etichette l'anno, tra proposte stagionali e "one shot", nate per alimentare la creatività del birraio e l’entusiasmo dei consumatori più esigenti.
“La birra è il perfetto connubio tra arte e scienza”, spiega Lorenzo Guarino. “È necessaria molta tecnologia per ottimizzare le risorse e garantire una birra artigianale di alta qualità”. Riguardo alla strategia commerciale, aggiunge: “Il nostro canale principale di distribuzione è rappresentato dai fusti, destinati al settore Ho.Re.Ca., con una particolare attenzione ai locali specializzati. In questi contesti, la qualità e la freschezza del prodotto sono requisiti fondamentali”.
Il successo operativo si basa su una squadra solida e ben organizzata: “Siamo strutturati affinché ogni membro del team segua con cura le fasi del processo produttivo: dalla macinazione dei cereali alla cotta, fino alla delicata fase di fermentazione".
Qual è il segreto dietro il successo di Seta?
"Il fiore all’occhiello del birrificio è senza dubbio Seta, una Blanche d’ispirazione belga reinterpretata con il gusto e la creatività del Made in Italy. Questa birra combina sapientemente ingredienti selezionati e un processo produttivo innovativo: l'utilizzo di un lievito neutro, infatti, permette alle altre componenti della ricetta di emergere con chiarezza, dando vita a una birra fresca e leggera, ma dotata di una sorprendente complessità aromatica.
“Seta è tuttora il nostro best seller”, afferma sorridendo Lorenzo, sottolineando come questa referenza sia diventata il vero prodotto iconico del birrificio, capace di conquistare il palato dei consumatori anno dopo anno".
Qual è l'impegno del birrificio verso una produzione responsabile?
"Il Birrificio Rurale riserva da sempre un’attenzione prioritaria alla sostenibilità. Oltre alla produzione interna del lievito e all’impiego, laddove possibile, di materie prime locali — come il frumento non maltato e le bucce di agrumi — l'azienda ha recentemente introdotto la lattina per il confezionamento. Questa scelta ha permesso di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale rispetto al vetro.
"La lattina non solo è più leggera e agevola la gestione dei rifiuti, ma preserva in modo superiore la qualità della birra grazie alla sua perfetta ermeticità e alla protezione totale dalla luce", spiega Lorenzo. Ogni fase del processo produttivo è infatti concepita con un duplice obiettivo: massimizzare l’eccellenza del prodotto finale e minimizzare gli sprechi di risorse".
Made in Italy: come uniamo bellezza e qualità in ogni birra?

Per il Birrificio Rurale, il Made in Italy significa valorizzare non solo le materie prime — locali e non — ma anche l'abilità artigianale e la creatività che definiscono il celebre "saper fare" italiano.
“Abbiamo la fortuna di essere circondati dal bello e dal buono, fattori culturali e sociali che interiorizziamo fin dall’infanzia. Se abbiamo la sensibilità di coltivarli e svilupparli, siamo in grado di realizzare prodotti straordinari”, afferma Lorenzo.
L'azienda incarna così l'essenza dell'artigianalità italiana, combinando sapientemente passione, tecnologia e una meticolosa cura dei dettagli.
Come guardate al futuro del Birrificio Rurale restando fedeli alle vostre radici?
"Il Birrificio Rurale rappresenta la storia dell’impossibile che diventa possibile”, conclude Lorenzo, svelandoci il significato profondo del nostro logo. “Un gallo all’interno di un uovo che, a sua volta, contiene un uovo... Sicuramente insolito! È così che Luca Franceschi, art director di professione, ha interpretato la nostra realtà: qualcosa che appare irrealizzabile — l’uovo dentro il gallo — ma che si trasforma in realtà — il gallo dentro l’uovo. Questo simbolo ci rappresenta alla perfezione”.
Con lo sguardo rivolto al domani, uno dei progetti più ambiziosi è la “Brewers Collection”: un vero e proprio tavolo di lavoro dedicato alla sperimentazione. Questo spazio ci permette di testare nuove materie prime e tecniche innovative, esplorando nuovi stili birrai. Per noi, rappresenta un’opportunità irrinunciabile per accrescere, ogni giorno, il nostro bagaglio di conoscenza e innovazione nel mondo della birra artigianale".











