Ceramiche Buon Vento, il laboratorio di Bianca nei vicoli di Genova

Articolo di Emanuele Cavo

Nel cuore di Genova c'è un luogo che profuma di terra, di mare e di storie. Al numero 11R di Vico di San Matteo, il laboratorio Ceramiche Buon Vento è molto più di una bottega artigiana: è un porto sicuro per la creatività, un'officina in cui l'argilla diventa il pretesto per raccontare il legame con il territorio ligure.

A guidarci in questo viaggio è Bianca, l'anima e le mani dietro il progetto, che ci accoglie in uno spazio dove la tradizione del bianco e del blu si mescola con il desiderio di raccontare la propria storia.

Dai primi oggetti realizzati fino ai corsi di decorazione e di ceramica, inizia un viaggio nel dietro alle quinte di questo mestiere. Il tutto fino alla parte più ambiziosa del suo progetto: trasformare l'arte della ceramica in uno strumento di crescita personale e consapevolezza. Perché, a volte, per ritrovare la fiducia in sé stessi basta un tocco d'argilla.


Qual è la storia di Ceramiche Buon Vento?

Io sono Bianca di Buon Vento e siete nel mio laboratorio, in Vico di San Matteo 11R. Questa è la mia attività: propongo corsi di ceramica, modellazione e decorazione. Potete acquistare sia dei prodotti fatti a mano completamente da zero, in argilla di terra rossa o bianca. Io amo dipingere questi animali marini, cercando di raccontare cosa succede a Genova. La mia firma principale sono i disegni delle balene, ma ultimamente mi dedico a tutti gli animali che mi ispirano, come le volpette che ho trovato nel mio giardino in casa e alle quali ho dedicato una collezione. Poi ho quelle delle balene e dei giaguari, che ovviamente a Genova non ci sono ma era per un progetto di un genovese che andava in Amazzonia. Quindi Genova era sempre collegata.

Cosa si può trovare all'interno del vostro laboratorio?

All’interno del laboratorio potete trovare la parte delle ceramiche decorate. Io mi sono ispirato alla decorazione bianca e blu della Liguria, la nostra tradizione. Potete trovare tazze, vasi, piatti. Io mi sono innamorata di questo materiale e voglio creare oggetti da tavola utili sia per l’arredamento che per l’utilizzo. Molte persone acquistano vasi, piattoni grandi per poterci condire la pasta. Lo scopo è quello di utilizzare un oggetto che ti faccia innamorare appena lo vedi, ma che sia anche un oggetto di arredamento. 

Poi c’è tutta la parte di decorazione nei nostri corsi. Facciamo dei pezzi più basici, come tazzine di caffè o scatoline. Poi bomboniere, oggetti di design che lavoriamo insieme a designer e architetti. Noi facciamo oggetti personalizzati o in serie limitata, per noi artigiani farne 50 uno uguale all’altro è già difficile. Questi li utilizziamo anche per i corsi di decorazione su ceramica. A differenza, per esempio, di quelli che faccio io che sono più irregolari e sono eseguiti con la tecnica del tornio. Questa ti permette di fare un oggetto bilanciato e preciso, ma poi non vengono proprio perfetti anche per la mia personalità. Invece i pezzi che utilizziamo per le esperienze di decorazione sono fatti con la tecnica del colaggio, dentro stampi di gesso e sono quindi perfetti, un po’ più di design.

Come funziona la produzione di un oggetto di ceramica?

L’inizio di un mio progetto è l’ispirazione. Soprattutto per la nostra città, dal mare all’entroterra. Mi metto a disegnare e progettare un oggetto. Sono appassionata anche alla cucina, mi piace creare oggetti da utilizzare in cucina. Faccio un bozzetto, lo disegno e mi metto al tornio. Da lì penso a quante persone possono utilizzare l’oggetto, quindi amplio l’immagine. Ho così un oggetto unico e dettato dal momento e penso a chi possa servire. Al tornio utilizzo un’argilla, una terra rossa, e ultimamente sto sperimentando un gres con un po’ di sabbia, che mi piace particolarmente. Si abbina a tutti gli ambienti delle case. Quando vado a creare il pezzo lo allargo, lo rifinisco e poi lo metto in asciugatura lentamente. 

Da quando l’ho ideato a quando lo si cuoce passano tre settimane. L’asciugatura deve essere lenta, circa due settimane. Lo metto in forno due volte, lo dipingo. Per la pittura utilizzo degli engobbi, che sono argilla, pigmento e acqua. Danno un effetto argilloso, i colori non sono molto luminosi come quelli delle ceramiche siciliane, che sono bellissime ma che non appartengono al nostro gusto ligure. Utilizzo questi grigi, questi blu e color indaco che mi riportano alla sensazione del mare che amo incredibilmente. Poi cuocio per la seconda volta, ci metto lo strato di cristallina e potete acquistarlo in vico di San Matteo.

Come funzionano i corsi nel vostro laboratorio?

In laboratorio si possono fare corsi di modellazione, per fare ciotoline, boccali, vasi. Noi vi aiutiamo a realizzarlo da zero, da quando avrete un tocco di argilla fino ad arrivare al vostro scopo. Facciamo anche corsi di decorazione della ceramica, che qui a Genova non si conosceva e che avevo visto in giro per il mondo. Ha riscontrato un sacco di successo. In due ore potete decorare un pezzo che abbiamo fatto noi, in qualunque modo. L’effetto sarà molto fresco, come se fosse un acquerello. Dura due ore e il prezzo base è di 24 euro, si può scoprire il mondo della ceramica senza il timore di sbagliare. Noi siamo qui apposta per spiegarvi come funziona, poi con una semplice spugnetta si può cancellare e riprovare .

Quali sono i vostri obiettivi e buoni propositi per il futuro? 

Uno dei miei più grandi desideri è unire le esperienze di modellazione e decorazione a quelle di crescita personale, unire le forme di arte alla terapia. Dopo sei anni di esperienza, ho visto come le persone utilizzano questo laboratorio non solo per creare qualcosa, ma anche per capire cosa sono in grado di fare con le proprie mani e iniziare a lavorare su sé stessi con fiducia. Molti arrivano da me pensando di non essere in grado di fare una tazzina, ma alla fine si riesce. Quello che mi interessa non è tanto l’oggetto, ma la consapevolezza di essere capaci e di rafforzarsi anche nel resto della vita. Il valore di utilizzare la propria creatività in un laboratorio come questo è anche quello di indagare e scoprire un po’ più sé stessi.



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