La Cedraia: Wine Experience e sostenibilità nella "Dimora del Gavi"

Articolo di Emanuele Cavo

Dalla dimora estiva di famiglia a una splendida azienda vitivinicola che dà vita al Gavi DOCG. È questa la storia de La Cedraia e del suo proprietario, Marco Cremonini, che si racconta nel cuore della sua proprietà a Novi Ligure.

Ingegnere ambientale con un occhio attento all'ecologia e una grande passione per l'enologia, Cremonini ha ripreso oltre quindici anni fa la produzione nei terreni di famiglia. Una scelta improntata alla viticoltura sostenibile, con tanto di certificazione ufficiale del Ministero dell’Ambiente.

Il legame con il territorio è viscerale: Marco, pur essendo genovese d'origine, è diventato Cavaliere del Raviolo e del Gavi, facendosi ambasciatore dell’Oltregiogo. A La Cedraia, i visitatori non trovano una semplice degustazione, ma una vera wine experience tra vigneti assolati e un affascinante edificio in terra cruda del Seicento.


Qual è la storia de La Cedraia?

“Sono Marco Cremonini e sono il proprietario della Cedraia, un produttore vinicolo della zona del Gavi. Il mio prodotto principale è proprio il Gavi. La storia della mia azienda nasce da una storia di famiglia: questa è la casa di villeggiatura della mia famiglia genovese, che fin dagli anni Sessanta ha iniziato a frequentare la zona. Nel 2009 ho deciso di iniziare una mia produzione di vino nei terreni della tenuta, ripercorrendo coltivazioni che c’erano già state in passato e che erano anche abbastanza rinomate, ma che erano andate perdute nel tempo”.

Cosa si può trovare a La Cedraia?

“Qui siamo nella zona del Gavi, quindi i vigneti sono di uva cortese. Produciamo Gavi di diverse tipologie. Il vigneto è particolarmente ben esposto, prende sole dall’alba al tramonto: questo si trasferisce nelle bottiglie. Abbiamo due tipologie di Gavi. Una è il Gavi classico, sempre prodotto dal 2012. Poi c’è una seconda tipologia, ‘La selezione’. Si tratta di una bottiglia top, che produciamo utilizzando l’uva migliore - che facendo la vendemmia manualmente separiamo - che fa un periodo più lungo di battonage sulle fecce nobili. Quindi è un vino nobile di questa terra, le terre rosse, che oscilla tra i 12,5 e i 13 gradi”.

Che rapporto ha con la sostenibilità e il Made in Italy?

“Per me è molto importante, io sono un ingegnere ambientale. Ho sempre fatto progetti di sostenibilità in tutto il mondo. Quando nel 2009 ho deciso di piantare il mio vigneto, ho deciso di applicare i principi della sostenibilità sia nel vigneto che in cantina. Sono arrivato ad avere la certificazione di vino sostenibile dal Ministero dell’Ambiente. Ogni anno raccolgo i dati circa le operazioni che effettuo e li spedisco a Roma, dove fanno un controllo e mi concedono di continuare ad avere questo importante riconoscimento”.

“Ritengo che la mia produzione sia una buona rappresentativa del Made in Italy. Si tratta di un prodotto che cerca di promuovere la terra nel nord Italia e che, quindi, cerca di promuovere il Made in Italy. Si tratta di un prodotto importante in Italia e nel mondo. In questo periodo ho tante visite da parte di stranieri, che sono interessati al mio approccio con la viticoltura e la sostenibilità. Altre possibilità che cerco sempre di portare avanti è quello di sviluppare il territorio: avere riconoscimenti di sostenibilità o lavorare con Slow Food, il mio vino è nella guida Slow Wine. O altre iniziative, io per esempio sono Cavaliere del Raviolo e del Gavi. Si tratta di un altro modo di raccontare i prodotti e la terra, un qualcosa di molto importante in Italia”.

Il cliente cosa può trovare a La Cedraia?

“Da noi il cliente può trovare quella che io chiamo la ‘Wine Experience’. Da noi non c’è solo una degustazione, ma si fa un salto nel passato. La Cedraia è una vecchia villa del Seicento, completamente in terra cruda. Nel periodo primaverile, estivo e autunnale è possibile venire e visitare il vigneto, dove racconto come viene effettuata la produzione e dove si vedono gli accorgimenti per la sostenibilità. Si fa poi una passeggiata nel parco e poi ci si rilassa all’esterno o nelle sale, degustando i vini dei quali abbiamo parlato fino ad ora”.

Quali sono i suoi obiettivi per il futuro?  

“Continuare in questa attività, facendo conoscere l’azienda e quella che noi chiamiamo ‘La dimora del Gavi’. Ossia una vecchia dimora che cerca di cullare la persona che viene a visitarla e farle un racconto dell’Oltregiogo. Nelle degustazioni di cui parlavo prima, sono molto importanti i prodotti locali. I salumi sono prodotti da un salumificio che si trova nella collina di fronte, credo sia molto importante promuovere i prodotti locali. Bisogna continuare in questa esperienza a tutto tondo di presentazione di questa terra a cui sono molto legato. Pur essendo genovese, sono legato a questa terra. Voglio cercare di ricevere sempre più persone e trasmettere questo importante messaggio. Ciò è molto importante perché è apprezzato dagli stranieri. Ne ho tantissimi che leggono su internet, vengono attratti dalle immagini e da questo racconto e vogliono venirlo a conoscere di persona. L’obiettivo è quello di crescere ulteriormente, vendere il vino e trasmettere questa wine experience nella Dimora del Gavi, La Cedraia”.



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