Da sempre adorniamo il nostro corpo con gioielli: grandi, piccoli, in oro, argento o caratterizzati da luccicanti pietre preziose. Li indossiamo per piacerci, ma anche per piacere agli altri.
I primissimi gioielli risalgono all’epoca preistorica quando l’uomo indossava monili ricavati da ossa ed elementi naturali, spesso strettamente legati a rituali spirituali oppure a una certa distinzione sociale.
L’uso di metalli come oro, argento e rame, unitamente all’evoluzione delle tecniche di lavorazione, nel tempo ha condotto a un’elaborazione maggiore e, di conseguenza, a una vastissima gamma di prodotti di oreficeria.
Personalmente amo molto le pietre preziose e semipreziose che, dai sontuosi paramenti egizi ai più moderni gioielli regali, sono da sempre simbolo di potere, ma anche di spiritualità, purezza e prosperità.
Sono andata in provincia di Milano, ad Abbiategrasso, e ho incontrato Leonardo Brentani, artigiano orafo, come lui stesso si definisce; mi ha parlato della sua arte, mostrandomi alcuni tra i gioielli più belli che abbia mai visto.
Com’è nato il tuo percorso e qual è il cuore del lavoro che svolgi oggi qui nel tuo laboratorio?
"La mia formazione ha inizio nel lontano 1974, periodo in cui ho avuto la grande fortuna di inserirmi in un laboratorio artigianale e apprendere diverse tecniche, tra cui la microfusione, le lavorazioni manuali e lo stile antico.
Negli anni ’80, l'incontro con un designer ha segnato la mia svolta professionale, rendendomi l’artigiano che sono oggi; in quel periodo ho avviato collaborazioni con brand di settore prestigiosi, partecipando a progetti di rilievo internazionale.
Ciò che distingue i miei gioielli è il lavoro meticoloso che si cela dietro la loro creazione, un valore che emerge chiaramente osservandoli. All’interno del nostro laboratorio seguiamo ogni singola fase del processo: la parte gemmologica è curata da mio figlio, che si occupa del taglio delle gemme, mentre io seguo personalmente la parte orafa e la costruzione del manufatto"
Quali materiali lavorate all’interno della vostra produzione?

"All’interno del laboratorio lavoriamo prevalentemente materiali preziosi, tra cui l’argento e l’oro, esclusivamente nei rispettivi titoli alti e, quindi, nelle loro leghe più pure. Secondo la normativa italiana, i titoli si riferiscono alla percentuale di metallo prezioso contenuto in un oggetto: per l’oro, i titoli legali sono 750, 585 e 375 millesimi. Ciò significa che un gioiello con titolo 750 (il classico oro 18 carati) contiene il 75% di oro puro. Per l'argento, i titoli standard sono 925 e 800 millesimi.
Nel nostro laboratorio non includiamo materiali di bassa caratura: utilizziamo solo argento 925 e oro 750. In alcune creazioni inseriamo metalli alternativi, come l’acciaio inox, per generare dettagli e contrasti interessanti. Un esempio sono i nostri bracciali in cotta inox, un’idea studiata insieme a un designer e sviluppata negli anni in diverse declinazioni, anche per prestigiosi brand di settore. Il risultato è un bracciale morbido con chiusura in oro, una soluzione estremamente versatile e facile da indossare.
Un’altra alternativa è il tessuto in ottone platinato, caratterizzato da una particolare rifrazione e da un movimento che conferisce al gioiello un aspetto vivo e mutevole. Infine, realizziamo una maglia costruita a mano composta da anelli in argento rodiato e bordatura laterale in oro: un pezzo che, insieme ai modelli precedenti, riflette la nostra filosofia di artigianalità e cura del dettaglio".
Come influiscono le pietre sul design dei vostri gioielli e sulla scelta dei tagli?
"Oltre ai metalli, utilizziamo diverse gemme tagliate da mio figlio Luca, le cui forme seguono le indicazioni dei miei disegni o le specifiche richieste del cliente. Riusciamo sempre a ottenere forme particolari, eleganti e uniche, che riflettono una grande precisione sia nella componente orafa che nel taglio. Il nostro non è un lavoro in serie: privilegiamo l’unicità e la particolarità di ogni singola creazione.
Da qualche anno abbiamo iniziato a importare l’opale australiano proveniente dal Queensland, regione dove Luca ha vissuto per seguire personalmente le trattative e la selezione delle pietre. L’opale è una pietra eccezionale, caratterizzata da colori e giochi di luce che meritano di essere valorizzati attraverso gioielli disegnati ad hoc. La nostra collezione include anche delle collane dal design e dall'assemblaggio innovativi, contraddistinte da tagli unici e fuori dagli schemi".
Ci sono delle lavorazioni a cui sei particolarmente legato?
"Negli anni, in collaborazione con un designer, ho messo a punto un sistema di montatura a freddo tramite l'uso di perni, ovvero sottili fili di metallo che tengono unite più componenti. Immaginate, per esempio, un anello composto da diversi settori, laterali e centrali. Ad occhio nudo è possibile scorgere dei piccoli punti metallici: si tratta delle ribattiture, utilizzate per fissare solidamente i pezzi tra loro e la pietra posizionata al centro.
Questo sistema di assemblaggio manuale è ideale anche per gemme estremamente delicate come lo smeraldo, che teme gli sbalzi termici e rischia la rottura se sottoposto al calore della saldatura. Questa tecnica richiede, pertanto, una straordinaria precisione e una cura meticolosa in ogni fase della lavorazione".
Qual è il ruolo degli smalti nelle tue collezioni ?

"Un’altra lavorazione a cui sono profondamente legato, e che fa parte da tempo del DNA del nostro laboratorio, prevede l’impiego di particolari smalti vitrei da gioielleria.
Molti pezzi delle nostre collezioni sono stati realizzati da uno smaltatore a me molto caro, purtroppo scomparso diversi anni fa, le cui opere riflettono ancora oggi una grandiosa maestria artigianale. Oggi ci avvaliamo della collaborazione di altri professionisti d’eccellenza, capaci di creare dettagli meravigliosi come piccolissimi petali.
La nostra produzione spazia da pezzi monocromatici a miniature più o meno complesse: dalle riproduzioni di dettagli stilizzati, come il fiore "non ti scordar di me", fino a creazioni più elaborate che catturano ogni sfumatura, come nel caso della viola pansé".
Quali sono le tue fonti di ispirazione?
"Traggo ispirazione da qualsiasi cosa alimenti la mia creatività, comprese le riviste che ritraggono monili antichi. Ciò non significa fotografare e riprodurre, ma piuttosto cogliere un dettaglio, amarlo e cercare di trasmettere ciò che mi ha affascinato attraverso il mio personale flusso creativo.
Nascono in questo modo orecchini a cerchio con finiture incise o chiusure particolari di estrema eleganza, così come collane, anelli, bracciali e pendenti che, pur potendo apparire simili nella costruzione, si differenziano profondamente dal punto di vista estetico. Spesso è il cliente stesso a offrirmi le proprie visioni e ispirazioni che, previa autorizzazione, io reinterpreto volentieri attraverso il mio personale punto di vista artigianale".
Cosa rappresenta per te il tuo laboratorio e qual è il messaggio che desideri trasmettere attraverso i tuoi gioielli?
"La creazione di ogni gioiello avviene nel mio laboratorio, sul mio banco di lavoro, dove modello i prototipi che vengono poi riprodotti attraverso l’uso di particolari stampi. In un’area dedicata, questi modelli prendono vita tramite la fusione a cera persa con un impianto di microfusione.
Nel mio "piccolo regno" convivono attrezzi della tradizione: pinze di ogni misura, saldatrici e strumenti per la finitura e la cesellatura. È una forma di artigianalità manuale in cui le mani e la creatività restano i protagonisti assoluti.
Attraverso i miei gioielli, spero di trasmettere ciò che risiede nell’essenza della mia anima; desidero che ogni oggetto sia profondamente personale e rifletta il cuore di chi lo indossa. Anche partendo dallo stesso modello, ogni creazione resta irripetibile grazie all’unicità delle gemme, alla loro naturalezza e alle loro particolarità.
Ci impegniamo a dare il meglio a chiunque si rivolga a noi, con l'obiettivo di soddisfare appieno ogni desiderio. Vedere un cliente felice è la mia più grande gratificazione: al di là del valore economico, la soddisfazione del cliente è ciò che conta davvero".