Lucarda: abbigliamento marinaro nel centro storico di Genova

Articolo di Emanuele Cavo

Il binomio tra Genova e il mare è inscindibile ed è ciò su cui si è costruita nei secoli l’identità della città ligure. Proprio in questo contesto più di cento anni fa è nato Lucarda, storico negozio genovese situato nel cuore del centro storico che si è specializzato in abbigliamento marinaro e workwear, diventando nel corso degli anni sempre più un punto di riferimento per i suoi capi tecnici e funzionali.

Da capi classici della tradizione nautica ad alcuni più moderni, Lucarda propone una selezione curata che unisce Made in Italy, materiali resistenti e di qualità e un inconfondibile stile marinaro.

A raccontarci la storia del negozio è Elena, che assiste la mamma nella gestione del punto vendita e che rappresenta la quinta generazione impegnata dall’inizio dell’attività nel 1920. Dalla storia alla scelta dei prodotti, fino ad un approfondimento su quelli che sono i capi più iconici: chi entra da Lucarda compie un vero e proprio viaggio nella storia e nella tradizione marinara genovese e non solo.


Qual è la storia di Lucarda?

Mi chiamo Elena e rappresento la quinta generazione della famiglia Lucarda che dal 1920 porta avanti questa tradizione. Lucarda è una Bottega Storica, riconosciuta dalla Camera di Commercio di Genova e dal Comune di Genova. Siamo specializzati in abbigliamento, stile workwear e marinaro. Questo perché per tutto il Novecento abbiamo vestito compagnie di navigazione italiane, fornito capi di abbigliamento da lavoro ad aziende italiane storiche, soprattutto del settore portuale e marittimo. Oggi io affianco mia mamma.

Quali prodotti si possono trovare all’interno del vostro negozio?

Nel corso dei suoi più di 100 anni l’attività ha subito molte variazioni, ma noi abbiamo sempre avuto il punto vendita qui, in via Sottoripa, che è sempre stato multimarca. Qui potete trovare capi di nostra produzione, ma anche capi che sono Made in Italy, ma anche Made in France e Made in England, che rappresentano una specifica tradizione marinara di quelle zone. Noi rivendiamo i capi che produciamo, abbiamo tre marchi di nostra proprietà che sono Lucarda, Boxer, e La Gritta. Ci sono dai tempi di mio nonno e del mio pro-zio. Questi marchi si caratterizzano per produzioni che hanno spaziato e che continuano a spaziare in accessori, camiceria, maglieria, le nostre iconiche maglie a righe, le maglie da marinai, che oggi sono diventate un simbolo ma che noi producevamo proprio per chi lavorava in mare. Oggi rappresentano il capo da marinaio per eccellenza, ma un tempo avevano un utilizzo legato al mondo del lavoro. Ovviamente abbiamo Lucardine, Pinocchiere, la camicia Boxer e ora stiamo per lanciare i bikini a righe. Siamo in continua evoluzione.

Come avviene la produzione dei vostri principali capi d’abbigliamento?

Al momento seguiamo tutta la parte di produzione direttamente noi. Partiamo dalla scelta dei cotoni, che vengono tinti a filo. Scegliamo la combinazione delle righe, seguiamo la produzione del cotone, quando è pronto lo spediamo in laboratorio. Siamo presenti dall’inizio fino alla fine della parte di produzione, compresi packaging, etichette e cartellino. Ci appoggiamo a laboratori con cui collaboriamo da sempre o nuovi.

Qual è il vostro rapporto con il Made in Italy?

Noi produciamo tutto in Italia e quando è possibile lo facciamo tutto in Liguria. Chiaramente non per tutte le produzioni i laboratori sono strutturati in Liguria, ma noi siamo attivi nella ricerca di questa filosofia del Made in Liguria. Crediamo profondamente in una filiera il più corta possibile. Tutte le offerte di risparmio e produzione all’estero per me non significano nulla, forse sono giovane e sognatrice ma credo moltissimo nel Made in Italy e soprattutto nel fare le cose bene e in una filiera corta con meno impatto possibile.

Quali sono i vostri obiettivi e buoni propositi per il futuro?  

Buoni propositi e obiettivi per il futuro ne abbiamo moltissimi. L’idea è quella, come attività con un forte heritage e una lunga tradizione che non è banale, di raccontare la nostra storia in Italia e all’estero. Vogliamo anche fare cultura, non solo con un’attività legata al commercio. Vogliamo promuovere attività culturali. Qui facciamo mostre, online facciamo molta diffusione sulla storia dei capi. Il mio sogno è quello di esportare. Già iniziamo a farlo, alcuni capi li possiamo trovare in Giappone o in Australia e alcuni miei avi già esportavano. Ma il mio sogno è quello dell’export, anche in tutto il mondo.


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