Pittaluga, l'arte della tappezzeria a Genova da quattro generazioni

Articolo di Emanuele Cavo

Nel panorama produttivo di Genova la bottega Pittaluga rappresenta un’autentica eccellenza del saper fare italiano. Fondata nel 1931, l’attività non è soltanto una realtà storica del territorio, ma un vero e proprio custode di tecniche della tradizione che stanno al passo con la modernità, giunta oggi alla quarta generazione sotto la guida di Nicolò Cogorno.

Essere artigiano, per i tappezzieri di casa Pittaluga, ha un significato molto importante. Dalle umili origini come materassai di strada, passando per l'intuizione imprenditoriale di Maria – la nonna di Nicolò, che è stata una figura centrale nella transizione verso l'arredamento tessile di alta qualità – fino alla moderna gestione attuale, l'azienda ha saputo evolversi mantenendo salde le proprie radici. Le capacità nel trattamento dei tessuti, il restauro conservativo di sedute e l’attenzione sartoriale per tendaggi e rivestimenti murali non sono solo servizi, ma espressioni che mettono al centro la manualità.

La bottega Pittaluga sceglie la strada della qualità che dura negli anni. La storia di questo laboratorio è la testimonianza che la continuità generazionale non è solo una trasmissione di ruoli, ma un impegno che prosegue nel tempo. Attraverso le parole di Nicolò Cogorno, scopriamo come la passione per il mestiere diventi il motore per un’impresa capace di guardare al futuro, sognando di formare le nuove leve e di consolidare, anno dopo anno, quel legame unico tra l’abilità dell’artigiano e la fiducia del cliente.

Qual è la storia di Pittaluga?

Sono Nicolò Cogorno, il titolare di Pittaluga Tappezzerie in Stoffa. Siamo a Genova dal 1931 e io sono la quarta generazione che porta avanti l’impresa di famiglia. Il negozio nasce all’inizio degli anni Trenta grazie al mio bisnonno che faceva il materassaio. All’epoca si facevano i materassi per strada e lui ha iniziato così. L’attività è passata a mia nonna Maria, che è stata il motore di questa azienda famigliare che con lei è cresciuta. Si facevano tantissimi materassi di lana all’epoca, ma lei ha avuto l’intuizione e ha capito di dover passare all’arredamento: ha iniziato a fare le tende, abbiamo fatto quelle delle case del ponente genovese per decenni. L’azienda in seguito è passata a mia mamma e mia zia, la figlia di mia nonna, e sono subentrato io circa dieci anni fa.

Quali sono i prodotti che si possono trovare nella vostra bottega?

Siamo tappezzieri in stoffa, ci occupiamo di tutto quello che è l’arredamento tessile per la casa. Facciamo tendaggi di ogni tipo, da quelli tecnici per gli uffici e gli appartamenti più moderni fino alle tende classiche e le mantovane. Poi ci occupiamo delle sedute, quindi sedie, poltrone e divani. Restauriamo, cambiamo le fodere. Lo facciamo sia con tecniche moderne che tradizionali. Poi ci occupiamo della carta da parati e dei rivestimenti murali.

Come avvengono la produzione e la lavorazione dei vostri prodotti?

La maggior parte dei lavori che completiamo nel nostro laboratorio è eseguito a mano da noi. Le sedute vengono restaurate con metodi tradizionali, come le molle e le ovatte di cotone. Ci occupiamo anche del restauro di divani moderni, utilizzando schiume. Le fodere vengono cucite nel nostro laboratorio e la stessa cosa si può dire delle tende, per le quali facciamo gli orli a mano come si faceva una volta. Crediamo molto nel fare le cose come ci è stato insegnato e tramandato. Le cose che sono fatte a mano generalmente sono più belle.

Quanto è importante la tradizione nel vostro lavoro? Come vi sentite a portare avanti una tradizione artigiana?

Le tradizioni sono le fondamenta del nostro mestiere, siamo artigiani e lavoriamo con le mani. Il nostro è un mestiere che si fa da secoli, la tradizione è alla base di quello che facciamo. Si tratta di un qualcosa in cui crediamo molto e in cui confidiamo.

 Pensiamo che i saperi dei vecchi mestieri vadano tramandati e non siano persi. Per fortuna il nostro mestiere è ancora richiesto. Ci sono lavori che necessitano di mani che li sappiano fare perché non possono essere fatti altrimenti.

Quali obiettivi avete per il futuro? 

Se penso al futuro penso alla mia bottega, penso di lavorare qui per tutta la vita. L’obiettivo è quello di diventare sempre più bravo nel mio mestiere. Si tratta di un mestiere nel quale non si finisce mai di imparare, dove ogni lavoro è diverso. Ogni lavoro è peculiare e ti insegna qualcosa, lasciandoti un pezzetto. Spero di diventare sempre più bravo, potendomi definire un tappezziere completo. Oltre a questo, ci sono obiettivi legati più all’aspetto imprenditoriale che danno soddisfazione, alcuni sono stati raggiunti e non bisogna fermarsi. Spero che ci potremo ingrandire, che potremo dare lavoro a più persone, insegnando il nostro mestiere e continuando a tramandarlo. Vogliamo continuare a fare bei lavori per i nostri clienti. 


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