La ceramica raku ha origini molto antiche, pare infatti risalire al Giappone del XVI secolo ed è parte di una delle più antiche tradizioni del paese, la cerimonia del tè.
Le prime opere in raku erano infatti delle tazze da tè, caratterizzate da forme irregolari che rispecchiavano la filosofia zen del wabi-sabi: un concetto estetico e filosofico che celebra la bellezza dell'imperfezione e dell'impermanenza delle cose.
Un vero invito a conoscere ciò che è imperfetto, impermanente e incompiuto attraverso un oggetto unico e irripetibile che parla dell'artigianalità della mano che l'ha creato e dell'imprevedibilità del fuoco che l' ha cotto.
L’oggetto, ancora incandescente, viene estratto dal forno e sottoposto ad un improvviso raffreddamento, un’operazione semplice che consente di ottenere un effetto estetico unico tra lustri metallici e crepe superficiali, il craquelé.
Da mesi desideravo incontrare un ceramista raku, da poter intervistare e di cui raccontarvi il meraviglioso mondo e il mio desiderio si è concretizzato attraverso Maria Francesca e Sara, mamma e figlia, de La Tana delle Costruzioni, a Vedano Olona, in provincia di Varese.
Ho trascorso un piacevole pomeriggio, all’interno di un laboratorio carico di energia vibrante, un luogo incantato, immerso nel verde, tra ceramiche, sorrisi, affettuosi cagnolini e tanta, tanta creatività.
Quali sono le origini de La Tana delle Costruzioni?
"Il laboratorio di Vedano Olona è nato nel 2008 dopo un lungo percorso che mi ha visto iniziare a casa, con i miei figli ancora piccoli.
Nel tempo ho cercato di rubare i segreti di questa stupenda arte seguendo chi maggiormente mi ha ispirato e ho iniziato a pensare di creare uno spazio che fosse solo mio, dove potermi esprimere totalmente.
Intanto Sara è diventata adulta e con lei è cresciuta anche la nostra passione comune.
Un percorso condiviso che ci ha portate a dover fare una scelta precisa: fare di questa vocazione artistica un vero lavoro oppure no?
… e se oggi siamo qui a parlarne, la scelta è evidente a tutti (sorride)."
(parla Sara)
"Nel '98 siamo riuscite a trasformare il nostro hobby in un lavoro e, nel 2008, abbiamo aperto il nostro laboratorio, qui a Vedano Olona.
Nel tempo ho acquisito diverse competenze, fino a diventare un’artista terapista e sviluppando una mia identità specifica.
Il filo conduttore del mio lavoro è l’impronta: il segno, la texture, la traccia del gesto. Questo elemento caratterizza oggetti quotidiani, come vassoi e tazze, e opere più grandi che mi vedono prendere impronte di ciò che maggiormente cattura la mia attenzione.
Dal 2005 sono impegnata in un percorso artistico centrato sui corpi e sul loro mutare, nel tempo e, tra i soggetti ricorrenti, c'è il mio corpo. "
Come nasce un oggetto in ceramica raku?

"Ogni oggetto in ceramica raku nasce dall’argilla, la cui naturale morbidezza permette di creare forme di qualunque tipo.
Il procedimento vede una fase iniziale di modellazione cui segue l’asciugatura e una prima cottura che prende il nome di biscotto, in cui vediamo il passaggio da oggetto crudo a oggetto cotto poroso.
Lo step successivo è dedicato alla decorazione e alla seconda cottura, momento in cui si può decidere se adottare o meno la tecnica raku.
Alla base di questa affascinante lavorazione c’è l’impiego di un particolare tipo di argilla che favorisce lo shock termico durante il procedimento di cottura: l’oggetto passa da una temperatura interna al forno di 1000° a quella esterna, che può essere variabile.
Questo cambio repentino origina delle crepe, tipiche della ceramica raku, dal francese craquelure oppure effetto craquelé, ovvero delle micro-fratture nella superficie dello smalto che diventano caratteristiche decorative.
Le crepe non sono mai uguali, ma uniche nel loro genere, come del resto ogni essere vivente!
Un messaggio importante che lega questa tipologia di ceramica al mio lavoro di artista terapista e che si esprime nel valore delle imperfezioni.
Infatti, ciò che per noi occidentali è un’imperfezione, in Oriente viene valorizzato e considerato unico, apprezzato e amato, esattamente per ciò che rappresenta.
Una differenza enorme rispetto ai canoni della ceramica tradizionale, per la quale un difetto estetico comporta lo scarto dell’intero pezzo.
Non a caso raku significa "gioire il giorno", un invito a vivere e godere del momento presente riconoscendone l'unicità e la bellezza, che può nascere anche da un'imperfezione."
Qual è l’essenza del vostro laboratorio?
"Il nostro laboratorio nasce dal legame madre e figlia, un sentire che a volte può essere visibile e altre no, qualcosa che affonda le radici in obiettivi e premesse comuni.
Un luogo che, da sempre, dà vita ad arte ma anche uno spazio aperto a chiunque, a prescindere dalle capacità.
Qui alla Tana abbiamo accolto persone al primissimo approccio con la ceramica che hanno espresso in modo concreto ciò che avevano dentro.
Sì, perché tutto nasce da una pallina di argilla, un oggetto piccolo che occupa poco spazio e strettamente legato alle origini della nostra attività, inizialmente svolta tra le mura di casa.
"Fare e fare in piccolo", la firma di Maria Francesca, diametralmente opposto a ciò che sono io, Sara, che invece prediligo lavori più grandi.
Due impronte che evidenziano la nostra unicità e le diversità che ci uniscono, il nostro legame e la volontà comune di accogliere ogni singola persona, valorizzando il concetto più autentico di inclusione."
Cosa caratterizza la vostra produzione?
"La nostra produzione spazia molto: dall’oggetto più piccolo, come un bottone o una perla per una collana, fino a grandi vasi, ciotole e sculture.
In mezzo scorre tutto ciò che può servire nel
quotidiano: bicchieri, tazze da caffè, sottopentola, poggia posate,
portatovaglioli e molto altro.
Recentemente abbiamo reso omaggio al “buongiorno” e al “saper prendersi del tempo” attraverso una linea di tazzine dedicate e oggetti da tè o caffè.
Ma, come detto in precedenza, La Tana delle Costruzioni nasce da un grande desiderio di collaborazione che si materializza attraverso la costante connessione con altri artigiani che ci supportano nella creazione di oggettistica varia.
Da qui, per esempio l’interessante e coloratissima collezione “Pietre concrete” oppure una linea di quaderni in ecoprinting realizzata con il brand Colorphylla che vede l’applicazione di bottoni in ceramica raku che fungono da chiusura."
Oltre la ceramica raku, quali altre strade creative è possibile imboccare presso la Tana?

"La produzione di ceramica è affiancata da una serie di corsi accessibili a tutti, su prenotazione, costruiti proprio sulla persona.
Vogliono infatti essere un momento unico, per sé stessi dedicato alla creatività, al desiderio di concretizzare i propri pensieri e la propria espressione artistica, anche quando non si è consapevoli di possederla.
La materia che lavoriamo permette di creare qualsiasi cosa: scacchiere, tazze oppure oggetti da creare in coppia, prova tangibile di un’esperienza fatta insieme.
Vi abbiamo presentato la nostra Tana, un luogo fatto di tanti ingredienti diversi e in continua evoluzione, un motore sempre attivo che ci guiderà verso il nostro futuro, dinamico e, naturalmente, ricco d’arte."
È vero, la Tana delle Costruzioni è un luogo che ti rapisce il cuore, ispirandoti e dandoti un'inaspettata carica di creatività. Il legame tra Maria Francesca e Sara si sente, si respira, si vive e si vede attraverso le loro creazioni e la loro grande passione.
A me non resta che pianificare il mio primo corso di ceramica raku, pronta ad imparare a valorizzare l'imperfetto, fuori e dentro me!





Raku, l’arte dell’imperfezione della Tana delle Costruzioni