Quando parliamo di stile italiano, non possiamo dimenticarci di un brand come Rubinacci, un marchio con origini orgogliosamente partenopee oggi gestito da Luca Rubinacci. Terza generazione della famiglia, Luca ha preso in mano l’azienda diventandone non soltanto il CEO, ma anche il direttore creativo e il volto social.
Rubinacci fa rima con eleganza e ricercatezza, ma anche con vicinanza al proprio pubblico. Un’audience che sta cambiando, diventando sempre più giovane, pur mantenendo uno "zoccolo duro" di uomini adulti alla ricerca di una qualità sartoriale senza pari.
La Maison, fondata nel 1932, rappresenta un unicum nel panorama fashion per la capacità di mescolare la maestria della tradizione napoletana con un pizzico di modernità. In Italian Bees abbiamo avuto il privilegio di parlarne proprio con l'amministratore delegato, che ci ha accolti nella magnifica boutique in Via Gesù 1, a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.
Salve Luca, le va di raccontarci la storia della sua azienda e la sua storia personale da imprenditore?
"Sono il direttore creativo della Maison e rappresento la terza generazione di questo storico brand, nato nel 1932 a Napoli con mio nonno Gennaro. Per rispondere alle esigenze dei suoi clienti — che all'epoca erano nobili, conti e i regnanti Borboni — iniziò a destrutturare la giacca: senza saperlo, stava inventando la "giacca napoletana".
Negli anni '70, la seconda generazione (con mio padre Mariano) ha portato Rubinacci a un altro livello, uscendo dai confini di Napoli per viaggiare verso Milano, Londra e New York. È stato uno dei primi sarti a introdurre il concetto di "andare dal cliente" invece di aspettare che fosse lui a venire in laboratorio.
Nel 2000 sono arrivato io, insieme alle mie sorelle: abbiamo cercato di portare l'innovazione nella tradizione attraverso i social e l’integrazione della cultura anglosassone nella sartoria napoletana.
Non bastava più solo viaggiare: bisognava adattarsi alle nuove esigenze dei clienti. Personalmente, amo condividere la mia esperienza; ho avuto la fortuna di cavalcare il momento giusto, diventando un po' un ambasciatore di eleganza sui social.
Il fulcro di tutto rimane la famiglia: quando vieni da Rubinacci, trovi sempre un membro della famiglia ad accoglierti. Oggi lo storytelling e l'esperienza vanno oltre il prodotto; la qualità è data per scontata, ciò che conta è l'emozione che offri".
Cosa rende così speciale il brand Rubinacci?

"Rappresentiamo un’eccezione nel Quadrilatero della Moda: siamo tra i pochissimi brand rimasti a conduzione familiare. Da noi, il cliente trova sempre un membro della famiglia ad accoglierlo.
Questo ci permette di offrire uno storytelling e un’esperienza che vanno ben oltre il singolo capo. La qualità per noi è il punto di partenza, un prerequisito che il cliente dà per scontato; ciò che fa la differenza è l'eccellenza del servizio che costruiamo intorno al prodotto".
Com’è il vostro cliente tipo?
"L’età media si è abbassata vertiginosamente. Sebbene la "vecchia guardia" di 50-60 anni rimanga presente, l'introduzione del ready-to-wear nel 2015 ha attirato molti giovani. Il su misura mantiene un’età media leggermente più alta, ma la varietà di prodotti che offriamo oggi ci permette di servire clienti molto diversi e impegnati, che cercano versatilità".
Su quali materiali puntate per i vostri prodotti?
"La scelta dei tessuti è focalizzata sulla qualità e sull'origine storica. Oggi tutti i tessutai fanno tutto, noi invece andiamo a prendere le materie prime dove venivano prodotte originariamente: il lino irlandese, il cashmere scozzese, il denim giapponese o il cotone italiano.
La ricerca parte dal tessuto: se unisci una manifattura d'eccellenza a una materia prima originale, ottieni un prodotto di qualità superiore".
Quali sono i vostri prodotti di punta?

"Uno dei nostri prodotti chiave è senza dubbio la giacca a doppio petto, che ci rende famosi da generazioni.
Siamo famosi per il casual chic, che ha preso molto il sopravvento. Penso per esempio alle Sahariane, camicie a quattro tasche che sembrano giacche ma sono destrutturate e semplicissime da indossare: sono un'ottima variante al classico blazer, magari abbinate a pantaloni a vita alta con le doppie pinces rovesciate.
La nostra collezione abbraccia tantissimi stili. Nel "su misura", invece, seguiamo la voglia del cliente: cerchiamo di capire il suo contesto di vita quotidiana e costruiamo il capo intorno alle sue necessità".
Qual è invece il suo prodotto del cuore?
"Dal lunedì al venerdì indosso quasi sempre l'abito, che rimane il padrone del mio guardaroba. Però, nel weekend, amo la Sahariana o le nostre magliette in cotone. Non è la classica t-shirt da indossare sotto qualcosa; è un prodotto di una qualità tale che, da solo, rende tutto l'abbinamento di alto livello. All'occhio esperto si capisce subito che chi lo indossa sta vestendo un prodotto di un certo spessore".
Come è cambiato il vostro brand nel corso del tempo?
"Come sartoria ci siamo molto ringiovaniti. Siamo stati pionieri nell'anticipare ciò che la nuova generazione voleva indossare. Non volevamo lanciare un prodotto che fosse solo "giacca e cravatta", così abbiamo puntato sul casual chic.
Il periodo del Covid e i nuovi modi di intendere l'abbigliamento ci hanno favorito, portando a una pianificazione che ha ringiovanito sensibilmente la nostra clientela".
Quali sono le vostre prospettive future?
"Continuiamo a crescere anche in ambito internazionale. Oggi siamo presenti in Turchia in grandi luxury mall e su colossi online come Mr Porter o Mytheresa.
Ci stiamo affermando come brand globale, pur rimanendo una nicchia di eccellenza. Quando ti espandi devi restare con i piedi per terra: la crescita va bene, ma deve essere sempre misurata".
Come avete lavorato a questa splendida boutique milanese?
"Se entri qui, trovi un locale che è concepito come una casa. Abbiamo pavimenti e boiserie curati, ma il vero valore sono le persone.
Non cerchiamo solo di vendere un prodotto, ma di acquisire un cliente, che è una cosa diversa. Chi entra deve sentirsi libero anche solo di visitare la boutique o provare l'esperienza. Dietro c’è un team di collaboratori esperti che sanno esattamente di cosa parlano.
Rubinacci, in definitiva, si presenta come un brand sì di lusso ma con un approccio molto meno elitario di quello che potrebbe sembrare: chi sceglie di diventare loro cliente è come se entrasse a far parte di una grande famiglia, dove professionalità, gentilezza, qualità e accoglienza sono di casa".


