Il Vino e Le Rose: l’oasi del benessere tra i colli tortonesi
Articolo di Lucia Ginocchio Serafini

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Esiste un luogo, tra i colli tortonesi, dove l’amore per la coltivazione della vite si unisce all’allevamento etico e alla pratica dello Shiatsu. Stiamo parlando dell’Oasi di Mastarone, “casa” della società agricola Il Vino e Le Rose, che, oltre a produrre vini e carne di alta qualità, offre ospitalità nel suo bed and breakfast, dove talvolta organizza anche eventi. Il tutto è immerso nel tranquillo contesto rurale di Momperone, un piccolo paese in provincia di Alessandria.

Qualche giorno fa siamo andati a visitare l’Oasi, dove Massimiliano Murgo, proprietario dell’attività, ci ha raccontato insieme ai suoi soci Mirko Rosa e Lorella Da Campo la storia de Il Vino e Le Rose.


Come nasce Il Vino e Le Rose?

Io vengo dalla Puglia e ho sempre avuto la passione per l’agricoltura. Anni fa ho fatto il "garzone” per un produttore di vino nelle Langhe e lì ho imparato a gestire i vigneti e produrre il vino. Successivamente, io e un gruppo di amici abbiamo iniziato la nostra piccolissima produzione di vini e, nel 2017, abbiamo dato vita alla nostra società (Il Vino e Le Rose, ndr). Abbiamo chiesto a vari sindaci di questa zona se ci fosse un posto con un vigneto da poter affittare e abbiamo trovato questo luogo meraviglioso: l’Oasi di Mastarone.


Quali prodotti vendete?

Il nostro prodotto principale è il vino, però attorno a questo abbiamo deciso di sviluppare una serie di attività collaterali, che vanno dall’ospitalità rurale - grazie alla quale si possono anche mangiare carne e ortaggi prodotti da noi - alla fattoria didattica con riabilitazione per animali, soprattutto cani. Mirko, infatti, è un comportamentista animale.


Mirko, di cosa ti occupi nello specifico?

Tra i nostri obiettivi c’è quello di creare un centro benessere per gli animali, soprattutto cani: per riabilitare quelli aggressivi, ma anche per insegnare ai padroni come gestirli.

Il nostro metodo è innovativo perché lavoriamo insieme ad altri animali ospiti nella nostra fattoria: i tori, la mucca, l’agnello e gli altri cani. Creiamo per gli animali da riabilitare un ambiente nuovo, dove si devono confrontare tra loro imparando a socializzare anche con animali di altre specie. Una pet therapy per animali.

La nostra gestione degli animali è biologica e sostenibile: alleviamo pochi capi e li lasciamo liberi di muoversi in un’area di pascolo di dieci ettari, produciamo noi l’erba che serve per il loro sostentamento, utilizziamo il letame per concimare i nostri orti e molti di questi animali vivono con noi per tutta la vita, aiutandoci nella pet therapy e nella fattoria didattica. Una vera e propria Oasi!

Per completare l’attività abbiamo inserito anche percorsi benessere con trattamenti Shiatsu di cui si occupa la nostra socia Lorella Da Campo (al momento non presente, ndr).

Massimiliano, tu invece ti occupi della cantina. Per produrre il vino usate qualche metodo di lavorazione particolare?

Io la chiamo “agricoltura creativa”, perché mettiamo insieme varie tecniche del metodo biologico, biodinamico e quelle orientate alla sostenibilità per lavorare e arricchire la terra adattandole al terreno su cui ci troviamo.

Non tutti i tipi di terra rispondono bene a qualsiasi metodo, quindi noi abbiamo cercato di creare quello più adatto per il nostro specifico terreno. Non usiamo concimi classici, ma usiamo il metodo del sovescio: consiste nel coltivare nelle vigne anche piccole piante leguminose e cerealicole, che a loro volta immettono nel terreno il sostentamento di cui ha bisogno per arricchirsi.

Si crea, quindi, un ambiente naturalmente fertile in cui avviene uno scambio reciproco e costante fra la terra e le piante, che si sostengono reciprocamente. Questo perché vogliamo che il nostro vino sia un prodotto il più naturale possibile e di altissima qualità.


Raccontaci ancora qualcosa del vostro prodotto di punta, il vino.

I nostri vitigni vanno dal Cortese al Timorasso, un vino autoctono di questa zona, ma anche Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Pinot NeroCroatina.

Attualmente abbiamo dieci etichette: i nomi dei vini sono tutti ispirati alla cultura classica greca per omaggiare le mie origini pugliesi, un territorio storicamente molto legato alla cultura dell’Antica Grecia.

Ogni etichetta è stata dipinta a mano da un artista locale: ci piace pensare alla vendita delle nostre bottiglie come una piccola mostra itinerante, che possa far conoscere ai clienti anche questi artisti. Tre di queste bottiglie, Athena, Aurora e Gea, portano i nomi delle mie figlie e l’artista che ha dipinto l’etichetta di Athena è proprio la mia seconda figlia. Ne sono molto orgoglioso.

Esportate anche all’estero?

Sì, da tre anni. I nostri mercati più prolifici sono Giappone, Corea del Sud, Danimarca, Francia e Spagna. Stiamo puntando anche all’Albania e siamo in trattativa con un importatore di vini naturali a New York e un altro nel Vermont.


Ecco, ora si è unita a noi anche Lorella: quali progetti avete per il futuro de Il Vino e Le Rose?

Ci immaginiamo una crescita, che vuol dire coinvolgere sempre più persone che abbiano modo di sperimentare questo stile di vita, diversa da quella coi ritmi frenetici della città. Quello che ci diamo l’opportunità di fare qui è vivere seguendo le nostre passioni, tutte con un obiettivo comune: donare benessere alle persone.




 

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