Le Papier: l'arte a tutto tondo
Articolo di Beatrice Amadei

Una delle estensioni della parola artista, ricercandola sul vocabolario, è: “Persona eccezionalmente sensibile alla bellezza.” 

Antonella si può definire proprio così. Nel suo negozio, in centro a Sarzana, lei è circondata da creatività: dai gioielli che assembla, dalle creazioni di carta, dai quadri dipinti appesi al muro. Tutto animato dagli splendidi colori della Sicilia.

Abbiamo potuto fare una chiacchierata con lei e attraverso il suo sorriso ci ha raccontato e mostrato tutte le declinazioni del suo essere artista.


Come nasce Le Papier? 

“Fin da piccola ho sempre adorato gli accessori. Mi ricordo che prendevo le collane di mia mamma e le indossavo anche se erano enormi. E mi è sempre piaciuto giocare a realizzare gioielli con i semini, con la frutta, con i fiori: con tutto ciò che mi capitava sotto mano. 

Ho iniziato collaborando con altre aziende e poi da qualche anno ho deciso di provare ad avere un’attività tutta mia. 

Il mio stile è ispirato alla creatività siciliana, alle mie origini: alle perle, ai coralli, alle pietre semipreziose. 

Mi è venuto poi in mente di dare anche la possibilità alle mie clienti di partecipare alla realizzazione dell’accessorio. In fondo siamo tutti un po' artisti, anche se magari non lo sappiamo, e così realizzo il gioiello in base alle loro esigenze. Magari vogliono qualcosa di più minimale o qualcosa di più vistoso e nonostante il vasto assortimento sarebbe impossibile accontentare tutti.”


Come mai il nome Le Papier?

“Le Papier si chiama così perché, oltre ai gioielli, realizzo anche oggettistica d’arredo con carta riciclata. Questa è un po' l’idea di far rinascere una materia, che di per sé non ha più alcun valore, sotto forma di arte. 

Quindi realizzo paralumi, orologi, lampade, cesti... Con la carta si possono fare veramente tante cose. 

È un lavoro che richiede tempo e pazienza: bisogna creare dei bastoncini con i ritagli e poi intrecciarli quasi come se fosse vimini. Ma il risultato è bellissimo.”

Come viene realizzato un gioiello?

“Come ho detto utilizzo soprattutto pietre semipreziose, coralli e perle, che sono il materiale che si usa in prevalenza nell’artigianato siciliano. In alcune creazioni poi utilizzo anche le ceramiche di Caltagirone e la pasta di turchese. 

Quella di Caltagirone è una delle ceramiche più famose della Sicilia. Una volta, infatti, lì c’erano proprio le cave d’argilla da cui veniva estratta per la produzione della ceramica. Quando arrivarono gli arabi nel territorio anche loro avevano una tradizione millenaria di lavorazione di questo materiale e cercavano un posto dove poter realizzare le loro opere. Quindi questi maestri arabi si trasferirono a Caltagirone, portando nuovi colori e nuove fantasie e fondendo il mondo arabo e il mondo siciliano nella realizzazione delle ceramiche. 

Quando creo un gioiello parto dalla montatura: ci sono quelle in argento, in bronzo, in acciaio, i fili, tutte anallergiche. Tutti i materiali che utilizzo sono frutto di una grande ricerca: dalle pietre, ai ganci, alle perle. 

Realizzo poi anche segnalibri, spille e portachiavi.”


Ci sono più persone che scelgono qualcosa di già fatto o più persone che vogliono personalizzare l’accessorio?

“Ci sono più persone che scelgono accessori già fatti, magari perché ne rimangono colpiti, perché è un regalo o magari perché non hanno tempo. 

Però c’è anche chi preferisce avere il gioiello esclusivo: soprattutto per le cerimonie. In questi casi magari ricercano qualcosa da abbinare al vestito e così si scelgono insieme i colori, si fanno prove e si modifica l’accessorio, fino ad avere il risultato perfetto.”

Cosa significa, secondo te, essere un artigiano oggi?

“L’artigianato è un impegno e, secondo me, è anche un’identità: è dare un’impronta a quello che si realizza. È una soddisfazione vedere una persona che, al di fuori del tuo negozio, ha indosso un tuo accessorio, perché quell’accessorio non è uguale agli altri: tutto ciò che viene dalla manualità è qualcosa di unico che non si può ritrovare in una produzione su scala consumistica. 

Sicuramente per essere un artigiano oggi bisogna crederci e bisogna essere tenaci, perché è un periodo difficile economicamente. Ma questo lavoro da grandi soddisfazioni, non solo dal punto di vista emotivo, ogni cosa che si crea è un’emozione ogni volta, ma anche dal punto di vista della vita, perché ti permette di avere una visione diversa verso ogni forma di arte, non solo quella che realizzi tu. 

Dietro un oggetto in carta per esempio c’è tanto lavoro, pero quando vedi qualcosa di finito questo crea stupore in te e in chi lo vede. Quindi dedizione e sacrificio, ma anche tanta passione e soddisfazione.”


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