La Cina non è soltanto un mercato da riconquistare. Per Mario Boselli è soprattutto un mercato davanti al quale il sistema italiano deve arrivare preparato. È questa la linea della riflessione affidata a Milano Finanza dal presidente della Fondazione Italia Cina, che guarda alle prospettive del Made in Italy e al ruolo che il mercato cinese potrà avere negli equilibri globali.
Il punto di partenza è chiaro: secondo Boselli, la Cina è destinata a diventare il primo mercato globale. Da qui l'invito alle imprese italiane a non aspettare che siano le condizioni commerciali a cambiare, ma a costruire per tempo la propria presenza.
Il tema interessa direttamente il mondo della moda, ma riguarda più in generale il sistema produttivo italiano. Il Made in Italy, nella lettura di Boselli, deve infatti essere in grado di farsi trovare pronto davanti alla crescita della domanda cinese.
Per le aziende, soprattutto quelle che hanno costruito la propria identità sulla qualità e sulla riconoscibilità del prodotto italiano, il rapporto con questo mercato passa anche dalla capacità di comprenderne caratteristiche e trasformazioni. È un lavoro che richiede presenza e attenzione, oltre alla capacità di mantenere riconoscibile ciò che rende italiano un prodotto.
Boselli conosce da vicino il settore della moda e le sue dinamiche internazionali. La sua posizione parte quindi da un comparto nel quale il rapporto con i mercati esteri è parte integrante della storia delle imprese italiane. Ma il ragionamento assume una portata più ampia: prepararsi al cambiamento dei mercati significa anche evitare di arrivare quando gli spazi commerciali sono già occupati.
La Cina, in questo scenario, viene indicata come uno dei passaggi decisivi per il futuro internazionale delle produzioni italiane. L'attenzione non riguarda soltanto i grandi marchi. La forza del Made in Italy comprende anche una rete di imprese e competenze che costruiscono il proprio valore attraverso prodotti riconoscibili e lavorazioni specializzate.
È proprio questo patrimonio di saper fare che deve trovare nuovi interlocutori fuori dai confini nazionali. E la riflessione di Boselli mette la Cina al centro di questa prospettiva: non come mercato lontano da osservare, ma come una realtà con cui il sistema italiano dovrà confrontarsi sempre di più.
Per le imprese lombarde della moda e del manifatturiero, il tema dell'internazionalizzazione torna così a legarsi a una domanda molto concreta: essere pronte quando il mercato sarà pronto ad accoglierle.
Fonte: Milano Finanza – “Mario Boselli: la Cina sarà il primo mercato globale, il Made in Italy deve farsi trovare pronto”, 4 marzo 2026.
Consulta la fonte ufficiale: Milano Finanza – Cina primo mercato globale
Boselli: «La Cina sarà il primo mercato globale, il Made in Italy deve farsi trovare pronto»