Formazione e intelligenza artificiale al centro della presentazione de “Il rinoceronte governerà il mondo” di Angelo Gatto

Articolo di Carlotta Ferri

"È per affrontare il tema centrale dell'Intelligenza Artificiale che Sistema Impresa, la confederazione nazionale che rappresenta imprese e lavoratori, ha scelto di accompagnare il sociologo Angelo Gatto nella presentazione della sua opera prima “Il rinoceronte governerà il mondo” con una serie di road show. In particolare, il 3 febbraio 2026, si è tenuta l’undicesima tappa dell’evento a Monza, presso Spazio Eventi in via Manzoni 16, che ha visto come moderatrice la giornalista e fondatrice della rivista Italian Bees, Luisa Bamonte.

L'incontro ha analizzato un tema di portata mondiale che spesso viene ignorato finché non è troppo vicino, proprio come il rinoceronte del titolo. È così che l’autore vede infatti l’intelligenza artificiale: un rinoceronte grigio, esattamente come la metafora teorizzata da Michelle Wucker (consulente strategica e saggista), per descrivere un evento prevedibile, che lancia segnali, ma che facciamo finta di non vedere finché non ce lo troviamo di fronte. Il libro di Angelo Gatto è un romanzo che, attraverso le storie di personaggi internazionali, indaga il nostro futuro prossimo in balia del Machine Learning.

Dopo i saluti di Carlo Ruocco, responsabile commerciale di Sistema Impresa, ha introdotto l’evento Marcello Cifone, presidente della stessa per la sezione Milano Monza, con un aneddoto sull’utilizzo di ChatGPT. Il chatbot più famoso del momento, come ha raccontato Cifone, avrebbe permesso al figlio di un amico di diagnosticargli un problema di salute reale. «È cambiato il mondo, quella sera il ragazzo ha fatto il medico» ha commentato, sottolineando come questa tecnologia abbia ormai un ruolo centrale nel nostro quotidiano.

Nell’apertura del dibattito, Bamonte ha subito portato l’attenzione alla scelta stilistica dell’autore. Gatto infatti, attraverso una spy story, senza tralasciare emozioni, sentimenti e momenti bui dei protagonisti, ha introdotto un tema profondo e attuale, rendendolo più accessibile. La prima domanda che gli rivolge Luisa è quindi «perché sei arrivato alla produzione di un testo così pensato e ben fatto?».

Lo scrittore spiega di aver scritto un romanzo distopico «per poter affrontare argomenti delicati in modo diverso dall’ennesimo saggio per gli addetti ai lavori». L'obiettivo è duplice: da un lato allargare i confini dei propri interessi, dall’altro comprendere che l’intelligenza artificiale è una realtà che ormai è dentro le nostre vite, che ci piaccia o no. 

Riprendendo una delle frasi della quarta di copertina «i confini dell’IA non sono predefiniti e non sono definibili», Gatto evidenzia la rapidità con cui questa si evolve, di gran lunga superiore alla nostra capacità di dominarla. Un divario che si può ridurre con la conoscenza.

Dopo il suo intervento, Luisa passa nel vivo del confronto rivolgendo una domanda a William Nonnis, ingegnere e analista tecnico per la digitalizzazione e innovazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

L’argomento è il ruolo dei governi tra opportunità e responsabilità, ma anche la rivalità tra pubblico e privato nel contesto dell’intelligenza artificiale. Riguardo ciò, Nonnis fa subito presente come l'Italia debba fare i conti con un ritardo digitale, restando «ancorata a certi paradigmi culturali obsoleti». 

Sposta poi il focus sul ruolo delle Big Tech e di come siano proprio loro a detenere il monopolio delle informazioni costringendo i Governi a trovare dei compromessi. Parlando quindi della necessità di tutela, l’ingegnere cita l’attualissimo regolamento UE, entrato in vigore il 1° febbraio, che stabilisce l’obbligo di formazione dei lavoratori sui sistemi di intelligenza artificiale.

È a questo punto che la moderatrice introduce Rossella Spada, direttrice del fondo Formazienda rivolgendole una domanda: «Come possiamo difenderci al massimo delle nostre possibilità?». Spada riprende subito la questione della formazione obbligatoria e rimarca la necessità di conoscere questi strumenti, prima di comprenderli. 

Grazie a questo regolamento, le imprese possono chiedere dei contributi per l’educazione digitale. Ci rivela inoltre un dato allarmante sulla crescita del divario tra il nostro Stato e i vicini europei, suggerendo come sia importante lo sviluppo di queste competenze tecnologiche già a partire dalle scuole".

"Luisa passa infine il testimone all’ultimo ospite, Bellino Elio Panza, presidente di Sistema Impresa. Panza esordisce definendo l’intelligenza artificiale come una sfida senza pari, uno sconvolgimento delle regole: «Se un tempo si combatteva con le armi, oggi si usa l’IA».

Evidenzia come questa tecnologia possa essere usata per scopi di arrivismo, per intercettare i competitor o, peggio, per la contraffazione che colpisce soprattutto il Made in Italy. 

Secondo Panza, l'impatto dell'IA non è paragonabile a una semplice rivoluzione industriale, ma all'avvento dell'elettricità: un’energia trasversale che entra nelle case e stravolge i rapporti di lavoro. Per questo è necessario sostenere le aziende, rendendo l'upskilling e la riqualificazione dei lavoratori non più un’opzione.

Al termine degli interventi, non sono tardate ad arrivare domande dal pubblico. Il dibattito è stato aperto da uno spettatore che si è definito provocatoriamente “impermeabile alla digitalizzazione”, smentito dall’evidenza dell’onnipresenza dell’IA.

Interessante è stato l'intervento di un life coach, preoccupato per la proprietà intellettuale dei contenuti inseriti nei chatbot. La risposta è stata chiara: affidarsi a modelli generici significa regalare i propri dati alle Big Tech, anche se ogni modello è personalizzabile e non darà mai la stessa risposta ai diversi utenti. La vera sfida per le imprese è addestrare intelligenze artificiali interne per i propri obiettivi.

Sulla sovranità tecnologica, Nonnis ha chiarito che competere con i budget di USA e Cina è impossibile, ma che l'Italia sta cercando di tutelarsi attraverso il Polo Strategico Nazionale, per evitare che i dati sensibili finiscano esclusivamente su cloud stranieri. Ha espresso anche il timore sull’uso ingenuo che le persone fanno di questi strumenti, più che sugli strumenti stessi.

Non si è dimenticato il lato umano: a chi chiedeva quanta IA fosse stata utilizzata nel romanzo, Gatto ha risposto difendendo il valore della scrittura umana, ammettendo però che gli algoritmi possono essere utili nella ricerca.

Infine, Panza ha richiamato l’attenzione sugli strumenti che Sistema Impresa mette a disposizione per proteggere i lavoratori, dalla formazione finanziata tramite il fondo Formazienda ai sistemi di bilateralità (Ebiten). L'obiettivo fondamentale è garantire un "welfare dell'innovazione" che non lasci solo il lavoratore in questa trasformazione perché “Non si può pensare di imparare a dipingere la parete di un palazzo, se prima non ci sappiamo appendere in tutta sicurezza”.

L’incontro si è concluso con la riflessione di Bamonte «L’essere umano, per progredire, deve sentire il "coltello alle spalle". Quel momento è arrivato: non è più tempo di essere pigri». Un invito concreto all’azione tramite la formazione.

Un dibattito ricco di spunti che sarà possibile continuare nella dodicesima tappa, il 3 marzo a Milano".

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Intelligenza artificiale e lavoro: il “rinoceronte” di Angelo Gatto fa tappa a Monza
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