I mulini lombardi tornano a vivere: 360 mila euro per salvare un pezzo di storia

Articolo di Redazione


Ci sono edifici che raccontano il lavoro molto prima che lo facciano i documenti. I mulini storici lombardi appartengono a questa categoria: luoghi legati per secoli alla vita delle comunità e oggi al centro di un intervento della Regione Lombardia.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, ha approvato due delibere per sostenere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale legato ai mulini. Lo stanziamento complessivo arriva a 360.000 euro per il periodo 2026-2028.

La parte più consistente, 300.000 euro, è destinata al recupero e alla valorizzazione dei mulini storici. Le risorse potranno sostenere interventi di manutenzione e recupero delle strutture, ma anche allestimenti permanenti, strumenti per migliorare l’accessibilità e iniziative legate alla fruizione del patrimonio. Tra gli interventi previsti rientra anche la digitalizzazione di documentazione storica, cartografie, raccolte e collezioni.

Il contributo regionale può arrivare fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 25.000 euro per progetto. Possono partecipare enti pubblici e organismi di diritto pubblico, ecomusei riconosciuti e soggetti privati senza scopo di lucro, compresi fondazioni, associazioni, istituzioni sociali private e persone fisiche. I mulini devono essere stati costruiti prima del 1948 e azionati da forza idrica, eolica, animale o umana.

Accanto agli interventi sui singoli manufatti, la Regione ha previsto altri 60.000 euro per la Settimana regionale dei mulini storici, programmata per tre anni consecutivi a partire da ottobre 2026. L'iniziativa punta a diffondere la conoscenza di questi luoghi attraverso attività rivolte alle comunità e ai visitatori.

Secondo quanto riportato dalla Regione, in Lombardia sono presenti oltre 700 mulini storici, molti dei quali si trovano lungo fiumi e canali. La loro presenza è particolarmente significativa nel Milanese e nelle province di Lecco e Monza e Brianza.

Per una regione dove il lavoro agricolo, le attività artigianali e l'utilizzo dell'acqua hanno segnato la storia produttiva di intere comunità, quei manufatti sono anche tracce fisiche di un modo di produrre che appartiene alla storia lombarda.

Fonte: Regione Lombardia – “Bando Mulini storici in Lombardia 2026-28”, aggiornamento del 14 luglio 2026.

Consulta la fonte ufficiale: Regione Lombardia – Bando Mulini Storici Lombardia 2026-2028


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