Il rinoceronte governerà il mondo: il romanzo distopico dedicato all’IA di Angelo Gatti

Articolo di Alberto Muraro

Tutto ha avuto inizio alla fine del 2022, quando Sam Altman - imprenditore all'epoca quasi

sconosciuto - ha lanciato sul mercato ChatGPT attraverso la sua OpenAI. Da quel momento,

nulla è stato più lo stesso. In realtà, l’intelligenza artificiale esiste da ormai cinquant'anni; la

vera differenza oggi risiede nella straordinaria capacità computazionale raggiunta, che ne ha garantito una facilità di utilizzo senza precedenti anche nella nostra quotidianità (per quanto, sovente, nemmeno ce ne accorgiamo). 


Anche alla luce di questi ultimi sviluppi tecnologici, risulta evidente come ormai il potere informativo (ma anche politico) sia scivolato dalle mani dei governi a quelle delle Big Tech. È anche su questo delicato equilibrio che si sviluppa la trama della spy story «Il rinoceronte governerà il mondo», l'ultima fatica letteraria di Angelo Gatti, presentata nelle scorse ore a Monza in occasione di un incontro moderato dalla nostra Luisa Balmonte.


L’incontro è stata un’occasione preziosa per conoscere l’autore ma al contempo anche per

discutere di un tema scottante più che mai: tutta la società civile, incluse aziende e

istituzioni, è oggi chiamata a comprendere a fondo questa materia e a investire nella

formazione. L’intelligenza artificiale, invero, non rappresenta più un vago futuro, ma è il

nostro presente più concreto.

Formazione e transizione: il ruolo di Formazienda e Sistema Impresa

Alla conferenza è intervenuta Rossella Spada, Direttore del Fondo Formazienda, realtà

impegnata nell'aggiornamento di imprenditori e dipendenti su un tema che non è più

possibile ignorare. 


Il fondo offre alle imprese l'accesso a percorsi di adeguamento

professionale e, a breve, introdurrà anche la validazione di percorsi formativi: per chi

accetterà di mettersi in gioco, la formazione sarà completamente gratuita.


L'impatto dell'IA, d’altra parte, è ormai evidente e trasversale. Non si tratta di una semplice

rivoluzione industriale, quanto piuttosto di un cambiamento democratico di paradigma

paragonabile, per portata, all'invenzione dell'elettricità.


 Elio Panza, Presidente di Sistema Impresa, ha a proposito sottolineato l’importanza dell’upskilling e della transizione per i lavoratori, affinché nessuno rimanga escluso dal mercato. 


Il "Road show" organizzato per presentare il libro nasce proprio per divulgare questa complessità, e tocca anche i temi della regolamentazione necessari a tutelare la dignità umana. Sistema Impresa mette a disposizione strumenti specifici per supportare le aziende e gli imprenditori in questa delicata fase di passaggio. 

Foto gentilmente fornite dal Fondo Formazienda

La metafora del rinoceronte: vedere l'imprevedibile​

Come spiegato dall’autore Angelo Gatti, il titolo dell’opera apparentemente criptico richiama

il lavoro di Michele Wucker, analista di fama mondiale e autrice di «Il rinoceronte grigio».

Questa metafora completa il quadro del celebre "Cigno nero", che rappresenta l'evento

mondiale imprevisto. 


Al contrario, il rinoceronte grigio è una minaccia globale che lancia segnali chiari, può essere avvistata e monitorata nel suo sviluppo. In questo libro, l’IA è il rinoceronte: un gigante che molti di noi scelgono di non vedere, ignorando i segnali del suo arrivo finché non sarà così vicino da non lasciarci più scampo.

Un libro scritto con l’IA?​

Durante l'incontro, non poteva ovviamente mancare da parte del pubblico una domanda per

molti versi ferale: il romanzo è stato generato (anche) attraverso l'intelligenza artificiale?

Angelo Gatti ha chiarito la sua posizione con fermezza: «Non lo farei mai perché amo scrivere. 


Tuttavia, l’IA è stata estremamente utile per tutta l'attività di ricerca che precede la stesura; è uno strumento rapidissimo per l'indagine scientifica e documentale, ma non affiderei mai la fase creativa della scrittura a un algoritmo». 


Dopo tutto è anche giusto così: l’Intelligenza Artificiale è una presenza ormai inevitabile nelle nostre esistenze, ma ancora non possiamo pensare che sostituisca in toto l’intelletto umano. Sarebbe un vero peccato, a maggior ragione quando parliamo di letteratura.

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