Intelligenza Artificiale e Futuro Del Lavoro: Il Rinoceronte Governerà il Mondo

Articolo di Erica Ruggieri

Nell’evento organizzato da Sistema Impresa nel pomeriggio di ieri, allo Spazio Eventi Generali di Monza, l’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere un concetto astratto per diventare materia viva di confronto e riflessione. 

A fare da filo conduttore al convegno, dedicato all’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, sulle professioni e sulla vita quotidiana, il libro di esordio del sociologo Angelo Gatto, Il rinoceronte governerà il mondo.

Un titolo volutamente criptico per un testo che intende, da un lato, incuriosire e, dall’altro, evocare l’immagine del cosiddetto “rinoceronte grigio”. Coniata dalla scrittrice Michele Wucker, l’espressione fa riferimento a un evento di portata mondiale che si annuncia e segnala il suo imminente arrivo, ma la cui prossimità viene ignorata. 

L’immagine – racconta Angelo Gatto – completa il quadro del più noto cigno nero, di un evento la cui prevedibilità è invece assente, come la recente epidemia che ha coinvolto indistintamente l’intero globo terrestre.

Nel romanzo distopico di Gatto – ambientato in uno scenario popolato da personaggi immersi nelle loro vicende quotidiane, fatte di passioni, gioie, dolori e paure – l’Intelligenza Artificiale è uno strumento che impatta sulla vita di tutti, che progressivamente impone le proprie logiche in modo trasversale e a una velocità con la quale istituzioni, imprese e cittadini faticano sempre più a tenere il passo.

Con una scrittura leggera ma al tempo stesso capace di scavare in profondità, Gatto riesce a evidenziare come quello che riguarda l’Intelligenza Artificiale sia ormai un dibattito urgente, spingendo chi legge a riflettere sul futuro del progresso tecnologico, dei diritti e del lavoro. Sottotesto costante dell’incontro è stata la velocità con cui l’IA evolve. 

Lo stesso autore ha infatti sottolineato come «i confini dell’Intelligenza Artificiale non sono predefiniti né definibili» e come la velocità con cui essa si muove sia molto più alta della velocità con cui noi cerchiamo di dominarla.

L’evento, penultimo di un ciclo di incontri svoltisi in diverse città italiane, ha visto la partecipazione di Carlo Ruocco (Responsabile Commerciale di Sistema Impresa), Marcello Cifone (Presidente di Sistema Impresa Milano Monza), William Nonnis (Analista tecnico per la digitalizzazione e l’innovazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – PNRR), Rossella Spada (Direttrice del Fondo Formazienda), Bellino Elio Panza (Presidente di Sistema Impresa) e dello stesso Angelo Gatto.

Nel corso del dibattito – moderato dalla giornalista Luisa Bamonte, fondatrice del magazine ItalianBees – è emersa con forza l’idea che l’IA non possa essere assimilata a una classica rivoluzione industriale, bensì all’avvento dell’elettricità: una tecnologia catalizzatrice destinata a insinuarsi in ogni ambito della vita privata e professionale, ridefinendo processi, competenze e rapporti di lavoro. 

Da qui la necessità, condivisa dai relatori, di accompagnare questa trasformazione con percorsi di riqualificazione e adeguamento delle competenze, affinché lavoratori e imprese non restino indietro.

In questo scenario, il ruolo dei governi appare sempre più complesso, stretto tra l’esigenza di regolamentare e la constatazione che il potere informativo ed economico è oggi concentrato nelle mani delle grandi piattaforme – le cosiddette Big Tech, prevalentemente statunitensi o cinesi. Così, mentre l’Intelligenza Artificiale diventa terreno di scontro per le potenze di questo millennio, l’Europa resta priva di una reale sovranità tecnologica.

Il tema si intreccia con il divario digitale che caratterizza il nostro Paese, dove i dati restituiscono un quadro preoccupante in relazione alle competenze digitali di base di lavoratori, giovani e piccole e medie imprese. 

L’Italia si colloca infatti al 18° posto su 27 Stati membri nel Digital Economy and Society Index (DESI), con oltre metà della popolazione considerata analfabeta funzionale digitale. Un dato che sollecita la costruzione di una rete efficace tra scuola, università e mondo del lavoro.

In questo contesto si inserisce il ruolo di Formazienda, fondo interprofessionale che – come evidenziato dalla Direttrice Rossella Spada – svolge una funzione tanto tecnica quanto sociale, promuovendo e finanziando attività formative rivolte sia ai datori di lavoro sia ai lavoratori. L’obiettivo è favorire l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze professionali, aumentando le opportunità e la spendibilità delle certificazioni, e sostenendo la crescita di chi intende padroneggiare i nuovi strumenti tecnologici tra cui, appunto, l’Intelligenza Artificiale.

Dal versante imprenditoriale, Bellino Elio Panza ha richiamato la necessità di sostenere le aziende in questa fase di transizione. In tal senso, Sistema Impresa – Confederazione delle imprese e dei professionisti di cui Panza è Presidente – opera nel panorama politico-sindacale nazionale delle organizzazioni datoriali con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo tra imprese e istituzioni, rappresentando le esigenze dei datori di lavoro e delle loro aziende.

Dopo il vuoto normativo seguito all’istituzione dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) avvenuta durante il Governo Renzi, l’attenzione si sposta sulla nuova Legge 132/2025, la quale mira a promuovere un utilizzo corretto e responsabile dell’Intelligenza Artificiale, vigilando sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali. 

La sua peculiarità risiede nella dimensione antropocentrica – sottolinea il Presidente Panza – che pone al centro la tutela della dignità della persona, dei diritti d’autore e dell’immagine.

La Legge 132/2025 si inserisce nel quadro regolatorio europeo dell’IA Act e rappresenta la prima normativa organica italiana in materia. Dotata di un ambito di applicazione trasversale, stabilisce criteri e regole, introduce linee guida e organismi di monitoraggio per prevenire eventuali abusi.

Promuove inoltre la creazione di nuove IA volte a ridurre la dipendenza dalle Big Tech straniere e sottolinea l’importanza della formazione dei cittadini, rendendola obbligatoria per i lavoratori della Pubblica Amministrazione.

Ignorare la portata di questo fenomeno equivale a non vedere il rinoceronte che avanza. Governarlo, invece, significa attivarsi, riconoscerne per tempo la presenza, cogliere il cambiamento già in atto e dotarsi degli strumenti necessari per non farsi governare dagli algoritmi

Con questo auspicio si è concluso l’interessante dibattito svoltosi nel pomeriggio di ieri a Monza, arricchito dalla presenza di ospiti di rilievo che hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sui temi al centro dell’incontro.

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