L'undicesima tappa del road show si è svolta a Monza il 3 febbraio, nello Spazio Manzoni. Il convegno vede la partecipazione di diverse figure, prima fra tutte Marcello Cifone, presidente di Sistema Impresa Milano Monza.
Il suo intervento ha preso il via da un aneddoto personale: la reazione del nipote ventenne che, per spiegare il malore dello zio, si è affidato all'analisi dei sintomi su ChatGPT. Un esempio concreto che evidenzia una trasformazione epocale nelle nostre abitudini quotidiane e nel rapporto con l’IA.
La tematica trattata riguarda l’intelligenza artificiale e prende spunto dal libro di Angelo Gatto, “Il rinoceronte governerà il mondo”. Il romanzo affronta l’impatto che l’IA può avere nel mondo del lavoro e, in generale, sulla vita quotidiana.

A guidare il dibattito c’è Luisa Bamonte, giornalista e Founder del magazine ItalianBees. Il suo intervento coinvolge il pubblico, che partecipa volentieri allo scambio di idee, ponendo domande, raccontando la loro esperienza e facendo le loro osservazioni.
Per iniziare, Bamonte invita i presenti ad addentrarsi nella lettura del romanzo: «L’approccio che ha avuto Angelo mi ha colpita già dalle prime righe del libro, perché è un approccio che sembra leggero, ma è altrettanto profondo»
Angelo Gatto ha lavorato per 40 anni sulla formazione degli adulti. Con i suoi studi di sociologia ha approfondito alcuni temi, come geopolitica. Gatto sostiene che «Chiunque può capire che i due argomenti sono fortemente connessi, indissolubili oserei dire.» Quando si parla di intelligenza artificiale bisogna avere chiaro come questo sia un terreno su cui si stanno misurando le nuove grandi potenze di questo millennio.
Bamonte chiede «Perché sei arrivato alla produzione di un testo così pensato e ben fatto?» e l’autore del romanzo risponde “Ho scritto questo libro, che ha ormai quasi un anno di vita, per poter affrontare degli argomenti così delicati in un modo diverso da quello che avrebbe potuto essere l’ennesimo saggio scritto per gli addetti ai lavori.»
Il titolo è volutamente criptico e ha due obiettivi: incuriosire il potenziale lettore e richiamare il lavoro di Michele Wucker, “Il rinoceronte grigio”. Il rinoceronte rappresenta l’IA che si palesa, mentre molti fanno finta di non vederla.
William Nonnis, da venticinque anni analista per l’innovazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, interviene con una riflessione provocatoria sul potere: «Più che governi, per come la vedo io, sono loro che governano noi», riferendosi allo strapotere dei giganti tecnologici.
L’attuale debolezza europea affonda le radici in un errore commesso vent'anni fa, quando non si è stati in grado di intercettare la rivoluzione digitale. Il risultato è un’assenza di piattaforme sovrane: i nostri social network sono oggi esclusivamente americani o cinesi.
Oggi gli Stati agiscono come fossero semplici regioni, mentre le Big Tech si muovono come di veri e propri Stati. Queste aziende non attendono autorizzazioni, ma agiscono pubblicando tecnologie globali senza mediazioni. ChatGPT non è l'IA stessa, ma un modello linguistico che funge da interfaccia per comunicare con l'algoritmo. Per riuscire a raggiungere gli obiettivi specifici di un’azienda, bisogna avere un modello personalizzato.
Tra un paio d’anni l’IA stravolgerà qualsiasi lavoro e la cosa migliore da fare non è competere con la tecnologia, piuttosto esserne “amici” per riuscire a mantenere il controllo.
«La sovranità tecnologica non ci sarà mai in Italia, noi sia usufruitori di servizi date da terze parti.» La domanda da porsi è quanto siamo disposti noi a metterci in gioco con questi strumenti. Conoscere significa tutelarsi.

Il dialogo si sposta su come noi essere umani possiamo difenderci da questa IA che ci governerà. Rossella Spada, direttrice del Fondo Formazienda, un fondo interprofessionale che si occupa della formazione dei dipendenti e collaboratori delle aziende, sottolinea che è presente uno strumento che facilità l’apprendimento: una formazione gratuita legata all’intelligenza artificiale.
«Come le aziende possono diffondere questa cultura? Come il tuo ruolo si incastra in questo cambio epocale?» chiede Bamonte.
Spada ritiene che l’importanza della formazione a livello aziendale sia una costante. Con il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), non parliamo più di una scelta aziendale ma di un obbligo di legge. L’Art. 4 infatti impone ai fornitori e a chi utilizza i sistemi di IA di sviluppare misure di alfabetizzazione informatica.
Spada afferma «Evince un dato allarmante, ma che più o meno tutti noi già sappiamo: abbiamo un divario, rispetto alla media dei paesi europei. »
La sfida non riguarda solo le imprese, ma anche il sistema scolastico che dovrebbe aiutare a colmare il divario culturale e preparare i futuri lavoratori alla transizione digitale.
Formazienda svolge un ruolo sociale importate: colma quel vuoto che costringerebbe il singolo all'autoapprendimento, guidando l'imprenditore verso una gestione consapevole ed efficace delle innovazioni digitali.
Bellino Elio Panza ha poi spiegato come Sistema Impresa, già dall’anno scorso, si ponesse il problema di curare una qualche iniziativa sull’impatto del AI nell’ambiente di lavoro, cercando un supporto da offrire dalla confederazione alle imprese.
In questo road show si è assistito ai rapidi cambiamenti dell’intelligenza artificiale, attraversando anche le varie fasi della regolamentazione.
Ha inoltre sottolineato l’impegno sul campo e tra i supporti offerti spicca la formazione finanziata attraverso il fondo, che offre la possibilità ai dipendenti di accedere a corsi di formazione professionale. A tal proposito, ha usato una metafora molto efficace: «Non si può pensare di imparare a dipingere la parete di un palazzo, se prima non si conosce in che maniera bisogna appendersi in tutta sicurezza.»
Il pubblico è molto coinvolto e riporta una preoccupazione comune: noi siamo fermi mentre tutto corre avanti. Il sistema sembra bloccato da troppe regole. Cosa possiamo fare per tornare a camminare?
Nonnis risponde portando come esempio la Cina, dove le tecnologie nascono senza regole rigide, a differenza del "delirio di onnipotenza" europeo che blocca tutto se manca una norma scritta. Come sostiene anche Mario Draghi, servono poche regole serie: “Meno regole, più business”. O cambiamo paradigma o resteremo succubi delle Big Tech che decidono le regole del gioco.
Il “Rinoceronte” è ormai entrato nella stanza e non possiamo ignorarlo. Sta a noi decidere se farci travolgere o imparare a guidarlo verso un futuro che è già cominciato.






