Tre mila ettari di Pinot Nero, su una superficie complessiva di 13.500 ettari vitati. È uno dei numeri che raccontano il peso dell’Oltrepò Pavese nella viticoltura lombarda, area che da sola produce oltre il 62% del vino regionale. A mettere in evidenza questi dati è Regione Lombardia attraverso Lombardia Speciale, riportando una ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti e presentata nell’ambito della nuova community “Visione Vino”.
Il dato sulla superficie coltivata con Pinot Nero porta l’Oltrepò al terzo posto nel mondo per estensione dedicata a questo vitigno, dopo Borgogna e Champagne. Un primato che si accompagna però a una situazione descritta dalla ricerca come ancora non pienamente espressa sul piano della produzione certificata.
Secondo lo studio, infatti, a fronte di oltre 2.800 ettari di Pinot Nero, la produzione certificata non supera il milione di bottiglie tra Metodo Classico Docg e Pinot Nero Doc. A spiegare questo scarto è stata Benedetta Brioschi, partner di The European House – Ambrosetti. Il divario tra le dimensioni della coltivazione e quelle della produzione certificata viene indicato dagli esperti come una delle principali questioni strategiche per l’area.
Anche la Lombardia, nel quadro nazionale, occupa una posizione precisa: la ricerca la colloca al settimo posto in Italia per valore della filiera vitivinicola, con 459 milioni di euro generati nel 2024 dalla produzione certificata Dop e Igp.
Il tema non riguarda soltanto le bottiglie. Tra gli argomenti che la nuova community “Visione Vino” si propone di analizzare ci sono l’evoluzione dei consumi interni, il calo dei volumi commerciali, gli effetti del cambiamento climatico e il peso crescente dell’enoturismo. Questioni che toccano direttamente il lavoro delle aziende vitivinicole e le prospettive economiche di un'area fortemente legata alla produzione di vino.
Aldo Poli, vicepresidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, ha indicato l’obiettivo di trasformare l’Oltrepò Pavese nel «centro gravitazionale del pensiero vitivinicolo italiano». Nelle sue parole, il punto di partenza resta un territorio con una lunga storia, competenze e potenzialità ancora da esprimere pienamente.
Per chi guarda al vino attraverso il lavoro dei produttori e delle aziende agricole, i numeri raccontano così una realtà già molto grande, ma con un margine di crescita che la ricerca invita a osservare soprattutto attraverso la qualità certificata, i consumi e l'enoturismo.
Fonte: Regione Lombardia – “Oltrepò pavese, il regno del pinot nero: «Un potenziale ancora inespresso per la viticoltura lombarda»”, 30 gennaio 2026.
Consulta la fonte ufficiale: Regione Lombardia – Oltrepò pavese
Pinot Nero, l’Oltrepò Pavese al centro delle strategie per il futuro del vino lombardo