TasteAtlas 2026: l’Italia domina le classifiche mondiali del gusto

Articolo di Carlotta Ferri

A dicembre TasteAtlas ha pubblicato la classifica delle città dove si mangia meglio al mondo. L’Italia anche quest’anno si conferma il paese migliore con ben tre città nelle prime posizioni. Sul podio troviamo infatti Napoli, Milano e Bologna, ma non solo: subito a seguire c’è Firenze e tra le prime dieci anche Genova, in sesta posizione, e Roma, alla nona. Quella italiana è insomma tra le cucine preferite secondo il parere mondiale.


Cos’è e come funziona TasteAtlas?

La graduatoria è stata stilata dal sito “TasteAtlas – Local food around the world”. Ma cos’è esattamente? È una guida di viaggio esperienziale online che raccoglie ricette, recensioni e articoli sui cibi più popolari a livello globale.

Ideata dal giornalista croato Matija Babić nel 2015, vede la luce a partire dal 2018 con una raccolta iniziale di 5.000 ricette dal mondo. Oggi è diventata una sorta di “Wikipedia gastronomica”, dove poter consultare e approfondire ingredienti, bevande e preparazioni. Allo stesso tempo è anche un vero e proprio atlante interattivo: grazie alla sua mappa consente di esplorare cucine tradizionali, piatti e ristoranti internazionali. Non è quindi solo un elenco sterile, ma una guida che accompagna il viaggiatore alla scoperta di sapori autentici; proprio per questo viene definita esperienziale.

Inoltre, si dichiara una via di mezzo tra una Guida Michelin, dedicata ai locali di alta cucina, e TripAdvisor, orientata ai ristoranti turistici e popolari. Basa i suoi contenuti principalmente sulle recensioni e raccomandazioni di professionisti della gastronomia, sebbene le classifiche e i punteggi siano influenzati anche dalle votazioni degli utenti. Chiunque può infatti lasciare un voto che viene poi utilizzato con un peso differente in base all’affidabilità dell’utente: i contributi degli esperti avranno una rilevanza maggiore rispetto a quelli dei profili base. Per questo, nonostante il sito si serva del proprio team e dell’intelligenza artificiale per verificare la validità dei punteggi e per evitare spam o “patriottismi gastronomici”, la sua affidabilità è stata spesso messa in discussione. Tuttavia con il passare del tempo ha acquisito una popolarità tale che, ogni fine anno, molti Paesi aspettano i TasteAtlas Awards per farsi vanto dei propri prodotti tipici.

L’Italia nelle classifiche: il trionfo delle città e dei piatti tipici

La notorietà di questa enciclopedia del cibo è soprattutto merito delle TasteAtlas Awards, ovvero le varie classifiche annuali. Ogni dicembre infatti vengono pubblicate le graduatorie per le diverse categorie. Tra queste troviamo le “100 best cuisines”, ma anche quelle dedicate ai singoli piatti e alle regioni gastronomiche. Non mancano poi le top list dei ristoranti, dei prodotti tipici e dei libri di cucina iconici, oltre a quelle sui dolci e sui formaggi più apprezzati. Se si guarda indietro negli anni, notiamo come l’Italia si è sempre distinta. Per esempio per due anni consecutivi, nel 2022 e nel 2023, si è classificata prima tra le migliori cucine del mondo.

Quest’anno in particolare il nostro Paese ha confermato il suo valore gastronomico con le prime quattro posizioni nella classifica delle città dove si mangia meglio. Ma non solo, ha anche aumentato la sua presenza in questa graduatoria raggiungendo 21 città, rispetto alle 20 dell’anno precedente. I piatti italiani, dall’altra parte, hanno sempre avuto posizioni rilevanti nel tempo. Tra i favoriti la pizza napoletana, quest’anno al secondo posto. Le altre specialità regionali sempre presenti sono le tagliatelle alla bolognese, le pappardelle al cinghiale e la carbonara. Troviamo poi icone gastronomiche nazionali come le linguine allo scoglio, il fritto misto e il risotto ai funghi porcini. Per non parlare del gelato e del tiramisù tra i migliori dessert o del Parmigiano Reggiano in seconda posizione nella lista dei formaggi di quest’anno. Insomma, non c’è categoria principale in cui l’Italia non sia presente.

L'evoluzione del gusto: da "pizza e spaghetti" all'eccellenza territoriale

Un fatto di particolare interesse nelle ultime graduatorie è la presenza del Tajarin al tartufo bianco d’Alba. Il successo di questo piatto, che si trova al quarto posto tra i 100 migliori del 2026, è significativo. Parliamo infatti di una specialità non più regionale, ma tipica di una zona molto ristretta. Un prodotto così di nicchia non aveva mai raggiunto queste posizioni: solo la focaccia di Recco al formaggio, nel 2024, era riuscita ad arrivare trentunesima. Questo ci fa riflettere sul fatto che l’idea della cucina italiana solo come “pizza e spaghetti” stia finalmente abbandonando il senso comune.

Oggi l'utente di TasteAtlas non si accontenta più di un'etichetta generica, ma cerca l’eccellenza territoriale, inseguendo l'esperienza autentica legata a un luogo specifico e, spesso, a un preciso momento dell’anno. Questa nuova consapevolezza spiega perché la classica tagliata di manzo –sempre secondo la graduatoria - sia stata superata nel gusto dalla Bistecca alla Fiorentina. Parliamo di un taglio iconico, caratterizzato dal tipico osso a forma di T, che racchiude in sé l'intera tradizione culinaria di Firenze.

Quindi non basta più che il cibo sia "buono", deve avere una storia e un'identità. Questo spostamento verso piatti così specifici dimostra che la cucina italiana è finalmente riuscita a mostrarsi non più come un blocco unico, ma come un tesoro da scoprire pezzo per pezzo.


Il sigillo dell'UNESCO e la vetrina olimpica di Milano-Cortina

La cucina italiana è recentemente al centro dell'attenzione globale, non solo per i traguardi che ha raggiunto sulla piattaforma di TasteAtlas, ma anche per il suo valore culturale e politico. A Novembre 2025 infatti si è tenuta l’edizione decennale della “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”. Se a Los Angeles l'apertura ufficiale ha visto la collaborazione con GialloZafferano per promuovere il Made in Italy tra i giovani americani, in Asia si sono tenuti eventi mirati a contrastare il fenomeno dell'Italian Sounding - prodotti che sembrano italiani ma non lo sono. Più tardi, quasi in concomitanza dell’uscita delle classifiche, il 10 dicembre 2025, la nostra tradizione culinaria ha raggiunto uno dei suoi traguardi più importanti: a Nuova Delhi, la Cucina Italiana è stata ufficialmente iscritta nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO. Un evento storico che non premia un singolo piatto o una città, ma l'insieme di pratiche sociali e abitudini che definiscono il "cucinare all'italiana".

Questo apprezzamento globale è stato confermato anche durante le recenti Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Sui social, infatti, sono diventati virali i video degli atleti che, tra una gara e l’altra, gustavano i piatti tricolore serviti nei villaggi olimpici. Queste immagini hanno fatto il giro del mondo, mostrando i campioni internazionali esprimere il loro amore per i nostri sapori.

In conclusione, sebbene non si possa sostenere la totale fondatezza di queste classifiche, esse ci forniscono sicuramente uno sguardo sui gusti della popolazione mondiale. Nonostante le mode passino, l’eccellenza culinaria italiana rimane, nel vero senso della parola, sulla bocca di tutti.


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