La storia di questa bottega ha inizio a Siracusa, città dove Alessandra e Massimo si incontrano per la prima volta. La loro passione per l’artigianato si concretizza circa venticinque anni fa, quando iniziano a creare manufatti in cuoio venduti inizialmente tra i banchetti delle fiere di settore. Successivamente, con la nascita dei due figli, la coppia decide di stabilirsi in un punto vendita fisso è così che la loro avventura approda a Modica, città già scalfita nei loro cuori.
È in questo modo che un hobby e una passione diventano un progetto artistico condiviso. Quello che era iniziato quasi per gioco, tra banchetti itineranti e sperimentazioni creative, è oggi una realtà consolidata che si fonda sull’autenticità.
Com’è iniziata la vostra avventura nell'artigianato e quali sono i volti del progetto?
La formazione artistica di Alessandra e l’amore per il materiale di Massimo danno vita a questo progetto. La scelta del cuoio piuttosto che della pelle non è casuale. Infatti, il cuoio è più resistente, ideale per prodotti durevoli nel tempo.
"Questo progetto nasce da tutti e due. Ognuno di noi ha il suo modo di esprimersi, attraverso le cose che facciamo.”
Dopo aver partecipato per diversi anni esclusivamente a eventi e fiere, l’esigenza di avere una propria bottega conduce la coppia nel centro storico di Modica.
La clientela apprezza particolarmente la loro filosofia produttiva: le creazioni nascono infatti dalla libera espressione della loro creatività e non vengono realizzate su richiesta. Il loro obiettivo è differenziarsi nettamente dal mercato globale e dai prodotti di massa, che appaiono sempre più standardizzati e privi di identità.
Qual è il tratto distintivo che vi differenzia dagli altri artigiani?

In un panorama in cui circa il 90% della produzione di borse è affidato alle macchine da cucire, questa realtà si distingue per una scelta radicale e coraggiosa: la manualità assoluta.
“Il patchwork colorato sicuramente è un tratto distintivo e anche il tipo di cucitura.” I due artigiani utilizzano queste due tecniche per rendere unici i loro prodotti.
Il patchwork consiste nell’unire tra loro piccoli pezzi di materiale con colore diverso, al fine di creare una superficie più grande. Il particolare tipo di cucitura invece consiste in una tecnica antica e complessa che oggi sopravvive quasi esclusivamente in Nord Africa o nel Sud del continente americano e dell'Europa (come in Spagna e Portogallo).
Scegliere di non utilizzare la macchina da cucire significa privilegiare la struttura e la solidità del manufatto, rendendo omaggio a una manualità internazionale che in pochi, oggi, hanno il coraggio e la pazienza di mantenere. Il risultato è un prodotto che fonde l'esuberanza del patchwork con una tecnica di montaggio d'altri tempi.
Quali sono stati i cambiamenti affrontati nel corso degli anni?
Il percorso creativo ha subito una trasformazione radicale, passando dalle tecniche classiche a un approccio più moderno. L’abbandono del disegno a fuoco a favore dello scavo e dell'intaglio ha segnato il passaggio a una pelletteria di ricerca, dove la materia viene modellata con una precisione sempre nuova.
“Prima la nostra lavorazione era molto più classica, quindi il cuoio disegnato magari a fuoco. Poi da questo siamo passati invece a questo tipo di tecnica, che viene scavata. Poi siamo passati appunto all'intaglio, piano piano ci siamo evoluti. Partiamo da un cuoio sempre chiaro e lo coloriamo noi.”
La scelta di partire sempre da un cuoio chiaro al naturale trasforma l'artigiano in un colorista: la tinta non è un elemento predefinito, ma una decisione creativa presa nel momento della creazione. Questo permette di generare sfumature uniche, impossibili da trovare nei pellami industriali.
La ricerca costante di nuovi modelli esclude categoricamente la ripetizione. La filosofia produttiva è incentrata sul pezzo unico.
“I tempi sono lunghi per fare una borsa; magari dipende dalla dimensione o dal progetto della borsa.”
L’esempio più emblematico è rappresentato dalle borse che riportano decorazioni complesse, come quelle che raffigurano un viso. In questi casi, la lavorazione si frammenta in una serie di passaggi estremamente delicati: ogni elemento viene tagliato individualmente; ogni frammento viene colorato in modo diverso; infine, i processi vengono ricuciti per comporre l’opera finita.
Cosa pensate dell’artigianato oggi?
Il mestiere del cuoio è un’arte che richiede una dedizione assoluta: un lavoro che non ammette mezze misure, fondato su un legame viscerale tra l'artigiano e la materia. È proprio questa natura totalizzante a renderlo una professione in via d'estinzione.
“È difficilissimo ormai trovare veramente, come dicevi tu all'inizio, persone che lo fanno davvero.”
La realtà del laboratorio è fatta di una disciplina rigorosa: otto ore di lavoro costante, ogni giorno, per trasformare il cuoio in un prodotto finito.
La decisione di non affidarsi a collaborazioni esterne o a produzioni terze non nasce da una volontà discriminatoria, ma da una precisa scelta politica e d'identità. Portare avanti questa visione significa difendere la purezza di un mestiere che rischia di scomparire.
Cosa vi augurate per il futuro?

Essendo tutto il lavoro fatto a mano, ingrandirsi sarebbe quasi impossibile. Nonostante ciò, il desiderio dei due artigiani è farsi conoscere e ricevere più riconoscimenti.
“Il lavoro è tutto fatto a mano, per cui se devi rimanere fedele a quest’idea di artigianato non puoi espanderti.”
Espandersi non significa per forza diventare grandi, ma può tradursi in essere migliori. L’idea di crescita della bottega non è quantitativa, ma qualitativa: uno degli obiettivi è sicuramente migliorare la rete di comunicazione attraverso i profili social, poiché la qualità può essere garantita solo con un lavoro accurato.
La scelta di rimanere nel piccolo non è mancanza di ambizione, ma consapevolezza. La loro grandezza sta proprio nel rinunciare a una crescita che li renderebbe uguali agli altri.
Il lavoro di questa bottega ci insegna che il vero lusso non risiede nei grandi numeri, ma nella pazienza di un punto fatto a mano e nell’unicità di un ritaglio di cuoio colorato. Scegliere una di queste borse non significa solo acquistare un accessorio, ma sostenere un atto di resistenza poetica: la bellezza di un’arte che, per restare grande, ha scelto con coraggio di restare piccola.





Cuò, alla scoperta del cuoio a Modica