DadaChic: Alchimia ribelle tra amore e stile

Articolo di Vassily Sortino

L'azienda è nata dalla visione condivisa con la sorella, ma oggi Grazia Carbonaro porta avanti questa eredità da sola, mossa dal desiderio di costruire un futuro prezioso per le sue figlie. È questa l'essenza di DadaChic, realtà d'eccellenza a Palermo, dove l'artigianato si fonde con l'arte.

Grazia non produce semplici copricapo: le sue coppole sono vere e proprie opere d’arte, tele materiche trattate come quadri da indossare, capaci di ridefinire il concetto di accessorio tradizionale.

Grazia Carbonaro, com'è nata l'idea di trasformare la coppola siciliana in un pezzo unico d'arte?

"Fondata nel 2012, DadaChic nasce dalla visione audace di Grazia Carbonaro: trasformare la coppola, icona intramontabile della tradizione siciliana, in una tela su cui imprimere nuova vita. In questo laboratorio di Palermo, l'accessorio si spoglia della sua veste classica per farsi opera d’arte itinerante.

Ogni creazione è un pezzo unico interamente dipinto a mano, un microcosmo di colori e texture che fonde storia, arte e cultura isolana. Non sono semplici copricapo, ma quadri d'autore dinamici ed esclusivi, pronti a essere personalizzati per riflettere l’anima di chi li indossa. Scegliere DadaChic significa abbracciare un artigianato colto, dove ogni pennellata celebra il legame indissolubile tra l'eredità del passato e la creatività del futuro".

Quali sono le creazioni di cui va più orgogliosa?

"Provo un orgoglio profondo per la creazione che ritrae un particolare di un fiore di mandorlo, ispirato a un murales che purtroppo oggi non esiste più. È una coppola che custodisce la memoria della città, trasformando un’opera urbana svanita in un pezzo d’arte immortale da indossare.

Parallelamente, sono molto legata alla mia nuova linea, che segna un’evoluzione nel mio percorso creativo: una raffinata rivisitazione delle ali di libellula. In questa collezione, la leggerezza e le venature iridescenti della natura diventano il cuore di un design contemporaneo, dove ogni pennellata cerca di catturare l'eleganza effimera del volo, rendendo ogni copricapo un simbolo di libertà e rinascita artistica".

Com'è strutturata una tipica giornata in atelier tra pennelli, tessuti e nuove ispirazioni?

"La mia quotidianità in atelier è un equilibrio perfetto tra tecnica e fantasia. La giornata si divide tra la cucitura sartoriale della coppola e la successiva fase decorativa, dove ogni pezzo prende vita attraverso la creazione dei disegni realizzati interamente a mano.

Accanto ai copricapo, dedico spazio alla realizzazione dei miei "diari di viaggio": piccoli scrigni di carta con copertine artistiche da me decorate. L’idea è quella di offrire uno spazio bianco dove ognuno possa tornare a scrivere o disegnare, riscoprendo il fascino del diario di una volta e il valore del tempo custodito su carta".

Quale futuro immagina per l'atelier DadaChic?

"Il mio obiettivo è far crescere DadaChic affinché diventi una realtà sempre più solida e strutturata, capace di sostenere la forza dei miei sogni. Desidero che questo progetto rappresenti una solida base lavorativa per il futuro delle mie figlie, offrendo loro un’eredità fatta di creatività e indipendenza.

Oggi ho il privilegio di svolgere un lavoro che amo, un'occupazione che mi permette di esprimere la mia anima di artigiana e artista. Credo fermamente che quando riesci a trasformare la tua passione in professione, la qualità della vita cambi radicalmente: ogni sfida diventa un’opportunità e la bellezza che crei si riflette nel quotidiano. 

Portare avanti DadaChic significa, per me, dimostrare che con la dedizione è possibile costruire un futuro dove il lavoro non è solo dovere, ma pura gioia e realizzazione personale".

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