Dal cuore della Sardegna alla cosmetica: il progetto di Guy Morand

Articolo di Daniele Caruso

Una vita passata in giro per il mondo e il richiamo costante della sua terra. È la storia di Guy Morand, fondatore del progetto Native Sardinia, che da alcuni anni ha scelto di stabilirsi a Villanovafranca, il piccolo paese di origine di sua mamma situato nel centro della Marmilla, per dedicarsi alla valorizzazione delle piante spontanee della sua isola. La parola chiave del suo percorso è una: lentisco, pianta antica e preziosa, che in Sardegna ha radici culturali e tradizioni secolari.

“Sono partito giovanissimo – racconta – ho lavorato come ingegnere in Cina, dove ho scoperto gli oli medicinali ed ho appreso l’importanza dei principi medicinali delle piante, soprattutto nella prevenzione. Poi ho lavorato nell’industria farmaceutica in Francia come ingegnere responsabile della qualità. Un anno ho voluto provare ad aiutare i miei cugini contadini di Villanovafranca con le raccolte, ed ho scoperto che qui ci sono numerose persone molto competenti nelle coltivazioni e nell’uso dei frantoi. Soprattutto ho capito che tutti i fantastici prodotti della natura della Sardegna non sono valorizzati come dovrebbero. Il desiderio di riscoprire il mio territorio e di valorizzare le sue risorse naturali non mi ha mai abbandonato. Così ho deciso di valorizzare le principali piante endemiche della cultura e della tradizione popolare della Sardegna e di farne ingredienti per l’industria cosmetica”. Con questo spirito, Morand ha dato vita a un progetto che unisce passione, ricerca e rispetto per l’ambiente, trasformando le erbe selvatiche in oli, oleoliti e prodotti naturali in particolare per la produzione di cosmetici, sempre più apprezzati da chi cerca autenticità e qualità.

Native Sardinia: il legame tra natura e identità

L’avventura di Native Sardinia nasce con l’idea di creare un ponte tra tradizione e innovazione. La scelta non è caduta sulle colture intensive o sulle produzioni di massa, ma sulla raccolta e trasformazione delle erbe spontanee che crescono rigogliose nei campi e sulle colline del Medio Campidano.

“Ogni pianta ha un suo linguaggio e un suo valore – spiega Morand –. Il nostro compito è rispettarla, conoscerla e saperla trasformare in un prodotto che mantenga intatte le sue proprietà”.

La filosofia di Native Sardinia si basa su tre principi: autenticità, sostenibilità e identità. Autenticità perché ogni prodotto nasce da ciò che la natura offre senza forzature. Sostenibilità perché la raccolta viene fatta nel rispetto dei tempi e degli equilibri naturali. Identità perché ogni prodotto racconta una storia legata alla Sardegna e alla sua cultura.


Il lentisco di Villanovafranca: l’oro verde della Sardegna​

Il cuore della produzione è il lentisco, pianta tipica della macchia mediterranea della stessa famiglia del pistacchio. A Villanovafranca, Morand ha trovato il terreno ideale per sviluppare questa attività. “Il lentisco è una pianta straordinaria – sottolinea –. È forte, resiliente, capace di crescere in zone difficili, ma allo stesso tempo regala un olio dalle proprietà uniche”.

L’olio extravergine di lentisco di Native-Sardinia​

Guy lavora le bacche delle piante di lentisco cresciute spontaneamente, raccogliendo a mano in autunno le bacche dalle piante femmine con la tecnica della sfregatura, solo toccando le piante, senza tagliarle. “Rappresenta la felicità della macchia mediterranea spontanea, dalla quale si ottiene un prodotto della natura da usare direttamente sulla propria pelle, senza nessun processo di raffinazione o l’utilizzo di additivi”, spiega l’imprenditore. E dalle bacche, dopo averle lavate, attraverso i frantoi, a freddo, si ricava un olio extravergine di lentisco apprezzato per le sue qualità lenitive, antinfiammatorie e rigeneranti. “Io lo chiamo olio di argan della Sardegna. Quest’olio è stato usato nei millenni in Sardegna”. In passato il lentisco veniva utilizzato per cucinare, come combustibile e persino come base per la produzione di saponi artigianali. Oggi è al centro di una riscoperta che unisce scienza e tradizione, e Morand lo valorizza per le sue proprietà benefiche sulla cute. “E’ un olio molto stabile, ricco di antiossidanti. Proprio per questo motivo lo vendo a farmacie, erboristerie e centri estetici”,– racconta Morand.

Il prodotto viene poi confezionato in laboratori cosmetici professionali, che garantiscono i più elevati livelli di igiene e di tracciabilità. “Il nostro target è l’alta qualità – spiega Morand – e ho importato sul campo gli standard che ho imparato nell’industria farmaceutica francese: è per questo che siamo riusciti a proporci nel mondo della cosmetica. I prodotti di Native-Sardinia sono tutti dermatologicamente testati, anche sul nickel, per garantire il massimo della sicurezza insieme al massimo della qualità”.

Grazia Deledda definiva la Sardegna "Regno ininterrotto del lentisco". Raccogliere il lentisco significa seguire i ritmi della natura – spiega Morand –. Non c’è spazio per la fretta. Si lavora con pazienza, rispettando la pianta e selezionando solo ciò che serve, senza mai impoverire l’ambiente. L’olio di lentisco è mio prodotto di punta, quello più richiesto e più apprezzato, probabilmente il più ricco di proprietà benefiche. Una volta che lo utilizzi sembra che ti sia immerso nella macchia mediterranea della Sardegna”.


Le altre erbe spontanee, le essenze e gli oli derivati: elicriso, lavanda, cisto marino​

Accanto all’olio extravergine di lentisco, Native Sardinia raccoglie e valorizza numerosi fiori selvatici della Sardegna come l’elicriso (Helichrysum italicum microphyllum, una specie endemica della Sardegna che ha il profumo della liquirizia), la lavanda selvatica (Lavandula stoechas), il cisto marino (Cistus monspeliensis), e altre essenze spontanee e naturali della macchia mediterranea: niente coltivazione, irrigazione, concimazione, si trovano in natura. Ogni pianta viene raccolta manualmente e trasformata in un piccolo laboratorio nel centro del paese, mantenendo un approccio artigianale e incontaminato.

I fiori raccolti vengono essiccati e confezionati in piccoli sacchetti fatti a mano, e vengono utilizzati come profumi naturali per l’ambiente. Ogni tipo di fiore ha delle particolari proprietà. L’elicriso, con il suo profumo intenso e persistente, è conosciuto per le sue proprietà calmanti e antiossidanti e per il suo effetto positivo sulla respirazione. La lavanda, invece, viene utilizzata per il suo effetto rilassante e riequilibrante.

Ma con questi fiori Native-Sardinia produce anche oli puri e macerati, o meglio oleoliti: partendo da una base naturale, di solito l’olio biologico di mandorle dolci, si aggiungono l’elicriso o la lavanda e si fa macerare. Al termine del procedimento l’olio viene filtrato e confezionato in piccole boccette che facilitano la conservazione e l’applicazione cosmetica. Si tratta di oli utilizzati da sempre nella tradizione popolare sarda. Alcuni di essi vengono utilizzati nel campo della cosmetica, altri solo per la profumazione degli ambienti, permettendo di respirare aria e profumo di Sardegna in qualsiasi parte del mondo.

Insieme all’olio extravergine di lentisco, compongono una gamma di prodotti che non inseguono la quantità ma la qualità e l’unicità.

Mercati e distribuzione: dalla Sardegna al resto del mondo​

Il lavoro di Morand non si ferma alla produzione. Native Sardinia collabora con farmacie, erboristerie e aziende cosmetiche interessate a integrare gli oli di lentisco e altre piante mediterranee nelle proprie linee naturali. “Stiamo iniziando a vendere i nostri prodotti come ingredienti alle grandi industrie farmaceutiche”, spiega Morand. Una rete in crescita, che unisce Sardegna e mercati esteri. Allo studio di Native-Sardinia anche altre piante endemiche, come il fico d’india, col fine di valorizzarle allo stesso modo.

Il progetto Native Sardinia è in continua evoluzione. Tra gli obiettivi futuri c’è l’ampliamento delle aree di raccolta, lo sviluppo di nuove linee cosmetiche a base di lentisco e altre piante endemiche della Sardegna, e la collaborazione con istituti di ricerca per approfondire le proprietà delle piante spontanee sarde.

“Vorrei che il nostro lavoro fosse anche uno strumento educativo – afferma Morand –. Far conoscere ai giovani la ricchezza della flora sarda significa costruire un futuro più consapevole e rispettoso dell’ambiente”.



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