I suoi acquerelli artigianali hanno ricevuto un prestigioso riconoscimento dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso il suo apprezzamento con una lettera ufficiale dopo aver ricevuto la riproduzione della Madonna Annunciata di Antonello da Messina. Questo basterebbe a dare lustro alla carriera di Loredana Lo Verde, nota a tutti come Lurù, anima di Galleria Popolare.
Questo microspazio d’arte si trova a Palermo, in via del Quattro Aprile, nel cuore del quartiere della Kalsa. La bottega sorge proprio di fronte all'ingresso dello Steri, le antiche carceri dell'Inquisizione oggi sede storica dell'Università di Palermo.
Galleria Popolare è un laboratorio dedicato interamente al disegno e all'acquerello, dove Loredana si dedica alla rivisitazione di icone siciliane. Tra le sue opere spiccano reinterpretazioni di pupi, sante e teste di moro, oltre alla rappresentazione degli edifici più simbolici della città e dei capolavori di grandi maestri come Guttuso e lo stesso Antonello da Messina.
Qual è la storia di questo atelier e cosa l'ha spinta a scegliere proprio questo angolo della Kalsa per produrre i suoi acquerelli?
"Questa bottega nasce tra il 2017 e il 2018, quasi in contemporanea con un altro studio che ho gestito fino a giugno 2024. Ho scelto questo spazio, seppur piccolo, per una questione di magia. Mi sono sentita profondamente attratta da questo luogo: all'epoca non c’erano attività commerciali, mentre oggi è una meta dal forte richiamo turistico.
A guidarmi è stata l’energia proveniente dal mio "vicino di casa", il Palazzo Chiaromonte-Steri, sede dell’Università di Palermo. Questo luogo incarnava il mio immaginario ideale; sentivo che investirvi avrebbe portato un ritorno, permettendomi di guardare oltre i miei confini.
Inizialmente, la mia installazione artistica veniva vista con una certa diffidenza, ma io non me ne sono curata. Ho seguito l'istinto mettendo da parte la ragione: una scelta dettata dal cuore che mi ha portata a essere, oggi, esattamente dove volevo".
Quali sono le creazioni d'arte che prendono vita in questa bottega e come esprime la sua identità di artigiana attraverso i suoi lavori?

"All'interno di questo spazio propongo opere che spaziano dalla cartolina ai poster, realizzati prevalentemente ad acquerello. Il mio obiettivo è nobilitare la cartolina, trasformandola in una vera cartolina d'autore: un'opera illustrata capace di dialogare con il territorio, l'immaginario e l'invenzione.Osservando le mie creazioni, ci si accorge di come la produzione abbracci temi diversi: dai pesci ai paladini, dai monumenti cittadini allo urban sketching. Un capitolo speciale della mia produzione è dedicato alla reinterpretazione delle opere di Antonello da Messina.
Proprio una mia versione della Madonna Annunziata ha avuto l'onore di essere donata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione di una sua visita. Sapevo che, essendo lui palermitano, quel soggetto avrebbe toccato le corde del suo cuore. Qualche giorno dopo, ho ricevuto dal Quirinale una lettera di ringraziamento: il Presidente ha apprezzato profondamente l'opera e per me è stato un riconoscimento immenso".
Quale altra creazione rappresenta per lei un motivo di particolare orgoglio o riflette meglio la sua evoluzione come artista?
"Tra le opere più richieste c'è la mia versione di Santa Rosalia ad acquerello: l'avevo ideata pensando ai turisti, ma con sorpresa ho scoperto che è amatissima soprattutto dai palermitani e dai siciliani, che dimostrano un grande apprezzamento per il mio lavoro. Un altro soggetto molto apprezzato è la mia visione dei Quattro Canti di Palermo, le cui riproduzioni sono state pubblicate su importanti riviste d'arte.
Sono profondamente innamorata di quella piazza; la ricordo molto diversa da come appare oggi, nel cuore del turismo palermitano. Un tempo era un luogo trafficato, il classico punto di ritrovo per noi ragazzi. La mia interpretazione dei Quattro Canti si distingue per la tecnica dello urban sketching: uno schizzo veloce, immediato, in cui successivamente vado a inserire il colore per dare vita alla scena".
Come si svolge la sua giornata di lavoro in questa piccola bottega?
"La mia giornata inizia alle 10: allestisco la vetrina esterna, sistemo ogni dettaglio, mi occupo dei miei tre gatti e poi inizio a disegnare. Il processo creativo, però, non è mai immediato. Esistono molti momenti apparentemente inerti, fasi di attesa in cui in realtà raccolgo una serie di informazioni che poi rielaboro attraverso il tratto grafico.
Così, quando qualcuno passa davanti alla bottega e mi vede ferma a riflettere, io sto già lavorando: sto catturando elementi di pensiero. L’ispirazione può nascere da qualunque cosa: da una boccetta di inchiostro, da un passante con il suo cane o dai miei gatti. È in quel momento che inizio a dipingere.
Quando invece lavoro su commissione, procedo con metodo, realizzando prove su prove per assecondare i desideri del cliente. In questo atelier il tempo vola, ma mi sono imposta una regola rigorosa: alle 19 devo smettere. Una volta a casa, per disciplina, non tocco più i pennelli".
Quali sono gli obiettivi futuri di Galleria Popolare?

"Il mio primo obiettivo è potenziare il sito internet, che già oggi serve un mercato internazionale attraverso l’e-commerce. Parallelamente, sto lavorando per creare materiale inedito per la mia prossima mostra.
Ho ricevuto diversi inviti da paesi come Svizzera, Francia e Inghilterra, quindi sono consapevole delle potenzialità del mio lavoro. Probabilmente mi dedicherò ai grandi formati e a far viaggiare le mie opere; in particolare, sto preparando una collezione dedicata ai miei tarocchi d'autore".