La Bottega del Tamburello, una realtà innovativa nata da un’antica tradizione

Articolo di Paolo Priapo

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Siamo stati in una bottega davvero particolare, colorata da tradizione e innovazione, in una marina del Salento: la Bottega del Tamburello di Torre Paduli, di Rocco Luca. Musicista e artigiano, si è inventato un mestiere costruendo da zero uno degli strumenti più caratteristici della terra della Taranta, il Tamburello. Abbiamo incontrato un uomo umile e genuino, amante degli animali e del proprio lavoro. Un artigiano molto conosciuto e apprezzato, che ha fatto arte della sua passione, sino a collaborare con D&G, insieme a Giromari.

Ciao Rocco, come nasce la bottega del Tamburello?

Nasce per caso. Da sempre ho suonato il tamburello e verso la fine degli anni ’80, una volta sceso dal palco, in moltissimi mi chiedevano dove poter acquistare questi strumenti. Da qui l’idea. Perché non cominciare a costruirli e personalizzarli!? Naturalmente, all’epoca, non erano così famosi, e l’unico produttore non permetteva personalizzazioni né estetiche né tecniche. Nel ’94 ho cominciato a farne qualcuno per me, da autodidatta, poi, dieci anni dopo ho finalmente aperto ufficialmente la mia bottega. Una particolarità della mia attività è che non esiste un codice ATECO specifico: sono, infatti, registrato come produttore di strumenti musicali in generale. Sono orgoglioso di essere stato uno dei primi produttori ufficiali di tamburelli del Salento.

Rocco Luca della bottega del Tamburello

Come si è evoluto il tamburello?

Questa particolare percussione nasce, infatti, da uno “scarto” della produzione contadina, ovvero il riciclo di vecchi setacci utilizzati nella “cernitura”, ossia la defogliazione del raccolto delle olive o il setaccio del grano. Da tradizione si comprava solo la notte di San Rocco. La festa della Notte di San Rocco trae le sue origini da un rito antico, quello di San Rocco Guaritore. La sera del 15 di agosto migliaia di persone di radunano nel piccolo centro di Torrepaduli (frazione del comune di Ruffano), per partecipare come spettatori o ballerini alla "danza delle spade" e alla "pizzica salentina". 

Secondo la leggenda, la "danza delle spade" si balla in occasione della festa di S. Rocco perché il Santo, di origine francese, vissuto nel XIV sec. e guaritore dalla peste bubbonica, di origini nobiliari e valoroso cavaliere, avrebbe insegnato l'arte della scherma ai propri compagni di cella durante la sua prigionia nel Nord Italia. In questa occasione si era soliti comprare gli strumenti protagonisti della serata. Oggi, invece, il tamburello, grazie anche all’estrema popolarità del brand Salento, è stato enormemente valorizzato sia tra i musicisti, ogni percussionista vuole un tamburello personalizzato a livello tecnico, sia tra i “profani” che lo vogliono come oggetto d’arredo, un orologio, un portachiavi, souvenir o una semplice bomboniera. Il tamburello è, oggi, una bandiera, un simbolo di appartenenza e passione.

Tamburelli realizzati dalla bottega del Tamburello

Come si pensa e prepara un tamburello?

Si parte dalle idee e dalla loro commistione. Insieme ai clienti si discute e si arriva ad un’idea che cerco di realizzare al massimo delle mie capacità e possibilità. Ogni pezzo è unico ed inimitabile, persino per me. Poi si passa ai materiali. Tre le parti fondamentali: pelle, legno e rame. La pelle è di capra o capretto, che compro da aziende autorizzate, oppure sintetica, che si presta alle personalizzazioni stampate. 

Ha un suono diverso dalla vera pelle, ma ha un grosso vantaggio, ossia resiste agli sbalzi climatici. Umidità e secchezza non intaccano la “tiratura” o tensione, senza perciò comprometterne nel tempo l’utilizzo. Il corpo è fatto in legno di faggio o ulivo, che a loro volta si distingue in semilavorato, massello o multistrato: la differenza è nello spessore nel peso e nella durabilità. Il rame, invece, compone quelli che sono i sonagli, derivati da prodotti di scarto di aziende che lo lavorano. Differiscono per numero, dimensioni e “battitura”. La battitura è ciò che rende unici i sonagli: ne esiste una standard, una martellata e una bruciata, quest’ultima offre un suono cristallino. Ogni tamburello che realizzo ha un timbro proprio che è soltanto suo, ognuno ha uno spessore mai uguale. Ogni pezzo è originale.

Differenza tra made in China e Tamburello fatto a Torre Paduli

Quali sono i progetti per il futuro?

Il passato lo possiamo conoscere, il futuro è sempre incerto! Cerchiamo, insieme al mio collaboratore, di rinnovarci senza tradire mai quelle che sono le origini della nostra terra. Rispettiamo la storia per proporre nuovi tamburelli al passo con i tempi e con le necessità storiche e sociali che ogni volta cambiano. Tutte e due le strade vanno coltivate, insieme, per avere sempre frutti migliori. Spero anche che almeno uno dei miei tre figli possa seguire le mie orme e proseguire con la bottega del tamburello di Torre Paduli.


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Articolo di Paolo Priapo