Melograni Martino è un’azienda agricola che, con passione e dedizione, coltiva in biologico le pregiate melagrane nella splendida Valle della Cupa, nel cuore del Salento. Con un approccio esperienziale, Daniele De Pascalis e i suoi collaboratori si impegnano quotidianamente per garantire frutti di altissima qualità, rispettando l’ambiente e le tradizioni agricole locali.
Le melagrane nate in questo campo non convenzionale sono il frutto di un lavoro basato su impegno e amore. Ogni giorno viene dedicata la massima cura a questa pianta millenaria, che ha trovato nel clima caldo e soleggiato del Salento il terreno ideale per crescere e regalare frutti dal sapore inconfondibile.
Presso l'azienda si coltivano oltre venti diverse varietà, ciascuna con caratteristiche organolettiche e tempi di maturazione differenti per soddisfare le esigenze di ogni cliente. Tra le più apprezzate spiccano la precoce Ako, la popolare Wonderful e la tipica Viola di Monteroni, una delle varietà più amate del territorio. Ma l’azienda Melograni Martino non si ferma qui: nel campo si coltivano anche varietà autoctone come la Dente di Cavallo, la Mollar, la Sordo e altre prestigiose varietà internazionali.
Uno dei punti di forza è la scelta della coltivazione biologica: la Melograni Martino si impegna a rispettare i cicli naturali della terra e a ridurre al minimo l’impatto ambientale. Le melagrane sono prodotte senza l’uso di pesticidi chimici, garantendo un prodotto sano e genuino.
Oltre alla produzione e alla vendita, viene offerta un’esperienza immersiva nel mondo della melagrana. L’azienda è aperta a visite guidate e percorsi didattici per far scoprire da vicino come nascono e crescono questi frutti pregiati, insegnando i segreti dell’agricoltura biologica. Un’occasione per conoscere le radici di questo lavoro e apprezzare la bellezza del Salento in un contesto agricolo autentico.
Se siete alla ricerca di melagrane di qualità, coltivate con passione e rispetto per la natura, la Melograni Martino vi attende sulla Strada Provinciale Lecce - Arnesano, a Monteroni di Lecce.
Ci può raccontare la storia di come è nata la sua attività e il percorso che vi ha portato fin qui?
"È nata un po' per gioco e un po' per caso. All'epoca mi occupavo di marketing, comunicazione d'impresa e strategia aziendale, finché sul mio percorso non ho incontrato un’azienda locale che mi colpì in modo particolare. Avevo già condotto degli studi per un’azienda americana e, tra il 2009 e il 2010, mi ero appassionato a questo frutto.
Così, quasi per sfida, nel 2015 ho piantato le prime piantine di melograno e, come si suol dire, l'appetito è venuto mangiando. Abbiamo iniziato a coltivare le melagrane, coinvolgendo altre persone in questo progetto e integrando diverse attività di trasformazione: dal succo di melograno alla marmellata, passando per l'aceto fino al gin al melograno.
Infine, ricollegandomi alla mia precedente attività, ho introdotto format di intrattenimento esperienziale, come gli eventi per bambini e adulti (tra cui il suggestivo 'Melograni sotto le stelle'). La sera organizziamo apericene in campo, mentre di giorno — nei periodi primaverile e autunnale della raccolta — proponiamo attività didattiche per i più piccoli. Attraverso il contatto diretto con la natura e gli animali utili come api e coccinelle, insegniamo ai bambini il rispetto per l'ambiente e la biodiversità."
Come è nata la sua passione per la coltivazione di questa pianta ?

"Questa pianta meravigliosa è legata ai miei ricordi più cari. Come succedeva a tanti della mia generazione, da bambino mio nonno mi portava in campagna: era un modo per intrattenerci in maniera sana e genuina.
A quei tempi non c’erano i cellulari; mio nonno mi porgeva queste melagrane e mi teneva impegnato facendomi aprire i frutti per mangiarli. Da qui nasce il mio ricordo d'infanzia, legato a momenti felici e alle persone a cui volevo bene. È nato tutto così: da un legame profondo con le radici e con la mia terra."
Quali sono le principali varietà di melograni che coltivate?
"Vi darò una notizia in anteprima: oggi coltiviamo 28 varietà di melagrane. Tra queste figurano le principali varietà israeliane, come la Ako e la Wonderful, ma la nostra collezione è molto più ampia.
Vanto della nostra produzione è la Viola di Monteroni, una varietà dal colore scuro e bellissima, a cui abbiamo dato noi questo nome. Inoltre, abbiamo introdotto degli ibridi che ho selezionato personalmente, come la Sophie e la Green Angel.
Recentemente abbiamo siglato un accordo con un prestigioso professore di fama internazionale per accogliere in azienda altre cento varietà di melograno provenienti da tutto il mondo: dall'Israele alla Spagna, dalla Turchia alla Tunisia, senza dimenticare le eccellenze italiane come la Dente di Cavallo."
Quali sono i principali prodotti che realizzate grazie alla produzione del frutto del melograno?
"Il prodotto più semplice da realizzare è il succo di melograno. Offriamo diverse tipologie: dai prodotti in purezza, realizzati con le varietà Ako e Wonderful — disponibili sia come prodotto fresco che congelato (che mantiene intatta la bontà del frutto appena spremuto) — fino a miscele ricercate di due o tre varietà diverse.
Produciamo inoltre le confetture di melograno, prodotti estremamente particolari e complessi da realizzare, poiché non utilizziamo conservanti e impieghiamo pochissimi zuccheri. Si tratta di un prodotto autenticamente naturale: essendo la nostra un'azienda biologica, cerchiamo di mantenere un imprinting quanto più genuino possibile.
La nostra gamma comprende anche le tisane e l'aceto di melograno. Infine, quest'anno abbiamo creato qualcosa dedicato ai più grandi: il gin al melograno, un prodotto d'eccellenza di cui vado molto fiero."
Qual è il percorso della melagrana, dal campo al prodotto finito?

"L’albero di melograno è una pianta complessa. Nonostante sia piuttosto rustica — un po' come la vigna — ogni varietà presenta caratteristiche e criticità specifiche. Ad esempio, la Dente di Cavallo è la più tradizionale e resistente, mentre varietà più precoci come la Ako sono maggiormente soggette alle muffe.
Per questo motivo, seguiamo un ciclo di produzione molto lungo: iniziamo a febbraio con trattamenti a base di calcio e altri prodotti naturali antimuffa, proseguendo fino alla fioritura. Quest'ultima è una fase delicatissima, in cui si determina il successo del raccolto: non si decide solo la quantità dei frutti, ma anche la loro qualità finale.
Se non si eseguono tutti i processi di lavorazione nei tempi corretti, si rischia seriamente di perdere la produzione. Il lavoro sul melograno comincia a febbraio e si protrae fino alla raccolta di novembre; solo allora possiamo tirare le somme. Fortunatamente, quest'anno possiamo dire che è stata una buona campagna agricola."
In che modo il territorio del Salento favorisce la vostra coltivazione biologica?
"Nel Salento abbiamo affrontato il grave problema della Xylella, che ha colpito duramente tutti noi. Paradossalmente, però, questa crisi ha portato dei 'vantaggi': è nata finalmente una maggiore consapevolezza sull'uso dei pesticidi e sul rispetto dell’agricoltura.
Fino a poco tempo fa, i prodotti chimici venivano usati in modo indiscriminato. La tradizione di raccogliere le olive da terra per produrre olio lampante portava all'uso di erbicidi molto potenti, che hanno indebolito le piante rendendo il terreno fertile per l'avanzata della Xylella.
La devastazione del territorio che ne è seguita ha però innescato un forte decremento nell'uso di pesticidi ed erbicidi, permettendo alle api di tornare a prosperare. Di conseguenza, anche per colture come il melograno — pur non dipendendo strettamente dalle api per la produzione — beneficiamo di un ecosistema migliore: oggi il clima, l'aria e il terreno sono decisamente più salubri."
Qual è il suo prossimo grande progetto che le piacerebbe realizzare?
"Ci sono diversi progetti in cantiere. Tutto è nato per gioco, ma la campagna è diventata la mia vera passione. La mia forza sono i miei collaboratori, e soprattutto le collaboratrici, che hanno abbracciato con entusiasmo questa attività.
Oggi un’azienda agricola non può basarsi esclusivamente sulla produzione primaria: una coltivazione così lunga, che va da febbraio a novembre, non può dipendere solo dall'andamento meteorologico. Per questo la diversificazione è diventata fondamentale. Integrare attività didattiche per i bambini ed eventi esperienziali ci ha permesso di mantenere un bilancio positivo e di valorizzare il nostro lavoro.
Di novità in arrivo ce ne sono tante, ma per il momento non posso 'spoilerare' nulla (ride)."