Nel comune di Pietradefusi, in provincia di Avellino, Apicoltura Artemide è un brillante esempio di tradizione, sostenibilità e amore per il territorio. Fondata negli anni ’20 del secolo scorso, l’azienda coniuga la passione per le api e la biodiversità con i moderni metodi di allevamento degli alveari e produzione del miele. Allo stesso tempo, adotta pratiche sostenibili: spostamenti stagionali degli alveari su diverse fioriture per garantire risorse costanti, controlli periodici, tecniche di smielatura e trattamento della cera pensate per preservare le caratteristiche organolettiche delle varie tipologie di miele e altri prodotti dell’alveare.
In un periodo in cui il ruolo degli impollinatori è essenziale per la sopravvivenza degli ecosistemi, l’azienda irpina, che deve il suo nome alla dea greca della caccia e della fertilità spesso associata alle api, si distingue per l’impegno e la passione. A illustrarci le pratiche di lavorazione, le scelte etiche che si celano dietro a ogni singolo prodotto dell’alveare, il senso di responsabilità e cura nei confronti di un antico e fondamentale mestiere e le problematiche quotidiane da affrontare è il titolare di Apicoltura Artemide, il dottor Giuseppe Cefalo.
Come è nata Apicoltura Artemide?
Apicoltura Artemide fu fondata nel 1922 dal mio bisnonno Di Minico Paolo e, da allora, ininterrottamente abbiamo esercitato l’attività di apicoltura in famiglia. Negli anni ’50 il numero degli alveari era di circa 150 e, successivamente, è cresciuto fino al numero attuale che ammonta a circa 600- 700 alveari.
La produzione è stata spostata a Pietradefusi nel 2004 e nel 2006 c’è stata l’inaugurazione del nuovo stabilimento e del punto vendita. Prima, invece, l’azienda era situata a Melito Irpino (AV).
Quali varietà di miele producete e quali altri prodotti proponete alla clientela?

Produciamo otto tipologie di miele uniflorale: acacia, castagno, eucalipto, sulla, coriandolo, trifoglio e agrumi. A queste si aggiunge una varietà di millefiori estivo, che produciamo nella zona di Nusco.
Oltre al miele, proponiamo alla nostra clientela anche tutti gli altri prodotti dell’alveare: polline, pappa reale pura (senza alcuna manipolazione termica), cera e propoli sottoforma di tintura madre o preparazioni per uso interno ed esterno, utili per il benessere delle vie respiratorie e per rinforzare le difese immunitarie dell’organismo. Abbiamo anche una linea di preparati, come il miele al tartufo, la nocciolata con il miele di acacia e una serie di confetture, ciascuna con un frutto abbinato a una tipologia di miele.
Proponiamo, inoltre, tisane e the a base di fiori, frutta e foglie essiccate, caramelle al miele (solo con ingredienti naturali) e una linea completa di apicosmetica, realizzata unicamente con i prodotti dei nostri alveari. In particolare, abbiamo prodotti per viso, corpo, mani e saponi vegetali, che si contraddistinguono non solo per le loro profumazioni persistenti ma anche per le proprietà benefiche per la pelle.
Quali pratiche adottate per la gestione degli alveari, la tutela delle api e il processo di lavorazione del miele?
Siamo molto attenti al benessere degli alveari. Del resto, siamo un’attività agricola zootecnica, quindi dalla salute e dal fitness produttivo dell’alveare dipende la capacità produttiva. Siamo particolarmente attenti ai luoghi in cui vengono dislocati gli alveari, prestiamo massima cura alla loro gestione primaverile ed estiva, con tecniche e pratiche ideate prevalentemente per preservare il benessere dell’allevamento.
Per quanto riguarda gli spostamenti, facciamo nomadismo su medio e lungo raggio, sempre durante le ore notturne, che sono le più fresche della giornata, per non compromettere la salute delle api. La nostra azienda spicca anche per la gestione delle patologie, grazie alla supervisione di tecnici specializzati a livello regionale e nazionale.
Relativamente al processo di lavorazione, il miele ha un peso specifico maggiore di tutte le impurità (prevalentemente frammenti di cera) che si accumulano durante la fase di produzione. Queste ultime vengono tutte in superficie e, a distanza di 20 giorni, vengono asportate manualmente, affinché il miele possa essere spillato e invasettato. Non c’è alcun passaggio ulteriore che possa alterare le caratteristiche naturali della materia prima. In realtà, nel nostro settore non c’è stata un’importante innovazione nel processo di lavorazione, ad eccezione della meccanizzazione di certe attività che, un tempo, erano effettuate manualmente.
La nostra azienda è particolarmente attenta anche all’esposizione termica del miele. Essendo un cattivo conduttore di calore, tale prodotto, se esposto a elevate temperature, si deteriora. Di conseguenza, tutte le fasi di lavorazione sono a freddo, compresa la premitura dell’opercolo per il recupero del miele residuo in esso contenuto. Quando il miele cristallizza, cioè si solidifica (si tratta di un fenomeno del tutto naturale), utilizziamo un macchinario che, in circa 18-20 ore e con estrema delicatezza e a temperature non superiori a 40 gradi, riporta il prodotto allo stato liquido. In casa, il consumatore può tranquillamente riprodurre tale procedimento mettendo il vasetto a bagnomaria per alcuni minuti, svitando la capsula di protezione. In questo modo, il miele ritorna allo stato liquido e non si rovina.
Ci sono certificazioni, progetti e riconoscimenti di cui siete particolarmente fieri?
Ogni anno, partecipiamo a diversi concorsi. Il più famoso è “Tre Gocce d’Oro – Grandi Mieli d’Italia”, già “Premio Giulio Piana”, ma siamo molto orgogliosi anche della presenza al “Campania Melix”, intitolato ad Alberto Martino. Nel tempo, abbiamo ottenuto tantissimi riconoscimenti: una, due e tre gocce d’oro per quanto riguarda il concorso di Castel San Pietro e quattro stelle al concorso “Campania Melix”.
Stiamo, inoltre, attendendo la certificazione SQNZ (Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia), a cui io stesso, in qualità di professionista e Presidente dell’UNAAPI (Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani), ho partecipato alla redazione del disciplinare. Si tratta di un riconoscimento fondamentale, perché vorremmo essere una delle prime aziende in Italia ad avvalerci di tale certificazione.
Avete in programma iniziative e quali sono i vostri piani futuri per sviluppo, innovazione e valorizzazione dei prodotti?

Cerchiamo sempre di diversificare la gamma delle attività dell’azienda. Siamo produttori primari ma, al tempo stesso, forniamo il servizio di impollinazioni su colture in campo aperto. Nell’ultimo quadriennio, anche grazie alla collaborazione quotidiana di mia moglie Rossella, abbiamo implementato il settore del vending, realizzando bomboniere, segnaposti e oggetti con i prodotti dell’alveare. Si tratta di una nicchia di mercato particolarmente interessante, che stiamo cercando di sviluppare. Abbiamo anche partecipato a importanti fiere nazionali sul vending, per spingere l’attività in tale direzione.
Siamo, inoltre, alla costante ricerca di pascoli per le nostre api, al fine di ampliare ulteriormente la gamma dei mieli. Tutti i prodotti che proponiamo alla nostra clientela sono di esclusiva produzione di Apicoltura Artemide. Stiamo, infine, attenzionando nuove postazioni per il trifoglio alessandrino, ma anche per colture primaverili, come il ciliegio e il mandorlo.
Ci tengo a sottolineare che gli apicoltori sono particolarmente esposti a una serie di variabili esterne che mettono in discussione il loro lavoro, come il cambiamento climatico e l’avvento delle monocolture agricole. Risulta, dunque, fondamentale la necessità di promuovere l’italianità del prodotto. I consumatori dovrebbero sempre leggere attentamente le etichette e comprare miele italiano, perché dietro ogni vasetto ci sono storie di famiglie, territori, sacrifici e passioni.









Miele artigianale e sostenibile: la secolare tradizione di Apicoltura Artemide