Nel cuore del centro di Cosenza, quello nuovo, tra boutique di abbigliamento del corso, la banca, i locali frequentati nella piazza principale, c’è una bottega che è lì dal 1977 e porta avanti l’arte vera della pelletteria artigianale a Cosenza: Piterà Pelletteria.
Fondata da Vincenzo Piterà, e oggi gestita insieme al figlio Francesco, questa impresa familiare è un simbolo di qualità, tradizione e creatività Made in Italy. Il papà Vincenzo ha ormai passato il testimone al figlio ma è sempre presente al suo fianco, nel lavoro quotidiano e soprattutto quando si tratta di raccontare la storia della loro azienda artigiana.
Ci incontriamo durante la pausa pranzo, perché il via vai dei clienti è continuo. Cerchiamo quindi un momento più tranquillo per raccontare -come merita- la nascita di questa bottega artigiana calabrese, la sua crescita negli anni e ora il suo futuro con il giovane figlio Francesco.
Signor Vincenzo, quando nasce Piterà Pelletteria e qual è la sua storia?
“L’azienda Piterà nasce nel 1977, quando io da ragazzo inizio a lavorare con i grandi pellettieri di Cosenza- esordisce Vincenzo Piterà-. In realtà lavoravo a Torino, in Fiat ma la catena di montaggio non mi dava quella soddisfazione che cercavo, perché il mio più grande desiderio è stato sempre quello di creare con le mani, di dare spazio alla creatività”.
Vincenzo, allora giovane artigiano, sceglie quindi di lasciare il lavoro in fabbrica a Torino per tornare nella sua città natale e dare spazio alla sua passione per la pelle e l’artigianato.
“Ecco allora che ho preso un anno di aspettativa e, tornato qui a Cosenza, insieme al mio principale dell’epoca, ho aperto questa piccola bottega che negli anni è andata sempre a migliorare, fino ad ottenere nel 2018 il riconoscimento di impresa storica del territorio, da parte della Camera di Commercio”.
In quale settore operate?
“Lavoriamo pelli 100% Made in Italy, che mi occupo personalmente di andare a scegliere ed acquistare, soprattutto in Toscana, centro storico della lavorazione del cuoio italiano -chiarisce Francesco Piterà-. Realizziamo circa 20-30 modelli di borse differenti, anche su misura, perché disegniamo personalmente il modello da ritagliare".
L’azienda opera nel settore della pelletteria artigianale Made in Italy, distinguendosi nel panorama della pelletteria artigianale a Cosenza per qualità dei materiali e lavorazione manuale.
"Offriamo la possibilità di abbinare il colore preferito dal cliente, grazie a una vasta scelta di oltre 100 colorazioni presenti nel nostro laboratorio e di personalizzare la borsa anche con le proprie iniziali”.
Cosa producete e qual è il prodotto di punta?

“Oltre alle borse, che sono molto richieste sul mercato, produciamo tutto ciò che appartiene al mondo dell’artigianato della pelle, come zainetti e portafogli, che esportiamo anche all’estero. E poi cinture e diversi accessori come i portachiavi, che vendiamo anche nei negozi sulla costa calabrese e che i turisti apprezzano in particolar modo”.
Il prodotto di punta? “Senza dubbio è la cintura -ci tiene a precisare papà Vincenzo, che è orgoglioso di mostrare i diversi passaggi della lavorazione di questo prodotto-. La cintura è composta da vari strati, viene scarnita ai lati, incollata, vulcanizzata e si crea un prodotto di alta qualità che andrà rifinito interamente a mano”.
Questa cintura rappresenta uno dei prodotti simbolo della pelletteria artigianale a Cosenza. “Si tratta di cuoio al 100%, non aggiungiamo salpa per creare lo spessore ed è per questo che oltre alla qualità dell’accessorio, la durata nel tempo diventa uno dei suoi più grandi punti di forza”.
Utilizzate metodi di lavorazione particolari? Quali sono le diverse fasi del lavoro?

La lavorazione in laboratorio segue passaggi tradizionali dell’artigianato della pelle.
“Nel momento in cui arriva la pelle in laboratorio, inizia la fase in cui si taglia in base al modello da realizzare” -spiega Francesco Piterà-. La pelle allora viene scarnita (quindi assottigliata per renderla più flessibile e per essere rifinita), incollata e vulcanizzata (quindi ripristinata in superficie, per ritrovare il suo aspetto e la sua elasticità) e cucita. La colorazione laterale e le rifiniture si fanno interamente a mano, prodotto dopo prodotto”.
Questo approccio rende la bottega un punto di riferimento non solo per la produzione, ma anche per la riparazione nella pelletteria artigianale a Cosenza.
“Siamo in grado di trattare sia il materiale che la rifinitura, ridando vita all’originale, senza errori e senza sbavature. Siamo l’unico centro assistenza in Calabria quale riferimento di grossi brand, da Samsonite a Ducato, a The Bridge”.
Quali sono i vostri progetti futuri e il valore dell’artigianato oggi?
“Il nostro progetto immediato per il futuro è di ingrandire la nostra sede qui a Cosenza ma con l’obiettivo di aprire altre sedi in Calabria e nel resto d’Italia. L' e-commerce presenta tutti i nostri prodotti nel dettaglio e a un ottimo rapporto qualità/prezzo. Riceviamo molte richieste da parte di negozianti americani ad esempio che vorrebbero rivendere i nostri accessori artigianali 100% Made in Italy, quindi l’esportazione resta a oggi uno dei nostri traguardi principali da raggiungere”.
“In Italia purtroppo tanti di questi antichi mestieri sono scomparsi, a causa della produzione di massa -ci tiene a precisare papà Vincenzo-. La speranza è che quindi giovani come mio figlio possano tramandare il lavoro dei padri e dei nonni, che altrimenti è destinato a sparire nel nulla. L’auspicio è che le istituzioni facciano sempre di più per salvaguardare questa risorsa, in primis come capitale umano, al centro delle relazioni cittadine tra persone, prima ancora che clienti, e poi come commercio, con meno tasse e più sovvenzioni”.



Piterà 1977: l’arte della pelletteria artigianale che batte nel cuore di Cosenza