Sartoria Antonelli, eleganza e tradizione nel solco dell'antica scuola sartoriale partenopea

Articolo di Sergio Cimmino

La città di Napoli, meraviglioso teatro di storia secolare, è celebre in tutto il mondo per la sua antichissima arte della lavorazione dei tessuti. Le sue origini risalgono all'anno 1351, con la nascita delle prime botteghe artigiane. I primi capi lavorati manualmente diedero vita al celebre taglio partenopeo, recuperato poi negli anni 30' da maestri del calibro di Vincenzo Antonini e Gennaro Rubinacci. La sartoria Antonelli, tra le più prestigiose in città, nasce nel 1984. Un percorso fatto di arte, tradizione, ma anche sacrificio e passione. Nel laboratorio di Via dei Mille, che taglia a metà il quartiere di Chiaia, si respira, tra storia ed eleganza, l'antico profumo della sartoria napoletana. I metodi, le tecniche e il taglio esclusivamente su tessuto, sembrano essersi cristallizzate nel tempo, regalando uno scrigno fatto di colori e raffinatezza. Un laboratorio di eccellenze, riconosciuto in tutto il mondo, vanto del marchio sartoriale partenopeo.

Come è nato il vostro laboratorio?

"La mia sartoria nasce nel 1984 a Napoli, nel quartiere Montesanto. Io sono un figlio d'arte, mia madre era sarta al Teatro San Carlo di Napoli e, grazie al suo estro e all'estrema dedizione, ha saputo trasmettermi questa passione artigianale. Dopo aver lavorato dai dodici ai ventotto anni per vari laboratori partenopei, ho avuto modo di creare il marchio sartoriale Antonelli. La gavetta è stata sicuramente molto lunga, dopo l'esperienza di crescita, solo dopo l'età di quarant'anni, sono arrivate le prime soddisfazioni. Il percorso è stato certamente difficoltoso, sia nella fase di affermazione che di credibilità, ma anche degli iniziali investimenti. Tutto è frutto di grandi sacrifici, partendo da una bottega di soli 10 mq, siamo arrivati alla maison di Via Dei Mille 40. Grazie alla voglia di fare e alla costanza nel crederci possiamo dire che nei nostri laboratori ci sarà sempre la massima

attenzione versi i clienti."

Quali sono le caratteristiche che vi contraddistinguono?

"Il lavoro di sartoria ha origini molte antiche, si abbraccia ai vecchi mestieri artigianali. La città di Napoli ha una tradizione sartoriale risalente al 1351 ed è stata riconosciuta come tra le prime al mondo. Cenni storici ci parlano delle prime botteghe nella zona di Sant'Eligio al Mercato. Nelle nostre tecniche cerchiamo di mantenere intatte le stesse caratteristiche di lavorazione della manualità partenopea, rifatte poi negli anni 30' da Vincenzo Antonini e Gennaro Rubinacci. La nostra filosofia si concentra esclusivamente sulla persona, partendo dalle misure, dal taglio direttamente sul tessuto, dalla creazione del modello concordato con il cliente, il tutto elaborato manualmente con soli tre passaggi a macchina."

Quali sono le qualità di stoffe che andate a utilizzare nelle fasi di lavorazione manuale?

"Usiamo esclusivamente materiali di altissima qualità che devono rispecchiare la passione e l'arte di chi la lavora. Le aziende con cui collaboriamo sono tra le più importanti al mondo.  Utilizziamo come materie principali i cotoni, lane, lane di Tasmania, cashmere, tessuti che vengono lavorati come un tempo e un ferro a secco dal peso di 7.5 Kg. Questo ci permette poi di confezionarlo manualmente, nel solco della antica tradizione napoletana."

Quale target di clientela si rivolge alla vostra sartoria?

"Le persone che si avvicinano alla nostra sartoria sono di alto ceto sociale. Oltre questo però, possiamo affermare che sono sicuramente appassionati ed amanti del buon vestire e dell'eleganza, amanti della sartoria e del taglio napoletano. Molte persone celebri, del settore della moda, amano anche la celebre “manica partenopea”. Il messaggio che riusciamo a trasmettere è che il nostro è un laboratorio con “vista sul mondo” e con una clientela proveniente dall'Europa, dall'America e dall'Asia. Sicuramente è motivo di vanto che il marchio sartoriale partenopeo venga riconosciuto a livello globale."

Nel prossimo futuro, quali sono i progetti in cantiere per il vostro laboratorio?​

"Abbiamo dei progetti in cantiere e speriamo anche nel contributo delle nuove generazioni. Purtroppo attualmente, c'è mancanza di manodopera giovane ed in pochi si avvicinano al mondo sartoriale. Alcune responsabilità vanno ricercate anche nella politica, che tende a distruggere una fetta di artigianalità italiana e che dovrebbe invece incentivare anche chi vuole intraprendere una carriera nel nostro settore. 

Noi siamo sempre attivi nella fase di recruitment, facendo da ponte a chi è in cerca di nuove opportunità. Bisogna sempre lavorare e impegnarsi aiutando i nostri ragazzi. Ad esempio abbiamo riavviato il progetto della “Confraternita dei Sartori”, sostenendo gratuitamente, con dei corsi laboratoriali, chi ha voglia e passione lavorativa. Da parte nostra c'è certamente l'appoggio strutturale e formativo per chi è interessato, ma sul lato economico, purtroppo è proibitivo e impensabile sostenere l'intero processo."


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