Situata sulle dolci e scenografiche colline di Luogosano, nel cuore dell'Irpinia, la Tenuta Cavalier Pepe risalta per tradizione e innovazione nel settore enologico italiano e mondiale. Che l’azienda sia una realtà imprenditoriale all’avanguardia, dinamica e dal marcato spirito internazionale lo si percepisce sin dal primo istante, grazie all’accoglienza che la titolare, Milena Pepe, riserva a ogni ospite.
Milena ci ha raccontato con entusiasmo e profonda commozione la lunga storia della Tenuta: un percorso fondato sulla famiglia, l’amore per il prossimo e il senso di appartenenza territoriale. Sono questi i valori che le hanno permesso, sin da giovanissima, di superare le difficoltà e navigare con successo tra le tortuose acque della burocrazia italiana e della legislazione vitivinicola.
La sua missione è la protezione delle “zone vocate”, della tipicità dei vitigni autoctoni e della biodiversità. Per Milena, la tutela del territorio non è una strategia di marketing, ma uno strumento necessario per preservare le eccellenze locali.
Come nasce la Tenuta Cavalier Pepe e quali sono i valori che ispirano la vostra attività?
La Tenuta nasce tra le colline di Luogosano, Sant’Angelo all’Esca e Taurasi, grazie alla visione di mio padre, Angelo Pepe. Da giovane lasciò l'Irpinia alla volta del Belgio, per approfondire gli studi universitari in linguistica, rimanendovi per amore e avviando una vincente e apprezzata carriera nel settore della ristorazione.
La lontananza dai fratelli e il richiamo della terra natia, tuttavia, spinsero mio padre a creare una realtà anche in Irpinia; così, negli anni ’90, iniziò a curare i vigneti preesistenti appartenuti ai nonni e a piantarne di nuovi. È stato lui a trasmettermi l’immensa passione per questo lavoro. Dopo aver studiato Marketing e Management, con Master in Marketing del Vino, in Olanda e in Belgio, e dopo aver approfondito gli insegnamenti di viticoltura ed enologia in Francia, in Borgogna e a Suze-la-Rousse, nel 2005, forte delle conoscenze acquisite con l’esperienza lavorativa presso rinomate realtà d’Oltralpe, torno in Irpinia, per occuparmi, a soli 25 anni, dei terreni di famiglia, insieme agli zii e ai cugini, affiancata da un enologo di Taurasi.
Da allora, mi impegno ogni giorno con responsabilità per tenere vivo il sistema valoriale che abbiamo posto alla base dell’azienda: qualità, passione per la terra, rispetto per l’ambiente, sostenibilità. Il fine ultimo è la produzione di vini che esaltino il terroir unico dell’Irpinia e che offrano un’esperienza autentica e di eccellenza.
Quali sono le tappe più significative che hanno reso la Tenuta un punto di riferimento internazionale?

Un momento indelebile è stato, nel 1998, il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti lavorativi a mio padre, da parte del Presidente Oscar Luigi Scalfaro. Tale riconoscimento ha rafforzato il legame della famiglia con le proprie origini.
Negli anni, la ristrutturazione dei vigneti e la creazione di una solida rete commerciale (con agenti che collaborano con l’azienda da oltre venti anni) hanno rappresentato un elemento indispensabile del nostro successo. Fondamentale è la presenza costante agli eventi nazionali e internazionali, come Vinitaly e Wine Paris & Vinexpo, oltre all’associazionismo, visto che faccio parte di Donne del Vino. Numerose sono le gratificazioni collezionate negli anni, come la nomina nella Top 100 del World’s Best Vineyards e il premio al “Miglior Vino Rosso d’Italia 2020” per la Loggia Del Cavaliere Taurasi Riserva DOCG.
Oggi la Tenuta Cavalier Pepe si struttura come un complesso autonomo con cantina, azienda vitivinicola, ristorante panoramico e camere per ospiti. La crescita è costante: conta più di 70 ettari di vigneti e 12 di oliveti, con una produzione di oltre 500.000 bottiglie all’anno e una forte presenza internazionale, in Europa, Canada, Stati Uniti e Brasile.
Cosa rende i vostri prodotti unici e ricercati in Italia e all’Estero?
Produciamo diverse denominazioni irpine: Taurasi DOCG, Greco di Tufo DOCG, Fiano di Avellino DOCG e Coda di Volpe DOC. Vini rossi, bianchi e rosati, spumanti, un vino passito e un olio extravergine di oliva, apprezzati sul mercato nazionale e internazionale. I nostri prodotti sono particolarmente amati per l’equilibrio tra acidità e alcool, la grande persistenza e l’intensità, che consentono di percepire nel bicchiere la mineralità e la sapidità che contraddistinguono le uve dell’Irpinia.
Sono vini “gastronomici”, che fanno salivare e stuzzicano l’appetito; sono perfetti se accompagnati a piatti locali, formaggi stagionati, salumi, carni e paste fatte in casa, ma si prestano anche a combinazioni più creative con cucina extraregionale o etnica. Ciò che li rende unici è la combinazione tra la qualità delle uve, la gestione sostenibile dei vigneti, la selezione massale e le pratiche innovative, come l’agricoltura di precisione e la cura dei processi in cantina.
Come si svolge la lavorazione delle uve, dalla vendemmia
all’imbottigliamento, e quali tecniche vengono utilizzate?
Tutto parte dalla scelta attenta delle piante per la selezione massale, per garantire longevità alle viti, impiantare nuovi vigneti con le migliori piante autoctone e incrementare la complessità aromatica dei prodotti. Poi avviene la potatura, nei mesi invernali, che assicura la crescita della vigna in primavera.
La vendemmia è rigorosamente manuale in bins. In cantina gli interventi sono ridotti al minimo, per rispettare la naturale evoluzione del vino: la vinificazione avviene in vasche d’acciaio, mentre l’affinamento in botti, anfore e, poi, in cemento. L’ultimo step è l’imbottigliamento. L’agricoltura di precisione, tramite sensori ecocompatibili, centraline meteo e metodi naturali come il sovescio, consente una gestione sostenibile e più efficiente dei vigneti, riducendo l’uso di fitofarmaci e preservando la biodiversità. L’intero processo, dalla vigna alla bottiglia, è guidato da una filosofia di sostenibilità, qualità e rispetto per il territorio. Insomma, seguiamo il principio secondo il quale “il vino si fa in vigna”.
Quali sono gli obiettivi futuri e i prossimi eventi in programma?
Stiamo ampliando la cantina, per preparare lo spazio per lo spumante metodo classico “Oro Classico” di Fiano, Falanghina e Coda di Volpe. Stiamo, inoltre, promuovendo un prodotto molto innovativo, il “Rossochiaro”, un vino rosso leggero e fruttato, da bere fresco, a 10 °C. L'etichetta termosensibile segnala quando ha raggiunto la giusta temperatura, perché appare evidente la scritta “PRONTO & PERFECTLY CHILLED”.
Rinnoveremo anche il settore dell’accoglienza delle uve e ci concentreremo sull’enoturismo, con degustazioni guidate, esperienze gastronomiche e visite ai vigneti, alla cantina e al ristorante panoramico, continuando a proporre eventi che celebrano la cultura, la qualità e le eccellenze del territorio. Sono in calendario appuntamenti fissi con il Movimento Turismo del Vino, come Cantine Aperte e Calici Di Stelle, e gli iconici format Un Giorno in Irpinia, un Giorno in Vendemmia, la Raccolta delle Olive e gli Atelier del Gusto. Questi ultimi verranno organizzati tutto l’anno con docenti esperti, per valorizzare anche altri prodotti gastronomici irpini, come i formaggi, il tartufo, l’olio extra vergine, il cioccolato, fino alla raccolta della lavanda.

