Terre Pompeiane: la storia del Babà Re e dei liquori artigianali

Articolo di Sergio Cimmino

Nel panorama del Made in Italy, ci sono storie che profumano di territorio e passione. Il liquorificio Terre Pompeiane racconta un percorso nato sotto lo storico campanile di Pompei, dove il nonno di Vincenzo Avitabile realizzò il sogno di creare una bibita artigianale allora conosciuta come "soda".

Da quel piccolo chiosco, passando per una storica fabbrica di bibite, oggi quell'esperienza "in bianco e nero" si è evoluta in un marchio riconosciuto in tutta la Campania. È la sintesi perfetta tra tradizione familiare e innovazione contemporanea.

Il seme piantato decenni fa ha trovato nuova linfa nella dedizione di Vincenzo Avitabile, imprenditore che nel 2003 ha dato vita al brand Terre Pompeiane. Dopo aver consolidato una gamma di eccellenze — dal limoncello al finocchietto, fino alle vellutate creme di frutta — Avitabile ha firmato una creazione rivoluzionaria: Babà Re.

Non si tratta di un semplice liquore, ma di una filosofia: regalare l'emozione del classico dolce partenopeo in forma liquida. Un distillato di altissima qualità arricchito da piccoli pezzi di babà, capace di unire l'eredità del passato alle tendenze del futuro.

Come nasce il liquorificio Terre Pompeiane?

"Sono Vincenzo Avitabile, titolare del liquorificio artigianale Terre Pompeiane. Il nostro brand nasce ufficialmente nel 2003, ma le radici affondano nel primo dopoguerra. Fu mio nonno a inaugurare questa storia, aprendo un chioschetto di bibite all'ombra del campanile di Pompei. La passione per il mondo dei liquori e dei soft drink è scritta nel nostro DNA. Prima di fondare il marchio attuale, ho maturato esperienza con l'apertura dei locali Noenemy Pub e Garden, cercando sempre di proporre un prodotto artigianale che rispettasse il passato con un tocco di innovazione."

Uomo che mantiene un seccio pieno di limoni


Ci parli della vostra linea di liquori artigianali?

Uomo che guarda sotto macchinario per produzione liquori

"Dopo una fase iniziale dedicata ai soft drink, abbiamo ampliato la gamma degli alcolici. Il capostipite è stato il nostro Limoncello, realizzato esclusivamente con limoni selezionati della penisola sorrentina e amalfitana. Successivamente, la produzione si è arricchita con liquori alla mela annurca, al finocchietto e creme vellutate al melone, pesca e banana, oltre a numerose edizioni tematiche."

Com'è nata l'idea rivoluzionaria del Babà Re? 


"Volevamo un prodotto esclusivo che identificasse il nostro territorio in modo unico. L'idea di Babà Re è nata durante un assaggio a Napoli: assaporando un babà tradizionale, sono rimasto folgorato dall'importanza del rum. La mia intuizione è stata quella di esaltare l'anima del dolce, concentrandomi non sull'impasto, ma sul liquido che lo caratterizza. Abbiamo creato un liquore a base di rum pregiato, che contiene al suo interno piccoli pezzi di dolce solidificato. È un'esperienza sensoriale completa."


Qual è il vostro target e dove troviamo le vostre creazioni?

"Ci rivolgiamo a un pubblico che cerca l'alta artigianalità. I nostri partner sono enoteche, boutique gastronomiche, caseifici e macellerie d'eccellenza. Le nostre bottiglie sono molto richieste anche come cadeaux e bomboniere ricercate. Inoltre, offriamo un format per il catering: un angolo degustazione Babà Re per cerimonie, dove gli ospiti possono vivere l'esperienza del dolce napoletano in versione liquida."

Uomo che mantiene bottiglia di liquore al babaà


Quali sono i progetti futuri per Terre Pompeiane?


"L'azienda ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali e siamo stati presenti in diverse ambasciate come rappresentanti del gusto italiano. La nostra filosofia resterà legata alla lavorazione artigianale. Per il futuro, stiamo già studiando nuovi ampliamenti per la linea Babà Re e altre creazioni innovative che celebrino la cultura e i sapori della Campania."




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