Arte & Cera, quando la cera si opera d’arte

Articolo di Maria Orlandi

Benvenuto nella nostra WebTV!

Entra nel mondo di Giacomo e guarda la nostra video intervista a Arte & cera sulla nostra WebTV!

Scopri di più

Ogni arte ha i suoi segreti e ogni artigiano la sua storia e quella di Giacomo Sabatini ha “letteralmente” avuto inizio con alcuni schizzi realizzati per caso e diventati poi onnipresenti nel suo lavoro quotidiano. Un’immagine, quella degli uomini candela, che ha poi tramutato in piccole opere d’arte in cera che hanno dato il via ad una lunga carriera come modellatore di candele artistiche.

Giacomo, raccontaci la tua storia e come sei diventato un artigiano della cera.

Mi sono diplomato all’Accademia di Belle Arti con un diploma in pittura, un titolo di studio che all’epoca, purtroppo, non garantiva alcuna qualifica o carriera. Mentre cercavo di capire cosa fare, mi ricordai di alcuni disegni realizzati a tempo perso, schizzi che avevano come oggetto degli uomini candela, tracciati con la biro un po’ ovunque. Pensai dunque di utilizzare quelle figure antropomorfe per creare delle piccole sculture che potessero essere riprodotte in serie e avessero quindi un costo accessibile a tutti.  

Come hai trasformato quegli schizzi in candele?

Da uno di questi disegni ho realizzato un modello in ceramica con il quale ho poi plasmato il primo stampo. C’è da dire, però, che diversamente da oggi che basta accedere a Internet per trovare tutorial che ti spiegano come fare qualunque cosa, venti anni fa era invece molto difficile reperire informazioni su come realizzare uno stampo. Comunque, nonostante le difficoltà iniziali, sono poi riuscito a realizzare questo primo stampo bivalve: due sezioni in silicone, materiale morbido che consente l’estrazione della candela senza rovinarla e all’interno delle quali viene fatta colare la cera, e poi c'è la parte rigida di gesso che serve per tenere il in forma il silicone. Ricordo che quando riuscii a realizzare la mia prima candela mi sentii come se fossi arrivato sulla Luna. È stato un traguardo che ha segnato un inizio importante, al quale sono seguite tante altre ideazioni.


Quali cere utilizzi per le tue creazioni?

Talvolta avviene che in negozio entri qualche cliente in cerca di candele realizzate in cera pura. Questa richiesta mi fa sempre un po’ sorridere, perché, in realtà, esistono tanti materiali che si comportano come cere, materiali di origine e natura diversa come la cera d’api, che è la più famosa e che, a differenza delle altre cere, ha un suo colore difficile da cambiare oltre che una profumazione molto gradevole. Poi ci sono miscele di cere a base naturale con cui di solito realizzo le cup candle, che sono le candele nei contenitori per interni, ci sono le cere meno raffinate utilizzate per le padelle romane, solitamente destinate ad un uso esterno, ragione per cui la produzione di un po’ più di fumo non crea problemi. C’è la paraffina, che forse è la più diffusa, e che tra le altre cose si differenzia in base alla temperatura di fusione. E, a proposito di paraffina, occorre precisare che ne esistono anche di diversi gradi di raffinazione. Quella che utilizzo io è la cosiddetta fully refined, cioè una paraffina completamente raffinata, con un residuo di olio inferiore allo 0,5%. Naturalmente, producendo prevalentemente candele decorative destinate alle case dei miei clienti, è imprescindibile per me utilizzare la paraffina più raffinata presente sul mercato. 

Quali tecniche di lavorazione usi?

Le tecniche di lavorazione della cera possono essere molto diverse tra di loro. In generale, però, soprattutto quando si lavorano cere naturali, si utilizza la colata: ovvero, si cola la cera negli stampi. Quindi prima di tutto si prendono le varie componenti da fondere, come ad esempio la paraffina, poi in base al peso si aggiungono in percentuale la stearina che serve ad opacizzare la candela e il colorante. L’insieme viene fuso e una volta che la cera è liquida si cola all’interno degli stampi. Naturalmente esistono tantissimi tipi di stampi, ma in generale deve essere un contenitore resistente al calore e dal quale poi sia facile estrarre il pezzo. Ci sono stampi in gomma silicone, stampi in PVC, in alluminio, in policarbonato. Una volta che la cera all’interno dello stampo si è solidificata e raffreddata completamente possiamo estrarla. A questo punto la candela è ancora ad uno stato grezzo, per cui è necessario rifinirne i bordi con un taglierino o altri strumenti da intaglio e poi pulirla con l’aiuto della fiamma, per eliminare tutti i residui e omogeneizzare la superficie. Infine si taglia lo stoppino e la candela è pronta per essere messa in vendita.


Ti diverti ancora nel tuo lavoro?

Sì, assolutamente. Infatti, oltre al normale lavoro di tutti i giorni, ogni tanto mi diverto ancora ad inventare. Ad esempio, la mia ultima creazione è una candela composta da più candele assemblate l’una con l’altra. Sono mattoncini di cera che possono essere sovrapposti in composizioni libere. Per fare in modo che le candele si incastrino ho realizzato un piccolo foro in corrispondenza dello stoppino della candela inferiore. Questo è un piccolo esperimento ludico che forse mi fa tornare a quando da bambino giocavo con le costruzioni.


Paralumi L.A.R., lavorazione artigianale per l’arredamento
Articolo di Francesco Fravolini