Nel cuore d’Italia, culla dell’artigianato e del Made in Italy, tra il profumo della pelle e il fascino immortale della carta, prende forma una storia che parla di creatività e manifattura consapevole. A Spoleto Giuliano Foca ha fondato “Opera Lenta”, un laboratorio di legatoria artigianale e lavorazione della pelle nato come approdo di un percorso lungo quasi vent’anni, fatto di bottega, sperimentazione, personalizzazione e profondo rispetto per il libro inteso come oggetto multisensoriale, custode di passato e futuro. Opera Lenta non è soltanto un nome: è una dichiarazione di intenti. In un’epoca dominata dalla produzione industriale e dalla velocità, Giuliano ha scelto di fare del tempo la propria materia prima. Tra pelli a concia vegetale, colle viniliche e tecniche tramandate dalla tradizione, nel pieno rispetto della salute e dell’ambiente, questo laboratorio artigianale interpreta il valore più autentico dell’artigianato italiano contemporaneo, mettendo la qualità e il processo creativo al centro di ogni progetto.
Ogni taccuino artigianale, agenda in pelle o complemento d’arredo nasce da un dialogo diretto con il cliente, che diventa parte attiva del percorso creativo. Dalla formazione vissuta in bottega fino alle sperimentazioni nel design e negli accessori per il mondo del vino, Opera Lenta è oggi uno spazio aperto di scoperta e apprendimento: un luogo di workshop, contaminazioni e collaborazioni tra mestieri, a testimonianza di come la legatoria artigianale possa evolversi senza perdere il legame con la tradizione. Perché è proprio in un tempo che va veloce che l’Opera Lenta dell’artigianato si fa vera rivoluzione.
Ciao Giuliano, raccontami di te e della tua "Opera Lenta"
Opera Lenta è un laboratorio di legatoria artigianale e lavorazione artigianale della pelle. Il nome nasce da due pensieri che mi accompagnavano quando ho iniziato questa avventura. Il primo è semplice: per fare bene le cose ci vuole tempo. Utilizzo pelle a concia vegetale, lavorata con tannini naturali, e colle viniliche, evitando siliconi, per tutelare la mia salute e quella dei miei clienti. Sono materiali che richiedono attenzione e rispetto dei tempi di lavorazione.
Il tempo, però, non è solo un elemento tecnico: è parte integrante del processo creativo. Amo coinvolgere i clienti nella personalizzazione dei prodotti in pelle, stimolarli nella scelta di forme, colori e dettagli, fino a realizzare oggetti unici e su misura. Opera Lenta è, prima di tutto, il tempo di creare.
Il secondo motivo è personale. Sono nato e cresciuto a Roma e ho vissuto a Perugia, ma sentivo il bisogno di rallentare il ritmo della mia vita. Cercavo un luogo immerso nel verde che mi permettesse di lavorare con la calma tipica delle città più piccole, e Spoleto è diventata la mia dimensione ideale.
Com'è iniziata la tua storia di artigiano?

Ho iniziato quasi vent’anni fa. Il desiderio era quello di fare con le mani, una vocazione che sentivo fin da bambino. La pelle mi ha trovato e, in qualche modo, stregato, forse anche per il suo odore inconfondibile.
Sono entrato in bottega, come si faceva una volta, imparando gradualmente tecniche e segreti della lavorazione artigianale della pelle e scoprendone l’infinito potenziale creativo. Pelle e carta sono materiali naturali, vivi, che cambiano nel tempo e permettono un dialogo continuo con la manualità e con la ricerca estetica.
Poi è nata la passione per il libro: un oggetto che racchiude storia, memoria e identità. Ho cercato di declinare questa visione in chiave contemporanea, perché il libro non è solo scrittura e carta, ma anche esperienza multisensoriale. Il tatto, l’olfatto, la matericità: aspetti che ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta nella vita e che la legatoria artigianale può valorizzare.
Cosa realizzi oggi con carta e pelle?
Realizzo molte cose, seguendo il mio sentire ma restando aperto a idee e collaborazioni. Taccuini artigianali, agende in pelle fatte a mano, gioielli in pelle, rilegature in chiave moderna — non mi occupo di restauro, a ognuno il suo mestiere — tutto personalizzato o personalizzabile secondo le esigenze del cliente.
Negli ultimi tempi sto esplorando anche il mondo del design e dei complementi d’arredo in pelle. Mi ha sempre affascinato creare forme e strutture nuove. Credo che gli spazi in cui viviamo debbano rispecchiare il nostro sentire e contribuire al benessere quotidiano. La pelle, per la sua versatilità, si presta a molte applicazioni: da un porta-pianta da parete a pannelli decorativi, fino a piccoli oggetti capaci di caratterizzare uno spazio.
Sto lavorando anche con il mondo del vino, realizzando shopper per bottiglie, segnabicchieri e sottobicchieri in pelle artigianali. Collaborare con realtà diverse è fondamentale: noi artigiani rischiamo di restare chiusi nel nostro laboratorio artigianale, mentre il confronto con altri settori apre nuove prospettive e rafforza il valore del Made in Italy.
Come si svolgono le tue lavorazioni?
Il mondo della lavorazione della pelle è estremamente ampio. Io utilizzo la concia vegetale, realizzata con tannini naturali, come da tradizione. Questo mi consente di applicare tecniche apprese in bottega e di mantenere un approccio sostenibile e coerente con l’artigianato italiano di qualità.
Le colorazioni vengono eseguite a mano, con la tecnica della tamponatura, attraverso spugnature successive. Per un libro artigianale, ad esempio, si crea prima la cartella: l’anima in cartone viene rivestita in pelle e poi arricchita, se richiesto, con decorazioni impresse a caldo o disegnate a mano.
Per gli accessori utilizzo strumenti diversi, dalle macchine da cucire alle taglierine professionali. Quando le persone entrano nel laboratorio, mi piace raccontare il processo produttivo della legatoria artigianale. Voglio che sia uno spazio aperto, dove si possano scoprire tecniche tradizionali e comprendere il valore della manualità. In Italia parliamo spesso di artigianato, ma talvolta dimentichiamo che esistono ancora realtà che lo praticano con grande responsabilità.
Per questo organizzo workshop di legatoria artigianale e corsi di rilegatura di diversa “grammatura”, proprio come la carta, per avvicinare le persone alla cultura del libro fatto a mano.
Progetti per il futuro?
Nel breve periodo, ad aprile, riaprirò il temporary store nel centro storico di Spoleto: è una vetrina importante per incontrare una clientela eterogenea e comprendere desideri e gusti di chi visita il laboratorio.
A maggio parteciperò a un evento a Villa Fidelia, a Spello, e sto lavorando per organizzare un appuntamento nel Nord Italia. Cerco sempre di portare il mio laboratorio artigianale fuori dall’Umbria almeno un paio di volte l’anno.
L’obiettivo più importante, però, è far crescere Opera Lenta coinvolgendo una persona che possa condividere con me questo progetto di legatoria artigianale e lavorazione della pelle, sviluppandolo con entusiasmo, competenza e passione per il Made in Italy.




