L’Opificio Lauchli è un laboratorio creativo artigianale
Articolo di Francesco Fravolini

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L’Opificio Lauchli è un progetto voluto da Antonella Gnetti. È un laboratorio creativo dove si realizzano creazioni dal taglio artigianale e sartoriale soltanto dopo un'attenta analisi dello spazio nel quale saranno ospitate, senza tralasciare le necessità pratiche ed estetiche del cliente. La scelta dei materiali, delle texture e dei colori accende la realizzazione del progetto. Stiamo parlando del lavoro che comincia dall’ideazione e finisce con la realizzazione di mobili su misura e complementi d’arredo, decorazioni d’interni e trasformazione di vecchi arredi in oggetti di design, per case private e luoghi pubblici. Opificio Lauchli nasce in un’oasi verde in mezzo alla città di Roma, in via Cassia Nuova 101. Ed è proprio in questo luogo che la progettazione, l'immaginazione e l'esperienza prendono spunto dalla natura, dall’opera dell’uomo, dall’arte in ogni sua forma.

Antonella, perché nasce Opificio Lauchli?

«L’Opificio nasce nel 2018 dopo aver lavorato insieme ad altre due colleghe per diversi anni sempre nell’ambito dell’arredamento, della realizzazione di mobili di artigianato, su misura, di diversi materiali: la resina, la pelle, il legno e il ferro. Dopo un po’ di anni trascorsi lavorare insieme, ognuno ha preso la sua strada per svariati motivi. A questo punto mi sono trasferita in questo casale in mezzo al verde, che era una fonte di ispirazione quotidiana per la luce, per la natura, per i colori, proseguendo da sola il mio percorso lavorativo. Questo lavoro mi ha regalato tantissime soddisfazioni perché è ricco di creatività: la mattina mi sveglio e penso a cosa posso creare, inventare piuttosto che incontrare clienti e con loro creare oggetti di arredamento ad hoc, su progetto ex novo, con materiali che più preferiscono. Durante gli anni i materiali che abbiamo utilizzato prevalentemente sono la resina, che è bellissima perché può assumere tante forme diverse, moltissime colorazioni ed è resistente. Per queste sue caratteristiche si adatta sia al complemento d’arredo sia al mobile».     


Cosa significa decorare e trasformare un mobile antico?

«Nasce da una passione sin da quando ero bambina perché ho sempre disegnato e ho amato vedere le figure, vedere i quadri, le sculture, creare con le mie mani, dare forme nuove a oggetti già esistenti. È sempre stata un po’ la mia inclinazione. Come formazione sono laureata in economia e commercio e illustratrice. Per diversi anni ho lavorato nel mondo dell’editoria realizzando illustrazioni per riviste e libri. Dopodiché mi sono approcciata a questo lavoro più di arredamento, di design, che era sempre stata una grandissima passione. A questo punto abbiamo iniziato a produrre mobili con altre due colleghe usando le nostre mani. Questo ci consentiva di conferire a ogni oggetto, a ogni mobile una nuova veste, con diverse decorazioni che potevano essere più geometriche, più floreali, usando diversi materiali, accostando svariate tonalità di colori per trasformare l’oggetto in una nuova realtà produttiva, la quale doveva avere un sapore più moderno per certe situazioni o addirittura più classico e più antico per altre. È un aspetto molto importante perché la decorazione dà il carattere agli oggetti. Potremmo dire che è possibile conferire personalità a un tavolo, a un comodino, a una sedia che eravamo abituati a vedere in un certo modo, mentre invece rinascono perché è una vera e propria una nuova vita dell’oggetto».                  

Quale lavorazione preferisce?

«Quella della resina perché è un materiale che si plasma facilmente, prende diverse forme e quindi si adatta a tantissime superfici: sia murarie sia legno e anche il ferro. Per questo motivo consente di trasformare tantissime cose. È una lavorazione un po’ lunga perché richiede dei tempi, prima su tutti l’amalgama della pasta che viene lavorata. È necessario avere alcune forme da elaborare soprattutto quando si vuole decorare con dei disegni, con delle figure. Bisogna fare prima una specie di maschera che poi viene utilizzata per dare le forme richieste. Dopodiché ci sono i tempi di asciugatura, poi viene dipinto, poi mi diverto a pigmentarlo con metalli di argento, oro, bronzo. Ed è del tutto evidente che questi oggetti, di conseguenza, prendono delle luci particolari, delle sfumature diverse. Ecco, questa è una lavorazione che mi caratterizza prevalentemente. Al di là di questo tipo di lavorazione ce ne sono molte altre: spesso si tratta soltanto di dipingere semplicemente un oggetto, di laccarla, di rivestire con la pelle e quindi passiamo a colle, pellami e quindi ad altri materiali».     


Come intervenire sul design?

«Conferire una personalizzazione a un oggetto. Il design è una disciplina che unisce praticità ed estetica. E questo è l’obiettivo del mio lavoro: dare ad ogni cosa una sua funzione ma rispondere a dei criteri di estetica, che devono sposarsi con tutto il resto dell’abitazione nel quale il mobile viene inserito. Per arrivare a questo livello mi confronto sempre con il cliente e quindi con lui riesco ad arrivare a una soluzione, dopo aver visto la situazione dove il mobile deve essere collocato. È importante osservare anche la personalità del committente. Ecco, dall’unione delle mie idee e delle sue esigenze nasce il progetto che deve essere particolare e originale, perché il cliente che viene da me desidera un mobile diverso da quello che trova in commercio: vuole un oggetto che magari gli ricordi specifiche situazioni, dei viaggi, e che sia molto personale. Questa è una caratteristica che nel design di oggi si trova meno perché spesso tendiamo tutti a desiderare l’oggetto con il design del momento che invece deriva da una produzione di serie, da una produzione di fabbrica. Ecco, questo è il mio intervento nel design».       

Progetti futuri?

«Estendere l’opificio attuale. Fino a oggi nell’opificio sono stati creati mobili su misura e complementi di arredo particolari e originali. Sempre più spesso mi sono trovata in situazioni in cui la richiesta si allargava al design degli interni, quindi all’arredamento, scelta dei colori delle pareti. Per questo motivo l’opificio lo vedo proiettarsi nel futuro verso un panorama più ampio dove non solo assicuro il servizio del mobile su misura, ma dove si può richiedere una consulenza o addirittura un servizio relativo all’arredamento di un ambiente, di una casa, di un ufficio o di qualsiasi altra forma di arredamento a cui si possa pensare».   

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