A Santa Maria del Focallo, una frazione del comune ibleo di Ispica, esiste un’azienda che trasforma semplici botti in opere d’arte. Così il vero significato dell’essere artigiani prende vita all’interno del laboratorio di Artebotti, una piccola impresa a conduzione familiare dove il mestiere viene tramandato da padre in figlio da circa 20 anni. Oggi, a guidare l’azienda c’è Alberto. L’abbiamo raggiunto nel ragusano per farci raccontare il suo lavoro e la sua passione.
Alberto, Artebotti è un’azienda a tradizione familiare. Raccontaci come nasce e come la erediti
“L’azienda nasce 20 anni fa per volontà di mio papà. Abbiamo iniziato lavorando con botti più piccoline fino ad arrivare a progetti più grandi per evolverci nella versione odierna dell’azienda. Io e mio fratello ereditiamo l’azienda in quanto l’artigianato non è un mestiere come gli altri, ma è a tutti gli effetti un’arte: ci saranno sempre sfaccettature nuove in ogni lavoro, sempre delle versioni nuove del medesimo lavoro. Noi diciamo sempre che ogni pezzo che produciamo è unico, non ce n’è mai uno uguale all’altro. Ogni botte viene fatta a mano e quindi ognuna avrà sempre qualche dettaglio diverso dall’altra”.
Con le botti fate arte. Non costruite solo contenitori per alcolici ma anche dei pezzi d’arredamento. Come nasce questo ramo dell’azienda e che soddisfazioni vi sta dando?

“Questo ramo nasce dalla nostra intuizione di vedere la botte non solo come un contenitore per affinare il vino ma anche come un pezzo d’arredo, se intesa sotto il profilo del design. Con il passare del tempo parecchi pub hanno deciso di usare le botti per creare tavoli o sgabelli. Noi cerchiamo di dare una nuova vita a questo prodotto, puntando soprattutto sull’ecosostenibilità. Una botte che prima era solo un contenitore per gli alcolici, grazie a noi avrà una nuova vita: diventerà un pezzo di design per l’arredamento di interni. Il prodotto è lo stesso ma la funzione è diversa”.
Dietro i vostri prodotti c’è una storia familiare e un mestiere che solo voi sapete fare. Un mestiere che diventa una risorsa per il vostro territorio. A livello personale cosa c’è dietro le vostre botti?
“Sicuramente la scelta delle materie prime, sempre curate con attenzione da me, mio padre e mio fratello. C’è anche molta tecnica che affiniamo ogni volta che creiamo una botte nuova. E soprattutto c’è sempre il confronto fra tre revisioni diverse che sono quella mia, quella di mio fratello e quella di mio padre. In questo lavoro mettiamo tanta passione, tanto impegno e soprattutto tanta attenzione alle finiture e ai dettagli. Questo è il segreto di Artebotti: la cura, la passione ma soprattutto un tocco di design che ci differenzia dagli altri. Finiture fatte bene che durano nel tempo”.
“Noi andiamo a selezionare, come prima cosa, la materia prima. Lavoriamo fino a nove tipi di legno, ognuno utile allo specifico prodotto che dobbiamo realizzare. Facciamo tutto questo perché la nostra azienda abbraccia il settore delle botti a 360 gradi. La nostra produzione è diretta a coloro che producono distillati, aceto balsamico, vino o chi vuole arredare un pub o un wine bar. In automatico partiamo dalla selezione del legno, poi si assembla la botte e poi si stabilisce l’uso del prodotto”.
Chi sono i vostri clienti e quali sono i vostri progetti futuri?
“I nostri clienti si diramano in privati, aziende e tutti coloro che vogliono passarsi qualche piccolo sfizio a casa. Dal cliente che vuole il bancone bar tutto per sé per passare il sabato sera con gli amici a coloro che devono aprire o restaurare un pub. Dalle cantine alle acetaie che richiedono le nostre botti. Così come il privato che intende produrre il suo vino: potrà farlo tranquillamente acquistando sul nostro sito la botte adatta a lui.
Per quanto riguarda i nostri progetti, invece, sono tutti marchiati nel segno della continuità del nostro mestiere. Artebotti vuole arrivare più in alto possibile, non puntiamo di sicuro al basso. Ci piacerebbe essere presenti sia nel mercato nazionale che in quello internazionale, molto di più di come lo siamo adesso”.