In un mondo dove la qualità e la sostenibilità sono sempre più importanti, una famiglia siciliana ha deciso di puntare sulla produzione di vino biologico, rispettando la tradizione e l'ambiente.
La storia dell’azienda agricola Bagliesi nasce all'inizio degli anni '60 sulle colline di Naro e Ravanusa dove crescono i vigneti sotto lo sguardo vigile di Vito e dei suoi figli, con un nuovo approccio innovativo e tecnologico. La produzione di vino biologico è aumentata, ma la qualità e la passione rimangono le stesse.
I vigneti, si estendono complessivamente per 25 ettari e comprendono Nero D’Avola, Grillo e Catarratto, tra gli autoctoni, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon, tra gli internazionali. Il Kamut è il vino più rappresentativo, che prende il nome della contrada dove si trova la cantina, ma tutti i vini bianchi meritano una menzione speciale, come per esempio Scialusu Bianco, un vino facile, piacevole, come ci suggerisce il suo nome, perfettamente centrato, che in dialetto siciliano significa divertente.
Ottenuto da diverse varietà a bacca bianca coltivate in azienda, frutto di vigneti a spalliera con rese che si aggirano intorno ai 90 quintali per ettaro. La vinificazione prevede pressatura soffice e successiva fermentazione in serbatoi di acciaio inox alla temperatura controllata di 12-14 gradi centigradi.
Tra i tanti riconoscimenti ricevuti c’è il premio Custodi dell’Ambiente, istituito dall’Assessorato al Territorio e all’Ambiente della Regione Siciliana in collaborazione con ARPA Sicilia, nato con l’obiettivo di valorizzare l’impegno di chi opera per la qualità del territorio.
Siamo stati all’interno della cantina con Vito Bagliesi, titolare, abbiamo ripercorso la storia dell’azienda, con Eugenio Sciabbarrasi Responsabile Amministrativo ci siamo concentrati sui vini e sulla loro produzione.
Quando nasce l'azienda?
"È un'azienda a condizioni familiare, anche perché sia in vigna che anche in cantina la maggior parte dei lavori li facciamo sotto la mia attenzione con operai che ci sono sempre tutto l'anno.
Sono operai che sono qua da 25 anni, persone che abbiamo specializzato noi e qualificato noi nel lavoro sia in vigna che in cantina perché per produrre un ottimo vino è importante che le vigne vengano coccolate una per una per ottenere certi prodotti.
La nostra è un’azienda storica, dice Vito Bagliesi, già a casa di mio nonno, a casa di mio padre si produceva uva e si trasformava in vino, magari con diciamo tecnologie diverse di quelle che si utilizzano attualmente".
Quali sono i vostri vitigni?

"L'azienda è formata da 25 ettari. Non solo autoctoni ma ho voluto mettere anche dei vitigni internazionali, perché la nostra terra lo permette e riusciamo a fare dei vini giovani, freschi, che quasi tutto il mondo ci invidia.
Abbiamo una cantina, che nasce nel 2004, voluta fortemente con tecnologia moderna con vasche tutte a temperatura controllata locale per cui il lavoro che si svolge ora è totalmente diverso di quello che svolgeva sia mio papà che mio nonno", prosegue nel suo racconto Vito Bagliesi".
Quali sono i prodotti di punta?
"L’azienda produce solo vini biologici ed è stata fra le prime aziende siciliane che ha puntato al biologico. Già nel 2000 quando ancora nessuno credeva nel biologico Bagliesi ha creduto molto in questo e soprattutto nella genuinità dei prodotti.
I prodotti di punta dell'azienda bagnesi sono diversi, ci dice Eugenio Sciabbarrasi, abbiamo il Maior, il Nero Saraceno, due nero d'Avola. Poi abbiamo il PB 59 che è un Catarratto superiore a riserva che fa un particolare passaggio di vari passaggi di affinamento prima sempre in acciaio poi bottiglia e quindi esce qualche anno qualche anno dopo.
Poi abbiamo gli autoctoni come il Grillo e il Catarratto che ci danno delle belle soddisfazioni e un blend particolare di Grillo Catarrarato altrettanto particolare che nei concorsi internazionale attualmente ha ricevuto tante attestazioni interessanti come medaglie d'oro o diversi riconoscimenti.
Abbiamo pure uno spumante di catarratto, un vitigno su cui l'azienda punta molto tant'è che facciamo parte dell’Associazione Regionale del Catarratto Autentico, di cui fanno parte altre cinque aziende siciliane che rappresentano tutto il territorio regionale e quindi cerchiamo di puntare principalmente sui vini autoctoni".
Quali sono i vostri progetti futuri per l'azienda?

"Il vino è un prodotto che non ha confine, quindi è possibile presentarlo in qualsiasi parte del mondo.
Ecco che il nostro obbiettivo principale è crescere nel settore dal punto di vista commerciale, avvicinarci ai nuovi mercati internazionali come Stati Uniti, Canada, Giappone, per poi presentare anche dei nuovi prodotti: penso, ad esempio, a un nuovo spumante rosè che al momento ci manca".




