I quattro elementi di Empedocle nei vini di Tenute Camilleri

Articolo di Irene Maria Rita Milisenda

Tre generazioni a confronto. Un unico obiettivo portare avanti l’azienda agricola di famiglia e produrre vini siciliani di alta qualità che incarnano le ricche tradizioni e i sapori vibranti della Sicilia. Questa è la storia di Tenute Camilleri, azienda situata in contrada Ciccobriglio, nel comune di Campobello di Licata a pochi chilometri da Agrigento.

A gestire oggi l’azienda, nata nel 1901, è Giuseppe Camilleri che insieme ai suoi figli, spinto dalla passione, dall’amore per la terra, è riuscito a creare qualcosa di magico. Una volta giunti all’interno della tenuta, siamo invitati a immergerci nella bellezza e nel patrimonio della nostra terra in un vero e proprio viaggio sensoriale: il profumo del pistacchio e del rosmarino selvatico, del carrubo e dei fichi agrumati, dell’intenso gelsomino e dei gelsi rossi, che si mescolano con le note pungenti di menta, origano e santolina. Ogni profumo racconta l’essenza di ogni chicco di uva, l’essenza della Sicilia più autentica.

Tra gli uliveti e mandorleti Giuseppe ha impiantato vitigni internazionali, tra cui il Merlot ancora presente, pur mantenendo un forte legame con le varietà autoctone siciliane continuando a coltivare Nero d’Avola, Grillo, includendo Perricone e Nerello Mascalese.

Tra i vini di punta il "Nero di Cicco" un blend rosso, vino complesso e armonioso, che la famiglia Camilleri piace degustarlo quando si riuniscono tutti insieme proprio per affermare quel concetto di unione e collaborazione. Oltre alla produzione e alla vendita dei vini, Tenute Camilleri offre wine tour guidati della cantina, aperitivi all'aperto durante i mesi estivi, offrendo una cornice perfetta per gustare i vini tra le bellezze della campagna siciliana.


Quando nasce l'azienda?

“Facciamo risalire la nascita dell'azienda con l'anno di nascita di mio nonno Giuseppe del 1901 e quindi è un percorso familiare nel mondo del vino, nel mondo della cultura in generale. Da mio nonno,  a mio padre e poi ci sono i miei figli che mi auguro che continuino ad avere questo amore per la terra e per il vino in particolare in questo caso”, ci racconta Giuseppe Camilleri, titolare dell'azienda. 

Come sono nate le etichette?

“La tradizione vinicola c'è da sempre. Nel 1972 mio padre realizza con i suoi fratelli la prima bottiglia Ciccobriglio. Altre etichette nel 76, poi c'è stato un periodo di fermo anche se si continuava nella produzione di vino e poi sono arrivato io e ho ricominciato a imbottigliare. Nel 2019 abbiamo cambiato un pochettino tutto l'impostazione della nostra produzione realizzando sei bottiglie, quattro sono dedicate ai quattro elementi della natura di Empedocle: aria, acqua, terra e fuoco. L’aria lo troviamo nel “Semprevento” è un nerello mascalese, “Fiumarantica” è il nostro grillo dove troviamo l’elemento l’acqua, “Terraranni” di terra fertile è il nero d’avola e “Affaciusuli” perricone dove troviamo l’elemento del fuoco cioè il sole”.

Quali sono i vostri vitigni? 

“Noi abbiamo circa 23 di terreno, 12 sono impiantati a vigneto e abbiamo cinque varietà in produzione e sono il grillo, il nerello mascalese, il nero d’avola, perricone e il merlot unica varietà internazionale,  le altre sono varietà autoctone siciliane che ovviamente stiamo cercando di valorizzare come un po' tutte le altre aziende abbiamo impiantato alcune delle nuove varietà sempre autoctone siciliane che sono il Catarrarato,  il nerello cappuccio e il frappato".

I progetti futuri?

“Stiamo pensando a un “Orange Wine, stiamo sperimentando delle bollicine però fatte in maniera naturale, quindi con i residui della fermentazione in bottiglia, e poi abbiamo fatto pure una vendemmia tardiva di merlot che devo dire che è molto piacevole. Visto che per i nostri ospiti facciamo un percorso esperienziale, per far riviver la campagna, abbiamo in progetto di fare una vendemmia come si faceva una volta, pestata con i piedi, e stiamo creando un angolino dove appunto raccontare quella storia.”


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